Nada, Vamp. Novità elettriche, suoni inglesi e scritti moderni

Nada Vamp
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Nada ha impiegato un anno e mezzo circa per pubblicare Vamp da quando aveva cominciato a scrivere. E sono trascorsi più di quattro anni da Luna In Piena. In questo album c’è l’apporto sostanziale di Manu Fusaroli che fin dall’inizio ha lavorato sulla scrittura e poi «ha avuto molto intuito nel comprendere che desideravo dare una svolta più elettrica e ha orientato in quel senso gli arrangiamenti» [1].
Oltre all’elettrico nell’album ci sono sapori di sonorità che fin dagli esordi l’hanno appassionata, stiamo parlando del rock inglese. La masterizzazione [2] all’Abbey Road Studios di Londra non è tanto servita, però, a dare spunti di suono inglese quanto perché «sembrava più facile ottenere il risultato che avevamo in mente da una situazione in cui nessuno in linea di massima sapesse chi sono e cosa ho fatto» [3].


Nada. Foto ®Silva Rotelli

È certamente un’altra prova delle capacità dell’artista di variare il tema, cercare e trovare nuovi indirizzi, elaborare idee senza compromessi con le linee che man mano vengono tracciate dai media e dalle società che gestiscono il mercato. Un approccio che ha fortemente voluto e conservato dopo il distacco dai primi successi sanremesi. In direzione ostinata e contraria per narrare la musica con il suo personale spartito. Uno spartito spesso retto dal suo compagno di vita Gerry Manzoli.


Nada. Foto ®Silva Rotelli

Campo lo definisce uno dei migliori album italiani degli ultimi tempi. Qualità elevata con musiche moderne e ben adatte alla sua «sensibilità poetica». Le citazioni sono per La Canzone Per Dormire, Piantagioni Di Ossa, «il reggae esistenzialista» di Raccogliti e L’elettricità [4].

Senza individuare con precisione la ragione anche per Calvi Vamp è uno dei migliori dischi degli ultimi tempi, una «potenza»,  originalità sia nelle musiche che nelle liriche. E’ possibile, come sostengono altri critici, c’entri lo zampino delle collaborazioni dalla produzione all’esecuzione, comunque sia, tutte belle canzoni. Tra quelle annotate riprendiamo La Canzone Per Dormire e Sarebbe Una Serenata con «ritornelli al limite del fastidioso ma che ti entrano in testa e da lì non escono per via dell’immediatezza del testo e degli arrangiamenti» [5].

E di grande album parla anche Dordi che sottolinea come l’artista sia stata nuovamente in grado di «stupire>>, con «una grande varietà di umori e di colori […], un desiderio liberatorio che si realizza attraverso liriche argute e pungenti» [6].
Tra le molte citazioni Il Comandante Perfetto che si canticchia da subito, Sirena con il suo «leggero pop sintetico» e Piantagioni Di Ossa con la sua «elettronica discreta» [5].

Ancora un giudizio positivo con la recensione di Cavaliere che riconosce alla cantautrice livornese la consueta indipendenza e la capacità di presentare novità rispetto al passato.
Sono considerate tutte riuscite le collaborazioni come quella degli Ardecore Fabiano Marcucci, Ludovica Valori e Marco Gasbarro. Insomma un’opera abbondante nelle «idee e intuizioni» nella scrittura accompagnata da suoni multiformi e sorretta da un’ottima produzione. Le «perle» del disco sono Il Comandante Perfetto e Sarebbe Una Serenata [7].

L’analisi fatta da Rigamonti è molto meno lusinghiera delle precedenti. Il disco non sembra allontanarsi da certe architetture della canzone pop rock italiana, «in un mondo di cantautrici internazionali che ci stanno facendo amare l’arte della contaminazione […], per l’ennesima volta noi qui in Italia guardiamo sempre agli stessi modelli». C’è poco che possa dare la patente indie all’album e che realizzi quanto è nelle intenzioni. L’esempio migliore è La Canzone Per Dormire «una sguaiata e feroce cantilena dallo spirito selvaggio ed indomito, che si stempera in un ritornello giocoso che non nasconde affatto la rabbia ma, viceversa, la esalta» [8]. Non vi curate di noi e ascoltate.
Ciro Ardiglione

genere: pop-rock
Nada
Vamp
etichetta: Edel
data di pubblicazione: 28 marzo 2011
brani: 10
durata: 40:31
cd: singolo

[1] Sono le parole di Nada in un’intervista, Piergiorgio Pardo, “Nada Malanima La voce della luna”, Blow UP., maggio 2011, pag. 22
[2] La masterizzazione è ad opera di Geoff Pesche che nei suoi quattordici anni di carriera ha lavorato con molti artisti (Athlete, Basement Jaxx, Coldplay, Dizzee Rascal, Gorillaz,…).
[3]  ibidem, pag. 20
[4] Alberto Campo, Rumore, aprile 2011
[5] Daniela Calvi, www.rockol.it, 19 aprile 2011
[6] Paolo Dordi, Rockerilla, aprile 2011, pag. 59
[7] Giulia Cavaliere, www.sentireascoltare.com
[8] Fabio Rigamonti, www.spaziorock.it, 9 maggio 2011

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