Nagorno-Karabakh: la tregua non tiene

bandiera Nagorno Karabakh
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In Nagorno-Karabakh la tregua tra Armenia e l’Azerbaigian, concordata ieri, con la mediazione della Russia di fatto non è entrata in vigore. C’erano già stati scambi di accuse sulle violazioni e oggi si contano i morti. Secondo il ministero degli Esteri di Baku è stata bombardata un’area residenziale della città di Gandja con morti e alcune decine di feriti. I separatisti armeni hanno negato. Le agenzie riportano di diverse esplosioni registrate anche a Stepanakert, capitale regionale del Nagorno-Karabakh, controllata dai separatisti armeni. Ieri pochi minuti dopo l’inizio della tregua, l’esercito armeno ha accusato l’Azerbaigian di aver bombardato l’area vicino alla città di Kapan. Il ministero della difesa dell’Azerbaigian ha respinto queste accuse. L’accordo di ieri, sponsorizzato da Sergey Lavrov, ministro degli Esteri russo, prevedeva con il cessate il fuoco anche l’avvio dei colloqui per risolvere il conflitto.
Non resta che insistere in questa direzione con la speranza che le parti in causa facciano passi indietro per evitare altri lutti e dolori.

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