Napoli: le “scale” del futuro

Napoli via Telesino scale
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Nel recente Patto per Napoli anche gli interventi per le scale che attraversano la città. La riscoperta di percorsi pedonali pieni di storia e bellezza; salite e discese mozzafiato che conducono alla scoperta di una città davvero sostenibile.
Ne parliamo con Carmine Maturo, ambientalista storico e promotore del Coordinamento Scale e da anni impegnato nella tutela, la valorizzazione e la difesa di questo immenso patrimonio cittadino.

Napoli scale Carmine Maturo
Napoli, scale. Foto Carmine Maturo

Napoli è sicuramente una città dai mille volti e ogni giudizio a essa rivolto deve essere misurato e attento per scansare luoghi comuni e facili entusiasmi.
Il volto della città, la sua conformazione, il suo essere adagiata tra mare e cielo ha determinato anche la creazione di percorsi fatti di mille e mille scale che ne risalgono l’anima e il cuore stesso.
La “città verticale”, con i suoi percorsi che restano a volte celati all’occhio poco attento, può essere l’occasione per la scoperta di una rara bellezza, di squarci mozzafiato e può costituire anche una vera alternativa per gli spostamenti in città.
Nel recente Patto per Napoli, siglato tra governo nazionale e l’amministrazione locale, una parte dei finanziamenti è dedicato proprio al recupero e alla gestione delle scale di Napoli.

In che modo i percorsi delle antiche scale napoletane sono inserite nel recente Patto per Napoli che prevede una lunga serie d’interventi di diversa natura e di rilevante peso economico?
Al momento, dopo aver incontrato il Vicesindaco Raffaele del Giudice, sappiamo solo che l’idea progettuale riguarda sicuramente almeno i quattro percorsi indicati dal Coordinamento Scale di Napoli fin dall’inizio della nostra campagna e precisamente:
Pedamentina / Montesanto e Petraio per la Collina del Vomero; Montagnola / Moiariello e scale del Niccolini per la Collina di Capodimonte. Aspettiamo un incontro col Sindaco per conoscere i dettagli degli interventi, quali saranno le prime scale ad aprire vie nuove di bellezza, pedonalità e turismo sostenibile, per fare il punto sul “Manifesto per il recupero delle scale di Napoli” siglato cinque anni fa e per stabilire sinergie future.
Siamo convinti che la migliore strada da intraprendere sia quella di sperimentare “La Progettazione e un Cantiere partecipato”.

Napoli, scale. Foto Carmine Maturo
Napoli, scale. Foto Carmine Maturo

Come si è giunti all’inserimento di questo progetto nella più generale visione strategica del Patto?
I primi interventi di sensibilizzazione al degrado di questi percorsi risalgono alla primavera del 1978. Ma è nel 1995 che nasce il primo Comitato Recupero Scale di Napoli. Nel 2011 si costituisce il Coordinamento scale di Napoli che ha dato vita a un vero e proprio movimento civico di cittadini, ha elaborato un “Manifesto per il Recupero Scale di Napoli”, ha dialogato con l’Amministrazione e, trovando terreno fertile, ha fatto valere, attraverso le proprie iniziative, le ragioni della Bellezza, della Pedonalità, del Turismo Sostenibile. Quest’Amministrazione, dopo anni di abbandono delle scale, ha saputo cogliere l’occasione del “Patto per Napoli” e ha proposto il recupero degli antichi percorsi pedonali.

Quali, a suo parere, i risultati più importanti che si possono raggiungere?
Le scale di Napoli racchiudono il meglio dell’identità della nostra città e della nostra storia, la scelta di recuperarle e valorizzarle rappresenta oggi una sfida dei napoletani e di quest’Amministrazione per immaginare una nuova città: più vivibile, con una mobilità nuova e turismo sostenibile. Una Città, bella e possibile, oltre la crisi.

Ci aiuta a conoscere, almeno con un poco di sogno, gli itinerari che potremo percorrere?
Sicuramente gli itinerari da sogno sono due: uno in discesa, da San Martino al Duomo, e uno in salita da Foria a Capodimonte.
Il Primo itinerario è un vero e proprio “Nastro Verde” che parte dalla Magnifica Certosa e dai suoi giardini e piano piano discende, attraverso scorci e panorami inediti, verso una delle “città più antiche d’Europa, il cui tessuto urbano contemporaneo preserva gli elementi della sua lunga e importante storia”, così definita dall’Unesco.
Il secondo itinerario è uno “Slow tour” della bellezza che, dal traffico e dal caos cittadino, ci riporta indietro nel tempo. Prima nei vicoli della vecchia Napoli, luoghi di Belle Mbriane e Munacielli, poi man mano che si risale la collina, il verde degli agrumeti, l’azzurro del cielo e il blu del mare in lontananza ci inebriano e ci donano energia e gioia. Panorami mozzafiato dal piccolo moggio (Moiariello), alla Torre del Palasciano, dalle Ville d’affaccio, all’Osservatorio Astronomico, fino al maestoso parco e la sua Reggia.
Sono solo due esempi, ma l’anima della nostra città è ben presente in tutti gli itinerari delle scale che l’attraversano.

Infine le chiederei un giudizio complessivo sul Patto siglato e sugli interventi che saranno posti in essere.
Periferie, Mobilità e Scale di Napoli sono le storiche battaglie degli Ambientalisti napoletani. Sarà veramente una svolta per la città se si sapranno coinvolgere le forze sane e competenti. Sarà utile attivare dei processi di partecipazione e rendere tutti protagonisti di questa svolta.
Napoli può diventare davvero la capitale europea per le pratiche di gestione amministrativa improntate alla sostenibilità e alla partecipazione, e le scale di Napoli, le periferie e la mobilità sostenibile i simboli di questa nuova città che amiamo.
Antonio Fresa

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