Napoli: XXV edizione del Premio Megaris

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Lo scorso 5 Novembre, presso il Circolo Posillipo di Napoli, si è svolta la XXV edizione del Premio Megaris.
Nozze d’argento, come è stato più volte sottolineato nel corso della cerimonia, per un riconoscimento ambito e longevo, di respiro non solo locale. In una sala inondata dal sole e affollata come non mai sono stati premiati “i figli migliori di Napoli”, ha affermato Carlo Postiglione, presidente e ideatore del premio, che si sono distinti in tutti i campi, dell’arte, della musica, del giornalismo, della letteratura, dell’imprenditoria, delle professioni liberali. Ed anche brillanti giovani, laureati a pieni voti, che si spera rimangano sul territorio e contribuiscano ad operare per il suo riscatto, così da non andare ad ingrossare il già vertiginoso numero delle “mentinfuga”, di coloro, cioè, che scelgono di andar via, scoraggiati dalle obiettive difficoltà con le quali ci si scontra quotidianamente alle nostre latitudini.

Qui di seguito alcuni dei premi assegnati nell’ambito delle lettere:
Premio narrativa edita: 1) Pino Imperatore (Questa scuola non è un albergo) 2) Gaetano Gravina (Il viaggiatore perfetto) 3) Mario Volpe (L’anno del dragone). Menzioni speciali: Giuseppe Petrarca (Corpi senza storia. Un’indagine del commissario Lombardo), Elio Serino (Gesù metropolitano), Giulia Fera e Francesco Testa (Il canto del vento. Un sentiero di crescita)
Premio di poesia in lingua italiana: 1) Massimo Frenda (Aylan) 2) Tina Emiliani (Non chiedere) 3) Alessandro Villani (Come). Menzioni di merito a Carla Abenante (Passi), Dario Giulio Ghezzo (E dentro di noi parole al buio), Alfonso Severino (Ricordo di un amore). Menzione speciale a Massimo Albano (Eterna giovinezza).
Premio di poesia in lingua napoletana: 1) Vittorio Fiorenzano  (A fenesta mia) 2) Vincenzo Russo (Immigrati) 3)Peppino Esposito (O suon d’e campane). Menzioni di merito: Salvatore Bova (A pizza ogge a otto), Vincenzo Cerasuolo (Giggino – Cyberbullismo), Fausto Marseglia (A sagliuta).
Premio per racconti inediti: 1) Maria Strianese (Centro commerciale) 2) Donatella Schisa (S come sogno) 3) Cristian De Iuliis (Una prospettiva qualunque). Menzioni di merito a Federica Flocco (Non sapeva che fosse sposato) e Maria Antonietta Mattei (La sosta). Segnalazione: Bruno Durante (La mente superiore).

Numerosi, dunque, i premi assegnati, a testimonianza del grande fermento culturale e della volontà di rinnovamento, che animano la città tutta, in maniera trasversale. E che questo sia vero lo dicono i numeri: Napoli ha registrato negli ultimi anni una crescita esponenziale del turismo, quello colto; seconda solo a Londra per numero di visualizzazioni sul web. L’immagine positiva della città ha fatto si che grandi marchi internazionali l’abbiano scelta, e ancora la stiano scegliendo, come sfondo per realizzare le loro campagne pubblicitarie. Da ultimo, anche Ferrero Rocher.
Tutto questo non può che inorgoglire e spingere quanti hanno a cuore il bene della città a restare e ad operare per il cambiamento. Ciò che salta agli occhi è, dunque, una sorta di rivoluzione iniziata dal basso, che sta già dando i suoi frutti nel breve termine e che fa registrare un’inversione di tendenza sia nel modo in cui la città viene percepita al fuori dai suoi confini, sia nel modo in cui i napoletani stessi si percepiscono, non più portavoci di un lamento generico e sterile, non più abitanti di una periferia geografica dimenticata e reietta, ma orgogliosi protagonisti in una metropoli, che, forse unica al mondo, è riuscita a sottrarsi alle spinte di una globalizzazione spersonalizzante e a mantenere una sua precisa identità; nella consapevolezza del fatto che, nonostante le molte criticità che ancora permangono, la città è quanto mai viva e vitale.
La cerimonia di premiazione si è conclusa, dunque, sotto i migliori auspici con un brindisi sulla splendida e assolata terrazza affacciata su di un mare che, forse, oggi ha ripreso a bagnare Napoli.
Donatella Schisa

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