La nazionale italiana di calcio e Black Lives Matter

Partita di calcio in Benin
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Spero che alla prossima partita della nazionale italiana, in occasione degli ottavi di finale contro l’Austria, i calciatori si inginocchino tutti quanti per il movimento Black Lives Matter. Avere visto che invece solo una parte della squadra abbia onorato questa breve, ma nobile, ritualità solidale, è stato un brutto spettacolo, specie confrontandolo con la totalità dei giocatori gallesi inginocchiati. Nella sua diretta semplicità è bellissimo ed educante ricordare quanto, a questo proposito, ha affermato il giocatore del Belgio e dell’Inter Romelu Lukaku: “Io non mi inginocchio soltanto in segno di solidarietà verso la campagna BlackLivesMatter. Io sono contro ogni tipo di discriminazione, ad esempio anche quelle di genere sessuale o di altro tipo. Bisogna rispettare tutti, per me è la cosa più importante“.
Sono gesti semplici, ma che possono avere un impatto mediatico e anche pedagogico, in particolare sulle nuove generazioni, importante. Il calcio, ormai ridotto quasi sempre ad un circo finanziario fatto di magnati e quotazioni in Borsa, potrebbe trovare, in questi momenti, un briciolo di umanità e utilità sociale.

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