Harvest di Neil Young: il cinquantesimo anniversario di un disco epocale

Neil Young Harvest
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Nel febbraio del 1972 Neil Young pubblica Harvest, la sua quarta incisione come solista. L’album conosce uno strepitoso successo in tutto il mondo, raggiunge il primo posto nelle classifiche di vendita degli Stati Uniti e di molti paesi europei ed è stato inserito al 78° posto nella lista dei 500 migliori album di tutti i tempi dalla prestigiosa rivista Rolling Stone. Harvest risulta essere il disco più venduto, più conosciuto e forse più rappresentativo del cantautore canadese.

L’etichetta discografica Reprise Records, che lo pubblicò all’epoca, ne celebra il cinquantenario con un cofanetto dal titolo Harvest 50th Anniversary Edition che contiene 3cd e 2dvd oltre a un libretto ricchissimo di informazioni e fotografie: una vera strenna che rende felici i fans di Neil Young ma anche tutti coloro che ne riconoscono il ruolo e l’importanza nella storia di quella che ai tempi veniva definita musica pop (che oggi, se preferite, potete classificare come rock, folk, country, grunge o in qualunque altro modo la vostra fantasia vi suggerisca) e che, come me, guardano con tenerezza e nostalgia tutto ciò che è legato agli anni ’70, non solo dal punto di vista musicale.

Il primo dei tre cd ripropone l’album originale, il secondo contiene tre outtakes che non rientrarono nell’album, il terzo riguarda l’esibizione solista di Young tenutasi il 23 febbraio 1971 negli studi della BBC a Londra durante la quale vengono presentati alcuni brani che poi andranno a far parte di Harvest. L’album originale si apre con la celeberrima Out on the weekend, una ballata introdotta dal suono struggente dell’armonica e dal sapore fortemente autobiografico.

Think I’ll pack it in and buy a pick-up
Take it down to L.A.
Find a place to call my own and try to fix up
Start a brand new day”.

(Credo che farò i bagagli e comprerò un pick-up, lo porterò giù fino a L.A. Troverò un posto tutto mio e cercherò di sistemarmi, inizierò un nuovo giorno)

Neil Young HarvestSeguono Harvest, la title track, un sognante e malinconico brano country e poi A man needs a maid, un brano reso maestoso dall’intervento della London Symphony Orchestra e sul quale molto si è scritto e discusso. Neil Young afferma qui veramente che un uomo ha bisogno di una domestica che lo accudisca, gli pulisca la casa e gli prepari da mangiare? O vuole essere ironico o meglio autocritico riconoscendo la propria incapacità a instaurare un rapporto paritario con la partner? O più semplicemente usa questo termine (maid) riferendosi al film nel quale ha visto, innamorandosene a prima vista, l’attrice Carrie Snodgress (Diary of a mad housewife)? Comunque sia il brano è talmente bello e intenso da far passare in secondo piano qualunque diatriba su terminologia e significato.
Heart of gold è un altro dei tanti gioielli dell’album e l’accoppiata chitarra acustica e armonica diventa qui irresistibile. Pubblicato come singolo prima ancora dell’uscita dell’album, Heart of gold ha immediatamente raggiunto il primo posto in classifica negli Stati Uniti e costituisce ancora oggi una delle canzoni più famose di Young.
Con Are you ready for the country? si ritorna a un’atmosfera elettrica per ironizzare sulla campagna di reclutamento dei giovani per la guerra in Vietnam messa in atto dal governo americano. Si passa quindi a una nuova, struggente ballata acustica, Old man, con la quale Young si rivolge a Louis Avila, l’anziano custode del ranch da lui acquistato nel 1970.

Old man, take a look at my life I’m a lot like you
I need someone to love me the whole day through
Ah, one look in my eyes and you can tell that’s true.

(Vecchio uomo, dai uno sguardo alla mia vita, io sono molto simile a te. Ho bisogno di qualcuno che mi ami ogni giorno che passa. Ah, uno sguardo ai miei occhi e puoi dire che è vero.)

Con There’s a world ritroviamo un brano dal respiro sinfonico grazie al nuovo massiccio intervento della  London Symphony Orchestra e abbiamo a che fare con un testo piuttosto criptico, cosa non insolita nell’esame delle liriche di Neil Young Segue una ben più chiara Alabama, una denuncia del razzismo perdurante nello stato del sud che in qualche modo fa seguito alla Southern man contenuta nel precedente album After the gold rush.
Con The needle and the damage done Young affronta, con una triste ballata acustica, il tema della droga e dei suoi effetti distruttivi, con un esplicito riferimento al chitarrista Danny Whitten e alla sua tossicodipendenza. Il brano è una registrazione dal vivo tratta da un concerto tenuto a Los Angeles nel gennaio 1971.
L’album si chiude con un brano del tutto atipico rispetto all’atmosfera creata da tutti gli altri che lo compongono: Words (Between the lines of age). Il testo è tra i più misteriosi tra quelli scritti da Young e in molti si sono arrabattati per non trovarvi un preciso significato. Lo stesso autore ha cercato di semplificare le cose nella sua autobiografia spiegando che il testo voleva riferirsi alle prime avvisaglie di crisi del suo rapporto sentimentale con Carrie Snodgress. Ma più delle parole conta la suggestione del brano che, grazie a un’insolita scansione ritmica (l’alternanza tra una battuta in 6/8 e una in 5/8), risulta ammaliante e ipnotico, con una lunga parte strumentale che riporta ad alcune atmosfere psichedeliche tipiche della fine degli anni 60. Non a caso il brano, già insolitamente lungo rispetto agli altri contenuti in Harvest (6’47”), nelle varie versioni dal vivo degli anni successivi è arrivato spesso a sforare i 15 minuti, diventando trampolino di lancio per infuocati assolo di chitarra elettrica.
Le 3 outtakes contenute nel secondo cd sono: Bad fog of loneliness, realizzata a Nashville nella stessa sessione di registrazione di Heart of gold e Old man e in seguito accantonata da Young fino alla sua comparsa nell’album Live at Massey Hall 1971 pubblicato solo nel 2007; Journey through the past, ballata molto poetica e nostalgica che darà il titolo alla colonna sonora del film autobiografico omonimo fortemente voluto da Young e realizzato nel novembre 1972 e vedrà la luce, in una versione live, nel successivo album Time fades away del 1973.

When the winter rains come pouring down on that new home of mine
Will you think of me and wonder if I’m fine?
Will your restless heart come back to mine on a journey through the past?
Will I still be in your eyes and in your mind?

(Quando le piogge d’inverno si abbatteranno su quella mia nuova casa penserai a me e ti chiederai se sto bene? Tornerà da me il tuo cuore irrequieto in un viaggio attraverso il passato? Sarò ancora nei tuoi occhi e nella tua mente?);

Dance, Dance, Dance, un’insolitamente allegra e spensierata danza campagnola in 2/4, scritta da Young nel 1969 e pubblicata per la prima volta nell’album di debutto dei Crazy Horse nel 1971. Non verrà più riproposta dal vivo fino alla prima metà degli anni 80.

Il terzo cd, come già detto, contiene la registrazione dell’esibizione di Young tenutasi negli studi londinesi della BBC il 23 febbraio 1971. Il cantautore canadese, durante un set totalmente acustico, si alterna alla chitarra e al pianoforte e presenta ben quattro brani inediti che entreranno a far parte di Harvest (Out of the weekend, Old man, Heart of gold, A man needs a maid) oltre a un’intensa e ispirata versione di Journey through the past; alla già nota Don’t let it bring you down, apparsa nell’album After the gold rush del 1970 e, in seguito, compresa in 4 way street, l’album live di Crosby, Stills, Nash & Young pubblicato nell’aprile 1971; alla breve e poetica Love in mind, che troverà spazio nell’album Time fades away del 1973; e all’allegra Dance, dance, dance con la quale chiude il concerto.

Il primo dei due dvd contenuti nel cofanetto riguarda il concerto alla BBC sopra descritto. Il secondo dvd costituisce il vero e più prezioso regalo di questa pubblicazione celebrativa: due ore di filmati inediti che ci trasportano indietro al 1971, nei vari luoghi e momenti che hanno visto la realizzazione di Harvest e ci offrono così, sia pure senza seguire una precisa linea cronologica, il making of di un capolavoro.
Il dvd, dal titolo Harvest time, si apre mostrandoci Neil Young che arriva in jeep al fienile del suo ranch Broken Arrow, trasformato in sala di registrazione, imbraccia la sua mitica Gretsch White Falcon e inizia a provare Alabama, Words e poi Are you ready for a country? insieme ai suoi musicisti Jack Nitzsche al pianoforte, Ben Keith alla steel guitar, Kenny Buttrey alla batteria e Tim Drummond al basso.

Ci si sposta poi a New York dove vediamo e ascoltiamo Young in sala di incisione alle prese con i cori da sovrincidere a Alabama insieme a David Crosby e Stephen Stills.

Eccoci quindi alla parte più interessante e affascinante del filmato: siamo a Londra, alla Barking Town Hall, insieme alla London Symphony Orchestra per l’incisione di A man needs a maid. Young cerca di spiegare al direttore David Meecham l’insolita successione di due battute in 3/8 più una battuta in 2/8 che caratterizza una parte del brano e si meraviglia del fatto che l’Orchestra non riesca a seguirlo a tempo. Nel camerino Jack Nitzsche gli spiega che gli orchestrali sono abituati a suonare esattamente quello che leggono sullo spartito e che non può pretendere di cambiare il loro stile di vita. Young non sembra preoccuparsene troppo e nel frattempo strimpella Harvest alla chitarra. Assistiamo quindi a una nuova esecuzione del brano che questa volta appare convincente e, in seguito, alla registrazione di There’s a world. Segue un breve intermezzo con Young che, nel ranch, esegue al pianoforte una splendida versione di Journey through the past. Alla fine del brano l’inquadratura stringe su un quadretto posto sopra al pianoforte che riporta una frase di Rabindranath Tagore, il poeta, scrittore, compositore e filosofo indiano, premio Nobel per la letteratura 1913:
God respects me when I work
but He loves me when I sing.

Nuovo stacco ed eccoci ancora a New York per goderci le divertenti prove dei cori da aggiungere a Words (Between the lines of age) da parte di Young, Graham Nash e Stephen Stills. Quindi voliamo a Nashville, riascoltiamo insieme al gruppo la registrazione di Words e assistiamo a una breve intervista radiofonica con il dj Scott Shannon durante la quale Young parla del film e del nuovo album in corso di realizzazione e rivela il nome del gruppo di musicisti che lo accompagna: Stray Gators.  Si ritorna infine al ranch dove uno Young rilassato e sorridente esegue una divertente versione di Out on the weekend al banjo e una bella versione acustica di Heart of gold alla chitarra e all’armonica.
Giusto il tempo di fare la conoscenza con il guardiano del ranch Louis Avila e di ascoltare una versione acustica e live della Old man a lui dedicata e il film si chiude con i titoli di coda che scorrono sulle immagini delle colline intorno al ranch e sulle note di Harvest.

Due ore di filmato che scivolano via in un lampo e il cui taglio amatoriale delle riprese aggiunge un’incredibile spontaneità a immagini e dialoghi preziosissimi per gli appassionati e gli amatori ma davvero godibilissimi anche per lo spettatore non specializzato. Evidentemente Neil Young era in qualche modo conscio di essere in procinto di creare un capolavoro che sarebbe rimasto a lungo ben saldo nella storia della musica e che quindi avrebbe meritato una documentazione quanto più possibile ricca e dettagliata.

Non possiamo che ringraziare la Reprise Records per averci fatto questo regalo, per averci riportato indietro di 50 anni e per averci fatto rivivere la musica e i sogni di un’epoca che è ancora nei nostri cuori.

GianLuigi Bozzi

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