Nel mare ci sono i coccodrilli di Fabio Geda

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La storia vera di Enaiatollah Akbari. Favola amara e contemporanea tratta dal libro di Paolo Geda e ricomposta sul palco in un monologo ricco e articolato di Paolo Briguglia.

Una odissea dell’emigrazione che dall’Afghanistan vede il bambino Enaiatollah, bambino come poco si può esserlo a 10 anni in Afghanistan, condotto dalla madre in Pakistan la quale gli da alcune raccomandazioni prima di lasciarlo da solo senza alcun preavviso; non rubare, non drogarsi e non usare armi.
Il diligente e volenteroso Enaiatollah si procura subito un modesto lavoro in cambio di vitto e alloggio e coglie dopo poco l’opportunità di vendere per conto di un commerciante prodotti al mercato in cambio di poche rupie, al mercato conosce un gruppo di ragazzini afgani come lui ai quali si unisce per poter raggiungere l’Iran. Dopo un viaggio pieno di pericoli per giungere in quella terra ostile, i ragazzini lavorano come operai clandestini in un cantiere con la costante paura di essere catturati e respinti dalla feroce polizia iraniana.
La dura vita in Iran spinge il ragazzo a tentare di raggiungere la Turchia, condotto insieme ad un gruppo a sostenere un duro e disperato cammino attraverso le montagne che durerà 27 giorni e al quale alcuni di loro non riusciranno a sopravvivere, giunge in un luogo che si rivelerà essere solo l’ennesima tappa di una via crucis umana senza alcuna certezza di redenzione dove la cifra comune sarà la sofferenza e il rischio costante di perdere la propria vita.
Ridotti a viaggiare ripiegati su sé stessi nella intercapedine ricavata in un camion, senza luce, senza acqua per tre giorni agonizzano fino a giungere in Turchia per poi accorgersi dopo breve tempo che non vi erano in quel Paese opportunità di lavoro, condotti su una spiaggia dall’ennesimo trafficante di uomini vengono equipaggiati con un gommone, remi e un rotolo di scotch, l’isola di Lesmo è li all’orizzonte, basta remare e arrivarci.
La difficile traversata di un gruppo di ragazzini che non sanno nuotare e non sanno neanche remare inevitabilmente si traduce in tragedia con la morte per annegamento del più piccolo del gruppo.
In Grecia i lavori per le strutture dedicate alle olimpiadi uniti alla tolleranza della polizia per i clandestini dedicati a terminare i cantieri consentono al Enaiatollah di lavorare per un periodo, ma poi ancora l’impossibilità di ottenere il permesso di soggiorno spinge il ragazzo a spostarsi ancora verso l’Italia dove il ragazzo ha un compaesano, ma come fare a trovarlo? Enaiatollah chiede a chiunque incontri se conosce Pajama, finalmente lo trova e l’amico lo conduce all’ufficio per i minori stranieri dove gli cercano invano una sistemazione.
Come in tutte le fiabe che si rispettano abbiamo un finale pieno di speranza: Enaiatollah è accolto dalla famiglia di una assistente sociale che lo adotterà e gli permetterà di studiare, anni dopo riuscirà a far rintracciare sua madre in Afganistan e a farle sapere che è vivo ed è giunto sano e salvo in Italia.

Paolo Briguglia in Nel-mare ci sono i coccodrilli

Paolo Briguglia interpreta un piccolo uomo riuscendo a trasmettere l’innocenza ed i ragionamenti di chi ha non ha ancora un bagaglio di esperienze alle quali attingere, le sue prime volte: prima volta in viaggio da solo, prima volta in cui lavora, prima volta in cui decide del suo destino, prima volta che perde un amico costituiranno anche le esperienze fondanti per la sua vita futura.
L’attore siciliano popola il palco di personaggi satelliti della storia aiutato da una scenografia minimalista che consente la concentrazione dello spettatore sull’interprete; il suo viso, la sua voce e grazie anche alla gestione delle luci che si spengono quando Briguglia deve dar vita ad un nuovo personaggio sancendo un cambio abito che è in realtà un cambio di personalità.

Enaiatollah e gli altri ragazzini migranti ricordano un Peter Pan tragico con i bimbi perduti nell’isola che non c’è perché la sensazione che perdura durante l’intero spettacolo è di essere al cospetto di un bambino senza una terra sotto i piedi dove potersi fermare e trovare la serenità che solo una vita libera dalla guerra dagli abusi e dall’estrema necessità può trovare.
Adelaide Cacace

Teatro Franco Parenti – Milano
fino al 2 febbraio 2020
Nel mare ci sono i coccodrilli
di Fabio Geda
nella riduzione a firma dell’autore
con Paolo Briguglia
musiche originali di Fabio Zeppetella
regia Paolo Briguglia e Edoardo Natoli
spazio e costumi Alessandra Traina
produzione BAM Teatro
in collaborazione con Palermo Teatro Festival

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