Nel nulla solito del G7, un Trump non firma la dichiarazione finale

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Un Trump provocatore, che spesso si esibisce in testacoda funambolici ha mandato in malora il G7 non firmando la dichiarazione finale. Forse, sia pur negativamente, è uno dei pochi meeting in cui succede qualcosa fotografie di rito a parte e la conoscenza reciproca dei partecipanti in rappresentanza di Canada, paese ospitante, Italia, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d’America con l’aggiunta di un rappresentante dell’Unione europea e di uno del Fondo monetario internazionale (Fmi).
Europa e Canada hanno provato a far ragionare il Presidente USA sul tema dei dazi commerciali che sono imposti all’Europa e al Canada per il 25% sull’acciaio e per il 10% sull’alluminio. Non credo ci sarà una guerra commerciale, si troverà come sempre un accomodamento su temi che riguardano la natura stessa dei sistemi economico-politici occidentali. E per lo stesso motivo, invece, non ci sarà nessuna soluzione sul cambiamento climatico di cui Trump non vuol nemmeno sentir parlare.

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