Nomine: il prezzo dell’Europa

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Si è insediato il nuovo Parlamento Europeo, emanazione prodotta dopo le elezioni dello scorso 26 maggio. L’Italia ha ottenuto la conferma della Presidenza con David Sassoli, che sostituisce Antonio Tajani. Senza entrare nel merito della persona, giornalista e già conduttore del telegiornale RAI, pur mantenendo la posizione di prestigio, per il nostro Paese la nomina pare assumere le sembianze di un “contentino”. Quasi contemporaneamente è arrivata anche la notizia della rinuncia a richiedere la procedura di infrazione da parte della Commissione Europea per eccesso di deficit eccessivo dopo la manovra correttiva del Governo. Anche in questo caso pare che l’istituzione voglia farci un omaggio; peccato solo per gli ennesimi, ulteriori tagli già approvati nel nostro Paese a sanità e istruzione. E, più in generale, peccato anche per l’indirizzo politico ultraconservatore che ha preso l’UE, piazzando Ursula Von der Leyen e Christine Lagarde alla guida dei poteri forti del Continente.

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