Non c’è più il passato di una volta (e forse anche il futuro).

scritture libri lettore
history 5 minuti di lettura

L’ultimo romanzo di Bruno Morchio, Lo spaventapasseri, vede il ritorno di Bacci Pagano, l’investigatore genovese divenuto ormai familiare per i lettori.


Veduta di Genova
separa_didascalia.gif

Il titolo che abbiamo scelto per presentare questa recensione dell’ultimo romanzo di Bruno Morchio è giocato su una frase ormai celebre, come molte cose usate spesso a sproposito.
Il peccato è veniale, almeno speriamo, anche se abbiamo giocato con le indicazioni generali che sembrano provenire dalla trama del romanzo o dal rimando a Jean-Claude Izzo che fa da percorso introduttivo al lettore.
(Interrogare il passato non serve a niente. È al futuro che bisogna fare le domande. Senza il futuro il presente è solo disordine.  Citazione tratta da Chourmo.)

Il rapporto fra passato e futuro è però decisivo per comprendere la vicenda di questo romanzo: il futuro determina il passato almeno quanto il passato determina il futuro.

Bacci Pagano è un investigatore di razza e di cuore: non si lascia ingannare dalle apparenze e sa che gli elementi posti in evidenza, come accade con uno spaventapasseri in un campo, possono servire a celare una verità nascosta e non facilmente accessibile.
E non ci sogneremmo mai di svelarvi passaggi della trama che potrebbero minare l’intimo piacere della scoperta o il gusto avvincente di sfogliare le pagine, in preda al desiderio di capire l’evoluzione del racconto, seguendo i colpi di scena.

Vi renderete conto, a questo punto, che anche il nostro modesto compito di recensori è gravoso e arduo: dire senza troppo dire; indicare senza troppo svelare; sottolineare senza troppo enfatizzare. Come fare dunque?
Bacci Pagano ci giunge in aiuto e ci lascia intravedere la sua officina d’investigatore, il suo metodo senza metodo, il suo coinvolgersi senza rinunciare a comprendere.


Genova. Porto antico
separa_didascalia.gif

Genova vive la sua vita e il suo farsi continuo incrocio di tradizioni antichissime e nuovi abitanti; gli odori e i sapori si sommano in una festa meravigliosa o in una confusione senza costrutto; le cucine, i bar, le vinerie, i pub e così via hanno nomi nuovi, sapori nuovi, piatti nuovi.
È però sufficiente girare l’angolo per ritrovare il sapore della vecchia cucina, il gusto possente di altre epoche.
I volti e i colori si mescolano di continuo; eppure alcuni luoghi hanno la stessa bellezza di sempre.

Quante città si nascondono nella città e quante storie si nascondono intorno a Bacci Pagano?
Come si legano in un istante il passato, nella voce di un amico, e il futuro, negli occhi profondi di una donna?

Tra le tante storie e vicende che abbiamo vissuto, alcune almeno ci danno certezze. Ci sono eventi in cui eravamo coinvolti, lì all’accadere della storia, con i nostri amici di sempre, quelli con cui abbiamo condiviso il bene e il male.
Li abbiamo persi di vista; li abbiamo seguiti da lontano ma quegli amici rappresentano una certezza. Il mondo cambia ma quegli amici sono sempre gli stessi.
La vita ci ha diviso ma sapremmo ripartire insieme, come se ci fossimo lasciati ieri appena.

Tutto chiaro? Tutto semplice?
Un amico – un vero amico, un amico più che amico, un testimone della memoria stessa di Bacci Pagano, un compagno delle vicende più amare (non dimenticate che Bacci Pagano ha scontato cinque anni di carcere per un’accusa di terrorismo), un amico onesto e irreprensibile – emerge dal passato.
Le elezioni sono alle porte e l’avvocato Cesare Almansi, figlio di una famiglia vincente, è il candidato perfetto del popolo degli onesti: è in politica senza essere un politico; è il promotore di tante battaglie civili; ha fama di uomo pulito e onesto.
L’avvocato Cesare Almansi riceve una serie di telefonate di minaccia e decide di rivolgersi all’antico amico e abile investigatore.
L’inizio del romanzo riporta Bacci Pagano alla sua vita, alla memoria del padre, alle avventure della giovinezza.
La memoria si sofferma, per una serie d’intricate vicende, sulla sua “giornata particolare”: la prima serata da uomo libero, una volta uscito dal carcere.
Con chi ha trascorso, tanti anni prima, quella serata per molti versi indimenticabile? Ovviamente con Cesare Almansi. Poi si sono persi di vista, come accade nella vita, in fondo senza un perché.

Bacci non vive, però, di nostalgia e sa anche perdersi negli occhi blu di una giovane donna. Quegli occhi sono uno spazio estremo fatto di rabbia e felicità appena accennata. In questo stretto passaggio, Bacci si agiterà come non mai per la disperazione che la verità porta sempre con sé.
Ci sono cose che sarebbe meglio non sapere perché esse distruggono i nostri sogni.
Bacci è un investigatore e accetta la sfida più dura: guardare in faccia la verità che, in un attimo, rende dubbio il passato e rende amaro il futuro.
Anche Lou, la bellissima Lou, la responsabile dell’ufficio stampa del suo amico Cesare Almansi, nasconde segreti che vengono dal passato e sbarrano la strada al futuro.

Bacci Pagano, tra gli alti e i bassi del suo intendere la vita, svolgerà una sorta di danza e la sua inchiesta conoscerà l’amaro ritmo dell’avanzare per tornare al passato, a ogni scoperta corrisponderà la triste necessità di rivisitare eventi che immaginava di conoscere.
Com’eravamo davvero? Che cosa è stato il nostro passato?
L’inchiesta si snoda con le sue sorprese e il passato non sarà più lo stesso.
I ricordi si affollano e riemergono sempre più nitidi e contorti a un tempo.
A quale verità affidarsi? Quali sentimenti seguire?
L’inchiesta si snoda con le sue sorprese e il futuro non sarà più lo stesso.
E ancora una sorpresa ci attende; ancora un momento e poi….
Il nostro mandato è svolto: non tutto abbiamo svelato e qualche strada abbiamo indicato.

Un monito ancora mi sembra però venire dalla voce di Bacci Pagano, ripensando agli anni della sua giovinezza e delle sue storie.
Un amico che emerge dal passato può portare con sé pesi che non ci piacerà scoprire.
E il nostro paese? E la nostra Italia?
Questa nazione porta con sé ancora tanti misteri nel suo passato prossimo e remoto, tante ombre sinistre di vicende mai dipanate e mai chiarite davvero, tante morti senza spiegazione e tanta innocenza tradita.
Questi dubbi, queste perplessità, questi misteri riguardano soltanto il passato o sbarrano a volte il passo al futuro?
Antonio Fresa

Bruno Morchio
Lo spaventapasseri
Garzanti, 2013
Pagg. 256, € 16,60

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condividi l'articolo.
Condividi la cultura.
Grazie

In this article