Nonostante nuove elezioni in Mozambico la pace non è al sicuro

Mozambico Maputo
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Di paesi, anche se riccamente importanti per il  futuro energetico, come il Mozambico, sui media nazionali non c’è traccia nemmeno quando si svolgono elezioni generali dopo un lungo periodo di scontri, anche armati, tra il governo e la guerriglia. Negli ultimi mesi, per la precisione nel  mese di luglio, solo quando è arrivato nello stato africano l’osannato premier italiano si è detto e scritto qualcosa. Certo si trattava di assicurare il gas e il petrolio per la nostra ENI. «Se va in porto l’operazione – ha confermato Renzi – avremo gas sufficiente per i prossimi 30-40 anni. Stiamo gettando le condizioni per il futuro dei nostri figli. Queste sono cose alle quali bisogna pensare per tempo», ha aggiunto il premier [1].

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Mozambico. Maputo, 2014. Foto Francesco Catuognosepara_didascalia.gif

Lo scorso 15 ottobre undici milioni di cittadini sono stati chiamati alle urne per le elezioni presidenziali, legislative e provinciali. Tutti i riflettori sono stati puntati quelle per il presidente della Repubblica a cui puntavano Afonso Dhlakama (61 anni) per la Resistenza nazionale mozambicana (Renamo), Daviz Simango (50 anni) per il  Movimento democratico per il Mozambico (Mdm) e Filipe Nyusi (55 anni) del partito Fronte di liberazione del Mozambico (Frelimo) e ministro della Difesa dell’attuale governo del capo dello Stato uscente e miliardario Armando Guebuza.
Secondo i  risultati parziali basati su un quarto delle schede, la vittoria sarebbe andata, rispettando  tutte le previsioni, a Filipe Nyusi con il 63,02% dei voti che eviterebbe il ricorso alla seconda tornata allungando così i 39  anni di potere esercitato da Frelimo. Nonostante si fosse assistito ad una straordinaria rimonta nelle ultime settimane Afonso Dhlakama, leader della Renamo si sarebbe fermato sotto il 30%, mentre Daviz Simango dell’Mdm avrebbe ricevuto il 7,56% dei consensi. I risultati se confrontati con le precedenti elezioni comunque consentirebbero un aumento significativo dei seggi delle opposizioni.

 

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Mozambico. Maputo, 2014. Foto Francesco Catuogno
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Già il 16 ottobre e con i dati parziali la Renamo ha accusato nuovamente gli avversari di brogli, mentre secondo gli osservatori internazionali lo scrutinio si è svolto senza particolari incidenti. «Abbiamo notato qualche irregolarità, ma nell’insieme e fino al momento della chiusura è andata bene», ha dichiarato  Judith Sargentini la responsabile degli osservatori dell’Unione europea [2].

Queste elezioni erano state inserite nell’accordo di pace firmato il 5 settembre scorso tra il Frelimo e la Renamo dopo la rottura e l’inizio della guerriglia del 2012 con l’accusa da parte di quest’ultima di aver violato l’accordo siglato 20 anni prima. Di pace questo paese ne ha  bisogno avendo un passato di guerra civile (1976-92) con una lunga e dolorosa scia di morti e devastazioni. Ancora oggi nonostante i grandi progressi e le disponibilità di ricchezze (materie prime, petrolio e gas in particolare) presenta un quadro socio-economico di grande arretratezza e povertà. Come in tanti paesi, anche occidentali, le elezioni per quanto formalmente democratiche a poco o nulla servono se non si sostanziano con una democrazia sociale ed economica sostanziale.

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Mozambico. Maputo, 2014. Foto Francesco Catuognosepara_didascalia.gif

Non basta un tasso di crescita del Pil intorno all’8%, l’aumento delle esportazione con afflusso di moneta pregiata perché la ricchezza prodotta è mal distribuita con il 54% della popolazione che continua a vivere al di sotto della soglia della povertà, con tutta l’assistenza pubblica marginale rispetto alle esigenze della popolazione. Solo il 60% dei bambini e il 30% delle bambine terminano la scuola primaria.

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Mozambico. Maputo, 2014. Foto Francesco Catuogno
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Il nuovo presidente Filipe Nyussi è stato nominato ministro della Difesa nel 2008 dopo essere stato nel Consiglio di Amministrazione delle Ferrovie dello Stato. È figlio di combattenti della guerra di liberazione. Viene dalla provincia dove sono stati scoperti ingenti giacimenti di gas. Quindi un uomo di apparato e con forti influenze. «Contro di lui, la stampa locale e i commenti postati sulle reti sociali, che lo criticano pesantemente a causa della gestione della tensione militare nel centro del Paese, tra gli uomini armati della Renamo e i soldati governativi dell’esercito. […] “Se vincerà le elezioni, Nyussi sarà il Comandante delle Forze Armate e Sicurezza, portando la sua filosofia attuale sulla gestione del più importante incarico pubblico, in un sistema presidenziale, come il nostro”», si commenta a Maputo [3].
Pasquale Esposito

 

[1] “Renzi: «Dal Mozambico gas per i prossimi 30 anni». Descalzi (Eni): la nostra scoperta più importante”, www.ilsole24ore.com, 20 luglio 2014
[2] “Mozambique: la Renamo rejette les résultats partiels des élections présidentielle et legislatives”, www.jeuneafrique.com, 17 ottobre 2014
[3] Maxalb,”Mozambico: scendono in campo lobby e poteri forti del Frelimo e candidano alle presidenziali Filipe Nyussi, ministro della difesa”,www.africa-express.info, 4 marzo 2014

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