Elliott Smith, New Moon. Nostalgia di lune nuove

Elliott Smith New Moon
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<<Ora lo possiamo confessare From A Basement On A Hill è stato un testamento indegno>> per Elliott Smith: così esordisce nella sua recensione Christophe Conte [1]. Siamo alla seconda pubblicazione postuma. Grazie ad un lavoro cominciato con il precedente disco Larry Crane, amico di lunga data di Elliott Smith, riporta nuova luce sulla sua storia artistica. Luce che lui non aveva mai amato preoccupandosi solo delle sue espressioni artistiche.
Prematuramente scomparso e in circostanze non del tutto chiarite Elliott Smith aveva entusiasmato il mondo della critica scrivendo tra le migliori canzoni del suo tempo [2]. E così succede ora con i ventiquattro brani del doppio New Moon. Ad eccezione di tre canzoni si tratta di composizioni inedite registrate tra il 1995 e il 1997 <<quando il suo mal di vita non era ancora dilagato e il ragazzo fragile e pessimista aveva trovato in qualche modo un equilibrio tra l’alcol che lo perseguitava dall’adolescenza, le droghe non ancora così tossiche, le risse e il suo grande talismano, la musica>> [3].
<<Svettano anche High Times, Going Nowhere, Riot Coming. Col passare dei minuti, tra il pizzicare le corde della chitarra ed il narrare momenti di vita reale e colma di disavventure, cresce in noi la nostalgia per questo significativo frammento di musica>> al quale si aggiungono due pezzi più noti: Miss Misery, parte della colonna sonora di Good Will Hunting e la versione acustica del brano Thirteen dei Big Star [4].
Il secondo cd ha una coinvolgente apertura con Georgia Georgia, Half Right che da sola sembra racchiudere le sue atmosfere, Big Decision con gli spunti punk che rimandano ai primi momenti della sua carriera.
Junio C. Murgia annota come <<intriganti anche High times, che parte lenta per infiammarsi in un anthemico refrain cobainiano (“High tide / and I feel fine”, con quella commistione di dolore e piacere che era il marchio di fabbrica anche di Kurt ), mentre Fear City e Either or sono puntellate da atmosferiche tastiere che danno un sapore molto sixties, quasi alla Procol Harum.
I suoi versi raccontano spesso di dolore ingiustizie cuori feriti senza mai, però, lasciare chiusa la porta alla speranza e all’ottimismo e il tutto narrato con le sue corde vocali dove dimora un intero coro [6].
Non vi curate di noi e ascoltate!

Ciro Ardiglione

genere: rock
Elliott Smith
New Moon
etichetta: Kill Rock Stars
data di uscita: 7 maggio 2007
brani: 24
durata: 73:18
cd: doppio

[1] lesinrocks.com
[2] Riccardo Bertoncelli in Linus – maggio 2007 – pag. 74
[3] Riccardo Bertoncelli in Linus – maggio 2007 – pag. 78
[4] Rockonline
[5] storiadellamusica.it
[6] lesinrocks.com

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