Note di basket tra semifinali scudetto e spareggi per la A

pallacanestro in strada
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Come lo scorso anno gara sei e gara sette delle semifinali scudetto hanno visto Reggio Emilia protagonista, e qualcosa questo vorrà pur dire, e come per lo scorso anno potrebbero essere le partite più avvincenti di questi play off. Se così fosse, vorrebbe dire che le prossime partite di finale tra Milano e Reggio rispetteranno il trend di questo basket, delle gare di pallacanestro sempre interessanti, ma mai entusiasmanti come pure questa disciplina normalmente riserva. Nella gara tra Avellino e Reggio forse il risultato in bilico e qualche bella giocata che si è proposta in modo differente dal solito pick and roll con palla fuori e tiro da tre proposto fino allo sfinimento in quasi tutte le partite, hanno di fatto condito uno spettacolo alla fine gradevole.
Del resto la proposizione di questo schema di attacco è ormai il comune denominatore anche nelle partite dei campionati minori, sempre uguale, nel tentativo di sfruttare la precisione al tiro dalla lunga distanza anche quando non entra, tanto prima o poi qualche punto pesante lo si racimola e comunque, giocando in questo modo, le partite le si vincono ugualmente. Sembra come quando, nel calcio, dopo i tempi regolamentari ai supplementari si cerca la roulette dei rigori; magari li si vuole perché una sconfitta ai rigori è più accettata dai propri sostenitori e più gradita dallo staff delle squadre.
Nella partita tra Reggio Emilia e Avellino invece, è sempre stata partita, malgrado alcuni avellinesi non fossero certo in giornata di grazia. Lo si capiva ogni qualvolta la giovane formazione di Massimiliano Menetti cercasse di mettere dei punti per fuggire ma, puntualmente, malgrado Avellino non potesse contare su azioni di uguale entusiasmo, fosse sempre li, sempre ad un niente dal riaggancio e sempre con percentuali dal tiro dalla lunga distanza improponibili.
Questo forse il maggior merito di Pino Sacripanti, aver tenuto attaccata alla gara ed ai play off la sua squadra pur potendo contare solo su tre tiri nella gara da Marques Green, il suo folletto che è sempre piacevole veder giocare ma che, in questa gara, non ha rispettato le attese. Capita di non essere in giornata, e quando capita non sei certo tu a stabilirlo. Ieri era la gara di Reggio, dei suoi giovani, di Menetti e di un quarantenne, Rimantas Kaukenas si è preso le sue brave responsabilità per un paio di tiri pesanti che hanno virato in positivo sulla gara. Un veterano che dichiara di avere ancora l’obiettivo di volersi migliorare e che riesce ancora ad emozionarsi come un ragazzino per una bella giocata di un suo giovane compagno di squadra.
Non solo questo è stato Reggio, si sono anche viste delle belle azioni, qualche bellissima veloce penetrazione ed attacco al ferro davvero ben confezionata, in quel mix di esperienza e diffusa gioventù sapientemente assemblato nella politica di cui ormai a Reggio possono avere la…libera docenza e che poco si vede, ad eccezione forse di Trento, nelle altre squadre.

Amatori Pescara Cestistica San Severo
Una fase di gioco della partita Amatori Pescara-Cestistica San Severo

Per la verità questa di Reggio non è la sola, fatte le dovute proporzioni anche scendendo un pochino di livello, se ne hanno esempi, e lo schema sembra lo stesso. Lo si ritrova, ad esempio nell’Amatori Pescara che è in gioco contro Montegranaro negli spareggi per la serie A. Anche in questa compagine troviamo un sano mix di esperienza, giusto un …pochino più datata di Kaukenas, quella di Stefano Raiola un veterano dei parquet della A, che adesso guida dal campo, ma forse non solo, la giovane compagine allenata da un Salvemini che sta assaporando con la maggior parte degli altri componenti il miglior risultato di sempre della loro carriera. Vedremo se i Pepe, i Di Donato (già vincitore di uno scudetto nazionale nelle giovanili della VL Pesaro) ed i Timperi maturati nelle locali giovanili daranno la gioia attesa al loro presidente Di Fabio e conferma, con la vittoria definitiva, che questa strada è quella sulla quale la pallacanestro deve fondare il proprio rilancio. Se poi si riuscisse a farlo con un pick and roll in meno e qualche veloce azione sotto canestro in più, sarebbe anche meglio, almeno si varierebbe lo spettacolo.

Amatori Pescara Stefano Rajola
Amatori Pescara, Stefano Rajola in una fase di gioco

Nella serie finale delle partite scudetto attendiamo le gare tra Armani Jeans Milano e Reggio Emilia dalle quali, oltre all’entusiasmo che questa disciplina è chiamata  a restituire ai propri affezionati, debbono arrivare anche indicazioni sullo stato di salute di alcuni giocatori in ottica nazionale per il pre Olimpico di Torino. Non certo si è in apprensione solo per la condizione della mano di Gentile, ma sullo stato generale dei nostri nazionali, chiamati  a tentare di tornare a giocare nella più prestigiosa manifestazione dalla quale siamo assenti da troppo tempo. Dovremo farlo anche avendo un allenatore dalle indubbie qualità, Ettore Messina, ma pur sempre allenatore della nazionale…per procura.
Emidio Maria Di Loreto

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