Notturno bus. Piccoli registi crescono

Notturno bus davide marengo
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Vidi Davide Marengo il penultimo anno di università. In tanti amavamo già profondamente il cinema; in molti si provava a sperimentare concretamente oltre che studiare; in pochi si è riusciti a portare a termine qualcosa di dignitoso. Davide Marengo era uno di questi. Un suo cortometraggio fu presentato in aula magna, attore protagonista Antonio Albanese e già grottesco, ritmo e ironia che salgono in superficie. Negli anni seguenti ho rintracciato il suo nome nei titoli di coda di qualche trasmissione per nottambuli su Rai 3 o letto di lui quale autore di videoclip di cantautori importanti come Carmen Consoli.
E ora è l’ora del primo film: Notturno Bus.

Marengo filma una Roma buia e notturna, illuminata dal neon blu dei locali, tra puttanieri slavi, ex agenti dei servizi segreti, ex lottatoricontinui, killer in servizio e seviziatori di professione. Un’Italia che sta tra Diabolik, residui della violenza anni ’70, il cattivo gusto nel DNA, la mania del gioco e le suonerie del telefonino da arresto per disturbo alla pubblica quiete [1]. Nel mezzo Franz (Valerio Mastrandrea) autista filosofo e Leila (Giovanna Mezzogiorno) ladra sfuggente, insieme per caso sulle tracce di un microchip e quattro milioni di euro.

E se per Davide Turrini il film è una miscellanea di intenzioni, più che percorso diretto [2] e d’accordo con Dario Zonta pone l’accento sulla sceneggiatura frutto di dodici mani che appesantiscono la stratificazione di senso, il resto della critica riconosce a Marengo indubbie doti di promettente cineasta, che prende in mano i suoi attori e li guida bilanciando recitazioni disomogenee, introverse o istintive, da accademie di tutta Europa o da televisione [3], realizzando un film gradevole, brillante, divertente (non proprio sempre ma quasi) [4].

Mentre scorrono i non convenzionali titoli di coda, alla faccia di chi si alza non appena il film termina, una premonizione sinistra ci dice che la prova del giovane Marengo darà adito ai soliti ragionamenti, perché un film italiano non è mai solo un film, ma anche ciò che dovrebbe rappresentare per il “futuro” del cinema italiano.  E infatti Non starà nascendo un nuovo cinema italiano capace di mischiare tutti i generi? [6] è quello che si chiede Roberta Bottari, cui fa eco Adriano de Carlo per il quale Finalmente il cinema italiano esce dalla palude del minimalismo, dagli spaccati sociali, dalla maledizione dialettale, dal provincialismo snob […] e che saluta Notturno Bus con un Bentornato cinema italiano, speriamo [7].

La percezione netta è quella di aver visto un b-movie anomalo nel panorama italiano [5] che mette insieme violenza estrema, grottesco, commedia e dove convivono il cattivo Titti (il nome è già chiave ironica del film) che ribalta la panda sbagliata, perché anche i cattivi a volte sbagliano, e un agente segreto che ritrova l’amore del passato: niente meno che una militante di lotta continua, perché l’amore a volte non guarda in faccia nessuno.

Roma, Maestoso, 6 giugno 2007 – ultimo spettacolo

Da mandare a memoria: l’imponente scena dell’inseguimento tra due bus nella notte romana

Cecilia Laremi

Titolo originale: Notturno Bus –Nazione: Italia – Anno: 2007 – Genere: Commedia – Durata: 104′ min c.a. –Regia: Davide Marengo – Sceneggiatura: Giampiero Rigosi –
Fotografia: Arnaldo Catinari – Montaggio: Patrizio Marone – Musiche: Gabriele Coen, Mario Rivera, Daniele Silvestri – Cast: Valerio Mastandrea, Giovanna Mezzogiorno, Ennio Fantastichini, Roberto Citran, Francesco Pannofino, Marcello Mazzarella, Ivan Franek, Mario Rivera – Produzione: RAI Cinema, Emme srl – Distribuzione: 01 Distribution

 

[1] Luca Barnabé – Ciak, maggio 2007
[2] Davide Turrini – Liberazione, 11 maggio 2007
[3] Silvana Silvestri – Il Manifesto, 11 maggio 2007
[4] Paolo D’Agostini – La Repubblica, 11 maggio 2007
[5] Luca Barnabé – Ciak, maggio 2007
[6] Roberta Bottari – Il Messaggero, 11 maggio 2007
[7] Adriano De Carlo – il Giornale, 11 maggio 2007
[8] Dario Zonta – L’Unità 13 maggio 2007

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