Olimpiadi invernali: tutto pronto tra Covid, controllo e boicottaggio

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Partecipare ad una Olimpiade per gli atleti è una sfida lunga quattro anni, fatto di dedizione, allenamenti e un modello di vita ingabbiato in molte regole. Vedersi sfuggire la gara della propria vita, come potrebbe accadere – e speriamo di no – alla sciatrice Sofia Goggia vittima di un recente infortunio in una delle tante gare vincenti, è una tragedia sportiva.

Quest’anno gli atleti (circa tremila) sono intrappolati, ancor più che a Tokyo, dalla Covid-19, dalla diffusissima della variante Omicron – che aggiunge rischi a quelli della normale vita sportiva. Molti di loro con l’approssimarsi della partenza per Pechino hanno già ristretto i contatti da tempo e si sono spesso limitati agli ambienti di allenamento, aggiungendo restrizioni e sacrifici fatti. E poi la preoccupazione (l’incubo?) dei test: ne devono presentare due con risultati negativi prima di andare a Pechino e una volta lì saranno sottoposti a controlli quotidiani. Una gestione sanitaria che all’inizio era stata contrastata dai responsabili delle Olimpiadi ma che ala fine hanno dovuto cedere alla restrittiva politica zero-Covid delle autorità cinesi.

Le Olimpiadi invernali di Pechino inizieranno il prossimo 4 febbraio e andranno avanti fino al 20 febbraio e, per essere tenuti lontani dai contatti con il resto della popolazione, tutti gli accreditati all’evento sportivo saranno in una bolla (in cui sono inseriti i 72 hotel, i centri stampa e parte dell’aeroporto della capitale), dovranno indossare sempre la mascherina, utilizzare il sistema di trasporto previsto per loro e che opera parallelamente a quello pubblico. Gli spostamenti sono necessari perché ci sono tre villaggi per atleti a seconda degli impianti delle varie gare; due dei villaggi si trovano nell’area di Pechino e il terzo è a circa 200 km, a Zhangjiakou.

La lotta alla diffusione del contagio però potrebbe anche essere un mezzo per un’attività di spionaggio e controllo di tutti coloro, atleti e non, che parteciperanno alle Olimpiadi. L’immagine della Cina va preservato secondo i dettami della leadership. A cominciare dalle informazioni fornite per il visto, alle intercettazioni dei telefoni dal momento del primo aggancio sulle reti locali, all’utilizzo di laptop per connettersi a internet, tutti possono finire sotto la lente di ingrandimento della sicurezza. “Il tracciamento del cellulare, i sistemi di videosorveglianza in loco e la tecnologia di riconoscimento facciale verranno utilizzati per tracciare il movimento di ogni atleta. La Cina ha il riconoscimento facciale e l’intelligenza artificiale associata più sofisticati al mondo, grazie in parte alle collaborazioni con università e imprese statunitensi” [1]. Potrebbero usare anche i tanti sistemi di ascolto e poi c’è l’app MY2022 che gli organizzatori chiedono di installare per inserire dati di viaggio e sanitari ma “il Citizen Lab dell’Università di Toronto ha segnalato che l’app presenta significativi difetti di crittografia e sicurezza e un elenco di censura (sebbene attualmente inattivo) di 2.442 “parole illegali”. I difetti di sicurezza sono di progettazione, consentendo alle autorità di accedere ai telefoni. Approcci così sottili sono comuni tra i servizi di intelligence” [2].
Per questi motivi gli Stati Uniti, il Regno Unito ed altri paesi hanno chiesto ai vari atleti di adottare varie misure cautelari incluso l’utilizzo di cellulari usa e getta per le loro conversazioni.

Uno degli argomenti di cui i cinesi non vogliono sentir parlare sono i diritti umani: dalla repressione contro i musulmani uiguri nello Xinjiang, contro le proteste ad Hong Kong e in Tibet, ai diritti degli omosessuali. E sulle accuse di violazioni sistematiche dei diritti umani che diversi stati (tra cui (tra cui Australia, Canada, Nuova Zelanda Regno Unito e Stati Uniti). hanno deciso di boicottare diplomaticamente le Olimpiadi di Pechino.

La capacità organizzativa della Cina è stata come sempre notevole rispettando quanto promesso quando riuscirono a convincere il Comitato Olimpico Internazionale della validità della loro candidatura, nonostante non avessero esperienze significative negli sport invernali, l’assenza di neve nei dintorni di Pechino e l’inquinamento che a giornate intere soffocava la metropoli. Allora fu il leader Xi Jinping con un suo intervento diretto a garantire che tutto sarebbe stato risolto. E Xi Jinping fin dall’inizio ha seguito tutto perfino il layout del Villaggio Olimpico di Chongli visitando le sedi olimpiche cinque volte per verificarne i progressi e così, come aveva promesso, “l’aria tossica che un tempo soffocava Pechino ha in gran parte, se non del tutto, lasciato il posto ai cieli blu. Le ferrovie ad alta velocità hanno ridotto il viaggio da Pechino alle località più lontane da quattro ore a una. In un’area perennemente a corto d’acqua, la Cina ha costruito una rete di condutture per alimentare una falange di macchine per l’ innevamento a spolverare di bianco i pendii aridi” [3].

A proposito di neve questi saranno le prime Olimpiadi invernali con il 100% di neve artificiale. In quella precedente in Corea del Sud, ci si era fermati al 90%. Nelle zone delle gare le temperature sono basse ma la neve è veramente poco per cui bisognava garantire la regolarità delle gare con l’innevamento artificiale. A garantirlo è stata un’azienda italiana (TechnoAlpin) che ha iniziato a spedire le decine di attrezzature dal 2018 per arrivare al completamento delle piste lo scorso novembre. La previsione è che l’innevamento comporterà “49 milioni di galloni [circa 3,78 litri a gallone] d’acqua dalle risorse naturali, una cifra che gli ambientalisti citeranno come un altro esempio record di scarsa sostenibilità delle Olimpiadi. Il CIO ha rilasciato una lunga dichiarazione a Sports Illustrated difendendo i “progetti di conservazione e riciclaggio dell’acqua di Pechino” [4].
Pasquale Esposito

Olimpiade Pechino 2022
4 Febbraio – 20 Febbraio
91 nazioni (Arabia Saudita e Haiti prima volta); gli atleti russi che vi parteciperanno non lo faranno né con la bandiera né con lìinno della Russia
109 gare con medaglie

[1] e [2] Nicholas Eftimiades, China’s Espionage Plans for the 2022 Winter Olympics: What Athletes Should Expect, , 23 gennaio 2022
[3] Steven Lee Myers , Keith Bradsher e Tariq Panja, China’s Games: How Xi Jinping Is Staging the Olympics on His Terms,  , 22 gennaio 2022
[4] Alex Prewitt, How More Than 1.2 Million Cubic Tons of Artificial Snow Was Made for the Beijing Olympics, 24 gennaio 2022

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