Ombre nella pietra: un racconto di Alex Coman

Alex Coleman Ombre nella pietra
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Un fratello e una sorella impegnati per sopravvivere in un mondo senza pietà: il racconto di Alex Coman ha sicuramente un tono tristemente distopico e ci costringe anche a riflettere sulla recente pandemia e sulle conseguenze di ogni possibile catastrofe.

La parola “bolla” è entrata con forza e prepotenza nel nostro linguaggio quotidiano di viaggiatori di una pandemia che mai avevano atteso. Spesso si era pensato ai rischi e alle paure che la letteratura aveva saputo proiettare nel futuro più o meno prossimo: mai avremmo pensato che quel futuro potesse essere il nostro presente.

“Bolla” diventa, nel mondo immaginato da Coman, un involucro che protegge qualcuno ed esclude altri e segna un confine tra coloro che possono sopravvivere respirando un’aria libera e coloro che corrono il rischio di morire.

Alex Coleman Ombre nella pietraCitazione 1
Arrivò a pochi metri dalla sua uscita dove il cielo azzurro toccava letteralmente la terra. In quel punto la Bolla finiva, il perimetro della cupola era tangibile. Delle guardie incanalavano le ombre verso il corridoio di uscita che si apriva nella cupola, altre le facevano entrare sui vagoni che sarebbero partiti per portarle ai loro incarichi più lontani.

Epidemie, catastrofi, inquinamento e così via: racconti e racconti per dirci quali potevano essere le nostre paure e quali, anche e ovviamente, le nostre speranze.  Poi leggendo Ombre nella pietra (racconto lungo – romanzo breve – oppure scegliete un’altra definizione) di Alex Coman si sbatte in una “bolla” permanente che separa quelli che possono vivere liberamente da quelli che sono esclusi, messi da parte e ridotti ad ombre. La loro vita non vale quasi nulla e si devono accontentare di vivere ai margini: qualcuno, qualcosa ha scelto e ha diviso chi è dentro e chi sta fuori.

Citazione 2
Internet diceva che tra qualche ora sarebbe arrivata una tempesta di neve, ma già da adesso Mina poteva sentire il vento gelido sulla faccia, l’aria fredda che si insinuava all’interno della salopette troppo larga. Tossì ancora. 

L’unica via per comunicare ed entrare in contatto con quelli che sono stati scelti per una vita dignitosa è la rinuncia, fino in fondo e senza revoche, alla propria libertà lasciandosi usare come strumento per la vita di quegli uomini che sembrano potenti, quasi felici, quasi consapevoli di una superiorità venuta da chissà dove. Guidati da una voce, controllati da un collare, travestiti come dei mostri, gli esclusi possono entrare nel mondo dei “sani” per qualche ora, mettersi al loro servizio e poi ritornare all’esterno con tutti i rischi che ne derivano. Gli esclusi diventano “ombre” che si conquistano la possibilità di respirare aria buona per qualche ora; “ombre” che, appunto, non hanno peso, non hanno spazio, non hanno aria.

Citazione 3
Era il turno di Mina a indossare l’ombra. Si posizionò davanti allo specchio e la guardia le disse mentalmente che per quella giornata sarebbe stata ombra 128. Aveva le scarpe estive ai piedi, il giaccone blu era rimasto nella stanza precedente come effetto personale, insieme alle altre scarpe. Osservò la sua salopette sempre troppo grande e si accarezzò i riccioli rossi.

Mina e Robi, fratelli legati nel dolore e da una piccola speranza che verrà distrutta con inumana violenza, si sostengono come possono l’un l’altro. Il destino riuscirà a spezzare il loro legame e, a quel punto, la loro solitudine sarà totale con scarse possibilità di sopravvivere in un mondo che ha lacerato e distrutto ogni rapporto umano, ogni pietà e ogni solidarietà. Il resto lo lasciamo alle scoperte del lettore.

Citazione 4
Mina girò la testa verso la portiera del veicolo e l’osservò aprirsi. Era scesa fino all’ultima caverna, la sua caverna di sempre. Nessuna casa nuova e nella vecchia Robi non ci sarebbe stato. Si lasciò scivolare fuori, le mani sulla pietra e sul ghiaccio. Sentì il freddo entrarle nelle ossa pochi secondi dopo, il viso attaccato dal vento, le lacrime ghiacciate sulle guance. Tremò.

Antonio Fresa

Per saperne di più:

L’autore

Alex Coman, nato in Romania, si è trasferito in Italia all’età di tredici anni insieme alla famiglia. Da sempre appassionato di scrittura, fa parte dello staff del Terni Horror Fest. Appartiene al gruppo degli ScrittoriSopravvissuti, una trasmissione radiofonica ed è uno dei recensori del sito Leggere Distopico. Ultimamente ha aperto anche un canale YouTube, dove parla di libri, scienza, scacchi e dove legge racconti propri o di altri scrittori. Nel 2020 ha pubblicato: Tra le stupide righe, il suo primo romanzo (Argento Vivo Edizioni).

Alex Coman
Ombre nella pietra
Delos Digital, 2021
pag. 44
versione digitale € 1,99

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