Omicron, varianti, nuovi biomarcatori, autorizzazioni ai nuovi vaccini

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Le ipotesi di base sull’idea che la COVID-19 abbia presto termine restano purtroppo molto basse. Resta anche l’attesa per nuove terapie che siano disponibili in modo sostenibile e quelle per un vaccino completamente neutralizzante che raggiunga tutti e che ci consenta di convivere con il Sars-Cov-2.

Intanto sul fronte immunitario vengono ipotizzati nell’organismo umano nuovi approcci per la sua difesa grazie alla individuazione di nuovi biomarcatori. Si tratta di una notevole scoperta meritevole di sicuri sviluppi, annunciata da Alberto Mantovani, direttore scientifico Humanitas. È relativa alla esistenza di una nostra prima linea di intervento immunitario dovuta ad una molecola chiamata Mannose Binding Lectin (MBL). Quest’ultima è  generata da geni che si attivano prima della immunità classica anticorpale, o di quella cellula mediata: è probabilmente responsabile della risposta individuale diversa da individuo ad individuo in riferimento al contagio virale. È chiaro che su questo biomarcatore si avrà molto da studiare nella medicina di precisione e valutare in che modo lo si possa potenziare per garantire un efficace strumento di difesa che comunque non potrà prescindere dall’azione vaccinale. [1]

Vaccini 
Arrivano buone nuove dalla preziosa India circa la progettazione di un nuovo vaccino. Viene annunciato come universale, di tipo peptidico multi epitopo e multi target in grado di conferire immunità protettiva contro la famiglia dei Coronavirus ( hCoV-229E, hCoV-HKU1, hCoV-OC43, SARS-CoV, MERS-CoV e SARS-CoV-2) e sulle nuove possibili varianti. Sono gli scienziati dell’Università KaziNazrul di Asansol e dell’Indian Institute of Scienze Education and Reserch a Bhubaneshwar a darcene i dettagli attraverso la la pubblicazione sul Journal of Molecular Liquids. Grande speranza nel mentre ci si prepara ad affrontare i prossimi mesi fino a quando il nuovo vaccino non sarà studiato, sperimentato nelle 3 fasi e reso disponibile [2].

Resta nell’immediatezza la valutazione degli scenari sui programmi dei vaccini a suggerire risposte che, partendo dalle esperienze pregresse, tentino di prevenire le future problematiche con un contrasto adeguato. Si è cioè alla ricerca di una uniformità di aggressione alla pandemia, sia nel dare protezione a tutti, sia nell’uniformare almeno i comportamenti in modo non si dia confusione ad una situazione complessa ed in evoluzione.
Circa la concessione delle autorizzazioni all’utilizzo dei preparati basterebbe che, se si decidesse quali provvedimenti delle agenzie regolatorie del mondo si è disposti ad accettare,  ottenuta una autorizzazione in uno stato, valga anche per gli altri. Questo eviterebbe che un vaccino sul quale puntare lo si possa utilizzare in una regione del mondo ma non in altre,  a causa di ritardi nelle valutazioni che causano per i cittadini trattamenti sanitari diversi. Stesso necessario uniforme comportamento sarebbe richiesto sull’uso vaccinale che in alcuni stati viene proiettato verso la quarta dose come in Israele, per gli individui a rischio per aumentare la loro memoria immunologica. Anche in Cile e Svezia si procede con la quarta dose mentre alcuni scienziati avvertono che i richiami di vaccinazioni all’infinito non siano ipotesi praticabili [3]. Ancora da Israele una nuova pubblicazione sulla necessità di effettuare un ciclo completo di vaccinazione conferma che essa garantirebbe una significativa protezione contro la Covid lunga, che poi proprio poco non è se lo si vuole considerare come è nella realtà di chi vi è sofferente [4].

Assodato questo bisogna decidere come prepararsi sul futuro nel mentre il virus continua a mutare. Le aziende produttrici hanno da decidere se e sul come aggiornare i loro prodotti. Moderna, Pfizer ed anche Novavax, fresca della richiesta di autorizzazione ad FDA, avrebbero già iniziato le prove cliniche per i nuovi vaccini aggiornati sulle varianti, mentre altri siano dell’idea che non possa essere utile, per la velocità del contagio di Omicron che  potrebbe presto precipitare velocemente verso lo zero. Probabilmente sarà una valutazione sulle attività vaccinali attuali che detteranno le decisioni. Questo atteggiamento è anche ribadito da Kanta Subbarao del gruppo consultivo per il vaccino COVID-19 per l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) . Questo gruppo consultivo in pratica replicherebbe quanto si fa già abitualmente sorvegliando il virus influenzale. Il gruppo indicherebbe quali varianti prendere in considerazione nella proposizione dei vaccini.

Altro dato al quale bisognerà comunque prestare la massima attenzione è quello relativo alla durata della protezione di un richiamo ipotetico. Dati del Regno Unito stabilirebbero che si perde in 10 settimane una buona percentuale dell’immunità acquisita che però dovrà essere ben quantificata nel prosieguo [5]. Questi concetti, ancora una volta dallo stesso Israele notoriamente cultore sulle novità in materia sanitaria, potrebbero  suggerire altro rispetto alla quarta dose. Sembra si voglia considerare una alternativa diversa.  Si sta ipotizzando la ricerca di una dose di vaccino in grado di proteggere da Omicron. Si è notato che il Governo israeliano avrebbe acquistato 5 milioni + altri 5 milioni di vaccino Nuvaxovid cosa questa che ha posto l’interrogativo se la cosa deve essere messa in relazione con una maggiore protezione di quel vaccino verso la Omicron . Vi è su questa ipotesi il conforto di dati inglesi che dimostrano che la vaccinazione mista Astra Zeneca e Nuvaxovid (NVX-CoV2373 o Covovax) abbia conferito aumento di risposte dei linfociti T con una protezione anche contro Omicron [6].
Serviranno comunque altri studi per valutare se le vie immunitarie acquisite possano essere state innescate dalle vaccinazioni e dai richiami in modo efficace. Quel che è certo è che il sistema immunitario è altamente sofisticato con vie multiple e complesse, con percorsi ad attivazione sofisticata ed anche con vie ancora inesplorate come gli studi sulla MBL, di cui sopra, dimostrano. Nel futuro se ne saprà di più.

Ancora sui vaccini destano comunque interesse e discussioni i due lavori diffusi, attraverso preprint, che dimostrano efficacia nel contrasto dei vaccini Ocugen e Nuvaxovid verso Omicron, che fra l’altro sono accomunati ancora dalla mancata approvazione FDA. Su questo è degno di nota il tweet  [7] diffuso da Ocugen il 2 febbraio scorso con il quale annuncia di aver presentato all’agenzia regolatoria statunitense i dati relativi alla Omicron ed ulteriori dati di sicurezza del loro vaccino pediatrico relativi a 36 milioni di bambini affinché fosse ulteriormente supportata la loro richiesta di autorizzazione all’utilizzo.

Questi nuovi vaccini aggiornati su Omicron probabilmente potrebbero comunque conservare utilità qualora le mutazioni del virus fossero avviate verso la stessa direzione genetica. Quel che è chiaro è che la lotta alla pandemia non è per nulla conclusa e saranno anche da valutare in prospettiva i percorsi definiti dal vaccino cubano Soberana 2 ed anche da come evolveranno gli studi sul Corbevax texano. Questo sarebbe di grande utilità visto che dichiaratamente questi due prodotti sono orientati, più che al profitto, all’aiuto più sostenibile per i popoli. Intanto però un primo passo importante è condotto da Moderna che concede il suo protocollo vaccinale per la produzione in Africa. Sarà infatti la sudafricana Afrigen che produrrà il vaccino mRNA COVID attraverso l’utilizzo del protocollo di Moderna. [8]

Omicron
In questi anni il Sars Cov-2 è stato all’altezza delle virulenze attese per le sue caratteristiche, ci ha impegnato e si è impegnato in mutazioni che in un crescendo di pericolosità hanno preteso misure che ne hanno contenuto gli effetti ma mai lo hanno sconfitto definitivamente. In questi giorni l’ultima sua espressione con la variante Omicron BA.1/ B.1.1.529 si avvia a sostituire completamente la precedente Delta. Essa è ancora attiva in termini di contagiosità mutando ancora in una Omicron 2, sigla BA.2/B.1.1.529.2, che si suppone possa addirittura aumentare del 33% le caratteristiche in contagiosità ma non in pericolosità [9].
Si è anche trovata, in alcune aree, la Omicron 3 (sigla BA.3/B.1.1.529.3) che però non appare in diffusione come le altre. La Omicron 2, detta anche invisibile (stealth) a causa della sua delezione 69-70, ha mancanza di nucleotidi nel gene della spike che la rendono comunque positiva ai molecolari senza però che questo permetta di poter dire a quale delle 3 sottovarianti appartenga. Per capirlo è necessario un sequenziamento (ne vedremo dopo le possibilità), ma comunque quel che è importante per noi è che risulti dagli effetti molto meno severi della Delta e davvero poco significativi per chi ha vaccinazione con tre dosi. Una caratteristica delle Omicron che ci preoccupa è che si tratta di famiglia del Sars CoV 2 nota per essere re infettiva. Cioè potrebbe infettare di nuovo chi ha già avuto incontri con il Sars CoV-2 [10]. Quel che adesso preme conoscere e se possibile prevedere è cosa accadrà alla situazione pandemica dopo che Omicron è stato individuato come il virus tra i più contagiosi, per giunta lasciato libero di infettare senza che si sia scelta la strada della opposizione al contagio ma solo della protezione da forme gravi della Covid attraverso il vaccino. Questo però non conferisce garanzie sulla possibilità che si sviluppino altre varianti dalle caratteristiche  inipotizzabili.
L’impressione è come se ci si fosse abituati ad un contagio che si avvii verso una endemia. Come se questa condizione, almeno analizzando il modo in cui lo si annuncia, possa preservare da manifestazioni gravi. Ebbene così non è, se accadesse, significherebbe solo che saremmo in una situazione in cui i numeri del contagio si stabilizzerebbero ma che potrebbero comunque nel tempo rigenerare ondate e focolai e nuove mutazioni e comunque esporci ad anni ancora di malattie. È quanto è noto a coloro che di epidemie, endemie e pandemie fanno il loro oggetto di studi cioè gli epidemiologi [11]. Inoltre pensare che la curva del contagio stia piegando decisamente verso il basso è sicuramente di soddisfazione ma non è ancora ipotizzabile prendere per un segno che indichi la fine dei disagi. Dalla parte opposta dell’emisfero non è così e l’organo del nuovo Galles del Sud (Australia), The Guardian, ha riportato la notizia che si è registrata la giornata a più alta mortalità da inizio pandemia. Il loro premier del NSW Dominic Perrotte, ha espresso le sue condoglianze ai cari delle 52 persone morte per Covid nelle ultime 24 ore ed ha ammonito di completare il ciclo vaccinale e di prestare attenzione alle nuove diffusioni di Omicron 2 [12].

Sequenziamento
Altro impegno da tenere ben a mente in modo si intervenga per il futuro come finora non si è fatto, è la capacità in sequenziamento nelle varie nazioni. Il divario tra Danimarca, con il Danish Covid-19 Genome Consortium e l’altro virtuoso Consorzio britannico COG-UK è enormemente lontano dal resto d’Europa sulle capacità di sequenziamento. Si pensi che l’Italia è collocata molto in basso in una ipotetica classifica di sequenziamenti effettuati: dopo Bangladesh, Sri Lanka e Oman e con Campania ed Abruzzo che si distinguono come le regioni più efficienti da questo punto di vista cui è riservato lo sforzo per sopperire alle altre necessità [13].

Emidio Maria Di Loreto

[1] https://www.agi.it/scienza/news/2022-01-31/covid-studio-su-immunita-innata-15433573/
[2] https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0167732222001702
[3] https://doi.org/10.1038/d41586-022-00200-9
[4] https://doi.org/10.1038/d41586-022-00177-5
[5] https://doi.org/10.1038/d41586-022-00199-z
[6] https://seekingalpha.com/article/4484615-novavax-covid-vaccine-approval-stock-buy?mailingid=26607556&messageid=2800&serial=26607556.3732&utm_campaign=rta-stock-article&utm_medium=email&utm_source=seeking_alpha&utm_term=26607556.3732
[7] https://twitter.com/Ocugen/status/1488997718626295820?t=Np3MY2IW_PtI1fX90PlP0Q&s=08
[8] https://www.reuters.com/world/africa/world-first-safricas-afrigen-makes-mrna-covid-vaccine-using-moderna-data-2022-02-03/
[9] https://it.notizie.yahoo.com/studio-danese-sottovariante-omicron-2-e-piu-contagiosa-150650639.html?guccounter=1&guce_referrer=aHR0cHM6Ly93d3cuZ29vZ2xlLmNvbS8&guce_referrer_sig=AQAAAFN79_bplsvfsefAhDQNmGa6-ir76joD5ANCeIv-JEJnV6-BqQZDtotblyjuWqZ6afBHCmmzQTYfX8vj3TLH87wQfOjqUAbPUMtObmEG2uiUa1eR7S5OB6nwFA10oQQ-qJIHTHXuxq51nIxHF1dXXuJBY6wFc8gIgLsNVSc17MjB
[10] https://www.repubblica.it/cronaca/2022/02/03/news/omicron_2_domande_e_risposte_dall_origine-336281101/
[11] https://doi.org/10.1038/d41586-022-00155-x
[12] https://www.theguardian.com/australia-news/2022/jan/30/nsw-reports-52-covid-deaths-in-deadliest-day-of-pandemic-to-date-as-son-of-omicron-variant-cases-emerge
[13] https://www.startmag.it/sanita/sequenziamento-covid-19-italia-europa/

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