Silvia Colombini in Opera casual

Silvia Colombini

Soprano d'arti o performing arts soprano questa è l'esatta definizione artistica di Silvia Colombini che è soprano , ma anche violinista e realizzatrice di spettacoli che coniugano l'esecuzione di arie di , di operetta, di brani pop, con l'esecuzione strumentale di pezzi, con il reading di testi e con momenti divulgativi dedicati alla narrazione della storia dei diversi generi.

Silvia Colombini si è esibita in Opera casual accompagnata dal pianista Stefano Ligoratti nell'ambito della rassegna The Crossover experience“, undici appuntamenti ospitati da mosso.

Vale la pena soffermarci per capire che luogo particolare sia mosso. Ci troviamo a , in Viale Padova, negli anni '60 luogo di residenza dei pugliesi che arrivavano sull'onda del flusso migratorio interno per lavorare nel polo industriale di Sesto San Giovanni alla Falck, alla Breda e alla Sesto Marelli. A partire dagli anni '90 diventata una via dove maggioritario è il numero di migranti africani residenti un quartiere cupo e trascurato a sole poche fermate dalla illuminata zona commerciale di Corso Buenos Aires. Mosso è un collettore di imprese sociali e cooperative che sorge all'interno dell'ex convitto del parco Trotter, un'area per anni abbandonata. A attualmente comprende un'area di ristorazione, una zona dedicata alla formazione ed ambienti per incontri ed eventi culturali sorti intorno ad una piazza con l'intento di integrare e riqualificare una periferia urbana degradata. Aperto da pochissimi mesi grazie ad un progetto voluto da comune di Milano, fondazione Cariplo ed una associazione di cooperative sociali. È oramai un punto di riferimento per gli abitanti del quartiere.

Arrivo nella zona del Mosso e sono felicemente sorpresa di trovare facilmente parcheggio per l'auto, anche se l'illuminazione della zona è insufficiente a farmi sentire sicura nel breve tratto che mi separa dall'area polifunzionale di mosso. Abituata a frequentare i teatri del centro di Milano in zone dove le telecamere che vigilano su ogni centimetro di marciapiede consentono di muovermi a qualsiasi ora senza alcun timore è un gran cambiamento, entrando non posso che augurarmi che sia valsa la pena uscire dalla mia confort zone .
Vengo accolta in uno spazio che somiglia ai salotti bohemian di inizi ‘900 , non propriamente un teatro, ma tavoli ai quali si possono bere drinks preparati dal bar presente nella stessa sala ed è qui in un ambiente informale e rilassato che arriva accompagnata dal pianoforte la nostra anfitriona Silvia Colombini, pedalando in bicicletta ed iniziando l'esecuzione magistrale di quella che si rivelerà essere una selezione di brani sapientemente scelta che conterrà sia pezzi classici e moderni che spaziano dal genere dell'opera al pop e che esplorano le emozioni umane dal dolore all'amore, dal riso al pianto.

Silvia Colombini. oto Raffaele Fronteddu 2022

Silvia Colombini ti prende per mano e ti conduce emozionalmente nei grandi teatri sulle ali delle arie della Turandot e la Bohème, ma anche tra il pubblico chiassoso dei teatri popolari del passato dove gli spettatori ascoltavano mangiando il pollo per poi tirarne le ossa sulle acconciature dei cantanti, ti porta in Francia, in Germania, in Cina e la sua voce e la sua intensità espressiva in napoletano mi fanno commuovere sulle note di “dicitincello vuje“. L'associazione Milano classica, che ricordiamo esprime con i suoi membri l'unica orchestra sinfonica della città di Milano, riesce attraverso il format artistico del crossover, una modalità semplice per proporre canto e musica classica allo spettatore, di avvicinarsi alla musica classica ed al canto assaggiando la grande opera italiana all'interno di rappresentazioni che possono uscire dai teatri per andare ovunque, finanche nelle periferie. Milano ed i milanesi tradizionalmente amano l'opera, una delle storie che appresi e che più mi colpì quando quasi trent'anni fa mi trasferii a Milano da Napoli fu che durante la malattia di Giuseppe Verdi gli abitanti della città ricoprirono – intorno alla casa del maestro – le strade  di paglia perché le ruote dei carri passando non facessero rumore per non turbarne il sonno. Se il teatro della Scala rimarrà un tempio frequentato perlopiù dai turisti in cerca di foto iconiche  e di residenti del centro, irraggiungibile quindi per gli abitanti delle periferie, diamo merito a donne ed uomini come i membri dell'associazione “Milano classica” che grazie al loro talento e creatività riescono a portare le loro arti ovunque.

Adelaide Cacace

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