Organizzare un’Olimpiade. Un fallimento annunciato?

Roma 2024
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A tre settimane dall’inizio delle Olimpiadi di Rio, sono stati  venduti solo il 70 per cento dei biglietti. Ne restano invenduti 1.700.000, ma il ricavato non basterà a ripagare i costi anche se venderanno tutti i biglietti.
Tutto sembra andare storto per la manifestazione, ma anche per il Brasile: nonostante il severo piano di risparmi messo in atto, i costi complessivi sono lievitati del 25%  sul preventivato: si parla di 2 milioni di dollari solo per i giochi veri e propri, escluse le infrastrutture, mentre il costo di queste è arrivato a quasi a 5 milioni di dollari, nel frattempo è prevista una contrazione del PIL di oltre tre punti solo nel 2016!
Dilagano le proteste per gli aumenti delle tariffe dei trasporti pubblici, i tagli al welfare e alla sanità e le demolizioni imposte di favelas per fare spazio a nuove costruzioni nei pressi del Villaggio Olimpico, mentre il mercato immobiliare è a dir poco spento e le vendite nelle zone vicine al Villaggio sono inesistenti.
I costi dell’ospitare i Giochi ormai  sono valutati  per una manifestazione olimpica, minimo  2,5/3 miliardi di euro per le edizioni estive a 1 miliardo di euro per quelle invernali. Più tutto l’investimento nelle  infrastrutture ritenute necessarie per i giochi e la logistica.

Nel  1992 per Barcellona,  i vari soggetti pubblici coinvolti, hanno accumulato un debito totale di 6,1 miliardi di dollari.  Per le Olimpiadi invernali di Nagano del 1998, il debito pubblico attribuito a vari enti locali e centrali del Governo giapponese ha raggiunto la cifra 11 miliardi di dollari e alla fine sono stati fatti sparire i libri contabili per oscurare le dimensioni del disastro.
Negli ultimi 40 anni ( e anche prima fatta eccezione per Londra 1948) si è riscontrato un unico caso di successo economico, Los Angeles 1986, dove sono riusciti a chiudere i conti con 215 milioni di dollari di profitto, dopo che Montreal (debito estinto solo dopo 30 anni) e prima ancora di Monaco ’72 erano stati un disastro finanziario. Il segreto? tenere le  spese sotto controllo e riusare gli impianti delle Olimpiadi precedenti (1932), come era già successo per Londra 1949.
olimpiadi pechino 2008L’insuccesso economico più clamoroso? Pechino uno spot per la Cina pagato molto caro, se come sembra a fronte di un investimento di più di 30 miliardi di euro, si sono registrati incassi tra tivù, marketing, sponsor, biglietti … di  poco più di 2,7 miliardi.
Per quanto riguarda gli effetti economici collaterali: turismo, PIL, occupazione ecc, esaltati dal partito dei fautori dei grandi eventi come manifestazioni sportive e Expo.La tesi prevalente è che si rileva uno scostamento significativo tra dati riscontrati dopo la fine dei Giochi e le previsioni ottimistiche della fase organizzativa, che non vengono quasi mai confermate. Ma a quel punto l’interesse mediatico è scemato e problemi e debiti restano alle amministrazioni. E come sta avvenendo con l’Expo si cerca di consegnare alla Storia l’evento come un successo clamoroso, invece che di clamoroso Flop evitato (o quasi).
Anche i flussi turistici, in occasione degli eventi olimpici, sembrano contrarsi, Nel Regno Unito fu riscontrato un numero di visitatori nei mesi di luglio e agosto nel 2012 più basso rispetto allo stesso mese del 2011; gli alberghi di Pechino hanno subito un calo di presenze durante le Olimpiadi del 2008 . Anche a Torino e in Piemonte i risultati non furono per nulla brillanti né durante le Olimpiadi né dopo. La gente evita i momenti di congestionamento e sceglie una vacanza più tranquilla!
Gli impianti spesso sono  progettati per  fare da vetrina all’economia e alle abilità ingegneristiche locali (come  lo stadio Australia o il SuperDome di Sidney 2000 e gli stadi per la Coppa del Mondo di calcio in Corea e Giappone 2002 o la pista per il salto con gli sci di Torino),  considerando le “code olimpiche” e il sovradimensionamento per un periodo molto concentrato. Ma sono utili strutture costosissime a volte sfruttate per meno di una settimana.
Questo ha fatto dire al Financial Times: che ospitare i giochi è uguale a  costruire una chiesa ( e un ristorante) per una unica, splendida festa di nozze.

Le notizie suonano particolarmente minacciose in relazione alla candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024.
Roma nel recente passato non ha brillato. La Città dello Sport di Tor Vergata pensata per i Mondiali di nuoto di Roma 2009, a sette anni dall’evento è l’opera pubblica incompiuta per eccellenza con 400 milioni di euro spesi e mostra il suo pregiato scheletro progettato da Calatrava a tutti quelli che passano per i caselli della Roma – Napoli:  662mila metri cubi di cemento armato abbandonati! Per non parlare delle “piscine della vergogna”a macchia di leopardo sul territorio urbano costate 42 milioni di euro e mai  utilizzate.

Italia '90Montezemolo
, presidente del Comitato organizzatore ha definito l’Olimpiade una opportunità, ma bisognerebbe ricordare che fu coinvolto anche nella direzione del comitato di Italia ’90. Le casse statali contribuirono per  oltre 6 mila miliardi di lire (3 milioni di €), ai costi che, a causa degli appalti gonfiati, lievitarono in media dell’84% rispetto alle previsioni. L’impatto un lustro dopo vede uno stadio (delle Alpi) già abbattuto e altri in via di disfacimento (Cagliari, Bari), quello di Udine abbandonato e altre  infrastrutture come l’Air terminal, o come un paio di stazioni costruite apposta per l’evento, usate solo una settimana o destinate ad utilizzi diversi da quelli originari. Nel bilancio di previsione 2014 di Palazzo Chigi, fra le voci passive c’erano  ancora 61milioni e 200 mila euro per i mutui accesi nel 1987 anche per gli impianti nel frattempo già demoliti.
È vero che anche per le Olimpiadi non è previsto alcun esborso economico da parte del Campidoglio. I costi per l’organizzazione della manifestazione e per l’adeguamento infrastrutturale della città sono infatti a carico dello Stato e del Comitato Olimpico Internazionale. Sono purtuttavia stati preventivati 7,44 miliardi di euro, bilanciati da ricavi della stesso valore. Altri giornalisti economici, rifanno i conti e affermano che già oggi  si evidenzia una perdita per lo Stato di oltre 8 miliardi!
È vero che partendo dall’esempio di Los Angeles si potrebbero organizzare Olimpiadi con costi contenuti, sfruttando e riadattando anche gli impianti di Roma ’60, ma sembra poco realistico che la narrazione renziana accetti impianti vecchi di oltre 50 anni, e poi c’è il problema delle infrastrutture, per questo le prese di posizioni sull’argomento di Monti e l’atteggiamento della Raggi e di tutti quelli che la pensano come loro dovrebbero confortare tutti gli Italiani che si preoccupano di spesa pubblica e di inutili esibizioni. Ma dove sono i vantaggi per il sistema-Paese?
Francesco de Majo

Riferimenti
OpenEconomics e il Centro di Studi Economici e Internazionali (Ceis) dell’università romana Tor Vergata, “Valutazione economica dei giochi olimpici e paralimpici Roma 2016
Shoval N., 2002, “A New Phase in the competition for the Olympic Gold: The London and New York Bids for the 2012 Games“, in Journal of Urban Affairs ,24.5: 583-99. Wiley Online Library. 19 Dec. 2002. Web. 30 Apr. 2012.
Tim Harford,”How do you make the Olympics pay? Fudge the figures“, FT Magazine,24  giu. 2016

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