Orribili delitti accadono

Tunisia bandiera
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Cardolino è da un po’ di giorni che non si fa vedere in paese. Forse è rinchiuso nella sua fortezza, oppure ha capito che il cerchio finirà per stringersi intorno a lui.
Dopo la rivoluzione non è più aria, non c’è da stare tranquilli.

Fino a quando Ben Ali e Consorte regnavano impuniti sulla Repubblica Tunisna, facendo nel paese i comodi loro come fosse il salotto di casa (o delle numerose case) gli stranieri avevano l’immunità totale. Uno sgarbo ad una straniera che ti molestava per portarti a letto? Via di corsa alla centrale di polizia e da là allontanato in qualche oscura prigione sperduta nelle province meridionali per un mese o un anno. Il tempo di rifletterci su.
Con due milioni di Tunisini (secondo le stime più inclusive) in un modo o nell’altro impiegati nell’industria del turismo i conti tornano. E poi gli invesitori stranieri attirati da quella tanto decantata laicità (promossa da Bourguiba per motivazioni ideologiche, avallata da Ben Ali per motivazioni strettamente economiche).
Con la caduta del regime tutti i Tunisini si sono riscoperti veri musulmani. Da una parte questo rinnovato sentimento religioso ha generato azioni virtuose quali il recupero di parte del patrimonio architettonico da parte della gente comune. La sera i ragazzi dei quartieri si riuniscono per dedicarsi al restauro di antiche moschee nascoste in angoli segreti dei centri storici. Prima questi edifici erano PER LEGGE lasciante nella decadenza.
Il lato oscuro della medaglia sono invece i fanatismi: genitori che spingono le ragazze a velarsi (“ora che si può…“) e frotte di predicatori che si aggirano nella città con fluenti barbe che gli accarezzano il petto.

Ma come si diceva nell’amarissimo racconto di qualche giorno fa, alcuni comportamenti abominevoli, come quello del bieco personaggio di questa vicenda, sono benzina sul sacro fuoco che anima molti personaggi di questo genere.
Il numero crescente dei musulmani praticanti, a tutti i livelli della società, è un indice sufficiente per chi vive una condizione di clandestinità (coppie non sposate, gay, e ovviamente personaggi osceni quali cardolino) a tenere la propria vita privata più privata di prima.
Ma cosa succede dentro le mura delle case nessuno più di tanto desidera indagarlo.
Quindi ci si scandalizza per una ragazzetta con una gonna al ginocchio, oppure si fanno commenti quelle frequentazioni della vicina di casa, ma se nella porta accanto ci sta un pedofilo conclamato sono comunque fatti suoi.
Questo per me ha dell’incredibile: il grado di connivenza.

Dall’ultimo racconto non ho potuto fare a meno di parlare con alcuni amici stretti della vita di Cardolino. Dalle informazioni che ciascuno possedeva siamo arrivati a supporre che lui sia il protagonista di numerose leggende che girano in paese. Un in particolarmente raccapricciante racconta di come lui abbia qui una famiglia di amanti. Ve la racconto come è stata detta a me.

Cardolino la sera va a trovare questa famiglia, è una famiglia particolarmente bisognosa che non ha un padre, capo famiglia, protettore dei bambini.
La famiglia è composta da una madre e da vari figli maschi (4? 5?) di età diverse. Il primo è un adulto, l’ultimo è adolescente). La casa a quanto detto è composta da una cucina, un bagno, una stanza della madre, e una stanza condivisa da tutti i ragazzi.
Quando Cardolino li “va a trovare“, la madre lo accoglie con giubilio, baciandogli la bocca, desiderosa di prenderselo tutto per sé. Questo stando a quanto lui racconta. Però Cardolino non è affatto interessato alla donna sciatta e consumata dalla vita e dalle varie gravidanze, lui vuole la stanza dei ragazzi.
Si intrufola dalla porta socchiusa mentre tutti fingono di dormire e poi, scivola nel letto del primo. Una volta consumato l’atto Cardolino non ancora soddosfatto, esce di soppiatto dal lettino che ha appena visistato per avventurarsi in quello accanto, senza nemmeno esattamente sapere quale dei fratelli abbia appena lasciato, e quale incontrerà. Anche là trascorre il tempo necessario mentre gli altri fingono sempre di dormire.
E va avanti così fino all’esaurimento di tutta la camerata.
Io credo che fingano di dormire non per aiutare lui, ma per preservare loro stessi: in questa società del “non detto” gli sarebbe impossibile guardarsi in faccia la mattina dopo questa piccola messa in scena di cui tutti sono al corrente. Invece, dormendo, il giorno dopo sono tutti uomini come prima di andare a dormire.

Cardolino invece, che è ancora convinto di godere della sua immunità, il giorno dopo va al caffè e racconta agli amici Europei la sua bravata notturna. Questa cosa è doppiamente orribile: non solo l’atto in sé non ha nulla che meriti di essere raccontato (all’uscita paga alla madre? Di sicuro), ma anche perché non rispetta neanche l’implicito patto del silenzio che permette a questi disgraziati di avere ancora un pochino di dignità.
Gli amici di qui dicono che i Salafiti abbiano iniziato a guardarlo da vicino. Ma è possibile anche che si limiteranno a guardare senza che poi succeda mai nulla.
Margherita Pallottino

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