Oscar del vino a Bibenda 2021

oscar del vino
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Dare una lettura ai nomi delle aziende e dei vini che hanno acquisito la nomination per l’Oscar del vino per il 2021, fa immaginare immediatamente una esplosione di sentori e gusti che i partecipanti all’evento hanno incontrato, mentre gli assenti, me incluso purtroppo, dovranno immaginare, i più fortunati tra loro almeno nei ricordi.

Tornerebbero in mente le degustazioni, e le tecniche che da Teodoro Bugari in poi hanno perpetuato tutto quanto da allora è stato il mondo del vino, degli assaggiatori e della sommellerie in genere per la promozione di quel mondo. Questi secondo noi sono i privilegi che poco appartengono alle divisioni tra associazioni, alle polemiche derivate dalle inevitabili spaccature, spesso anche condite da geopolitica e pure con un poco di campanile ad acuire. La promozione e la diffusione della cultura del vino è il principale effetto di queste attività che evidentemente, comprendono anche una organizzazione di un evento come quella di cui riferiamo.

A Roma ieri pomeriggio, 19 giugno, sempre nei luoghi che ospitano da tempo quella manifestazione, si sono assegnati i 10 Oscar del vino grazie al giudizio di coloro che li hanno potuto assaggiare sotto la guida di esperti del settore. La partecipazione all’evento non è certamente libera e ci sono condizioni e regole da rispettare compreso una quota da corrispondere. Una quota pure importante ma che è nulla in confronto alla gamma dei prodotti che si assaggeranno se si è proiettati verso quel genere di passione degustativa. La quota però non è l’unico ostacolo: vi possono partecipare solo gli iscritti alla Fondazione Sommelier oppure bisogna essere invitati da un iscritto con aggiunta però di un piccolo ulteriore contributo economico.

bibenda valentini
Bibenda 2021 premiazione di Gabriele Valentini

Ad ogni buon conto per chi partecipa, oltre a dover giudicare un tale livello di prodotti, ha l’occasione di cimentarsi con gli incontri tra i più edificanti con i prodotti dell’enologia non solo nazionale. Del resto ieri dalle 15 fino a sera inoltrata il palato dei fortunati ha incontrato le bollicine di Franciacorta e Trento ed anche valide rappresentanze tra quelle straniere, i bianchi con gli immancabili friulani dall’eleganza ormai arcinota, i rossi di realtà che non ti aspetti sul podio pure provenienti dalle Marche o dal Lazio Regioni che in questa produzione sono cresciute tantissimo. Non mancano realtà di un Sud sempre più a vocazioni da esplorare e pure qualche scoperta tutta da valutare tra le new entry.

Cerasuolo D'Abruzzo
Cerasuolo D’Abruzzo Valentini 2019

Abbiamo parlato di campanile e per me che scrivo dall’Abruzzo mi si permetterà di guardare con favore alla conferma, mai scontata, del nostro orgoglio Valentini, che è abituato a far incetta di riconoscimenti e non solo con il suo Cerasuolo che forse è il prodotto più facile dei suoi. Questa volta a ricevere l’Oscar nelle proprie mani è stato Gabriele che ha goduto della cessione della scena dal padre Francesco Paolo che però resta la guida ancora insostituibile della nota cantina.

Ma non è stato solo il Valentini per l’Abruzzo ad essere premiato. È giunta anche una vera chicca con la nomination del Moscatello Passito 2015 Tenuta Secolo IX – Castiglione a Casauria (Pescara). Si tratta del riconoscimento ad una cantina che sta svolgendo un lavoro di riscoperta di autoctonie che hanno una storia, il moscato tra esse, evidentemente, ha meritato quelle collocazioni che le tradizioni di un tempo assegnavano a questo prodotto ormai soppiantato da vitigni più remunerativi nelle convinzioni dell’agricoltura modaiola.
A quel moscatello rigenerato a Castiglione Casauria tocca il compito di rispolverare l’importanza che l’agricoltore di un tempo assegnava a questo prodotto. Era destinato a festeggiare gli eventi importanti. Era la conclusione apprezzata di un matrimonio o comunque di qualcosa da festeggiare in modo solenne…ma poi ogni occasione andava bene per goderne.
A me capitò di assaggiarlo in gioventù, quando i pranzi nuziali iniziavano a mezzogiorno e terminavano quasi al giorno successivo per le interminabili portate. Si trattava di Giuseppe che sposava e che bisognava festeggiare; era il primogenito di Mario, di antica peligna artigianalità vignaiola. Fu offerto con torta e confetti e l’abbuffata precedente ne avrebbe dovuto offuscare le qualità. Così non fu. Nel mio caso, che non possedevo ancora le tecniche di degustazione successivamente acquisite, fu una scoperta che non ho dimenticato. Ne feci pure il bis e mi saziai di sentori e profumi dalla persistenza inimmaginabile. Ne assaggiai ancora ma non intaccò la lucidità ma solo il rammarico per non aver mai più gustato altro di uguale ma solo di simile. Il Moscatello di Castiglione a Casauria è entrato in nomination con un Verduzzo ed un Asti e già questo è tutto dire. Se poi come avviene si conquista il secondo Oscar per l’Abruzzo si ha il raggiungimento di un giustificatissima soddisfazione che compensa chi da sempre lavora per questo e chi si unisce, anche nei riconoscimenti, alle cantine più importanti.

Altro Oscar nei bianchi arriva per Livio Felluga da Cormòns (Gorizia), consolidate eccellenze che mai hanno tradito il degustatore ma sempre invogliato ad una conferma per una scelta successiva. Per gli Champagne è stato premiato il Brut Millésime 2012 Encry – Mesnil sur Oger – Côte de Blancs, mentre per gli italiani spumantizzati a metodo classico la Franciacorta di Erbusco si riconsolida nelle sue eccellenze con Annamaria Clementi Riserva 2009 Ca’ del Bosco (Brescia) a cui viene attribuito l’Oscar per questa sezione.

L’evento comunque per i più fortunati rappresenta una occasione unica, seppur con i tanti pro e qualche contro. Si immagini che con una somma alta, ma non commisurata alla manifestazione, si possa spaziare su 30 espressioni diverse tra le più importanti su 10 temi. Si immagini pure di essere accompagnati adeguatamente in questa passeggiata tecnica seppur spalmata in qualche ora. Si immagini di dover crescere continuamente in complessità di sensazioni organolettiche negli assaggi che si avvicenderanno e che impegneranno le nostre papille gustative forse fino ad un punto che non permetterà di resettare. Sarà anche facile che inevitabilmente si incontrerà il prodotto sontuoso sul quale temporeggiare, riassaggiare, meglio esplorare, considerare, riflettere, meditare mentre si deve andare avanti. Ecco sarebbe meglio potersi esprimere in 30 degustazioni diverse, nei tempi voluti, ma occorrerebbe una tasca tanto piena da far sembrare una misera offerta i 150 € del costo per la partecipazione. Tanto servirebbe per l’acquisto delle bottiglie in concorso. Concludo infine nel considerare che, per chi scrive, sarebbe stato anche utile accrescere le conoscenze negli orange nominati, ma occorre anche notare che la sola degustazione delle tre nomination finali, come premio speciale della giuria, sarebbe stato un intrigo tra le migliori percezioni organolettiche a cui sarebbe mai stato sottoposto nelle sue esperienze. Conciliare una degustazione di quel Riesling tedesco, con lo Champagne Rare 2008 Piper-Heidsiek con l’Amarone Classico 2011 Quintarelli per chi scrive avrebbe significato utilizzare il tempo di gran parte di quel pomeriggio. E si sarebbe pure dovuto votare on line immediatamente. Meno male non aver dovuto subire questa sollecitazione per la quale, con il tempo disposizione, sarebbe stato in grande conflitto.
Emidio Maria Di Loreto

I vini in nomination

Miglior vino spumante
degustazione Luciano Mallozzi – Spumante A Ancestrale Colfondo 2017 L’Antica Quercia – Scomigo di Conegliano (Treviso)
Trento Nature Le Grile Riserva 2014 Marco Tonini – Isera (Trento)
Franciacorta Annamaria Clementi Riserva 2009 Ca’ del Bosco – Erbusco (Brescia).

Miglior vino straniero
degustazione Massimo Billetto
Champagne Brut Quentin Beaufort Millésime 2015 Alice et Quentin Beaufort – Polisy – Aube
Champagne Brut Cuvée Prestige Millésime 2010 A. Bergère – Epernay
Champagne Brut Millésime 2012 Encry – Mesnil sur Oger – Côte de Blancs

Miglior vino bianco
degustazione Filippo Busato
Vespa Bianco 2016 Bastianich – Cividale del Friuli (Udine)
Rosazzo Terre Alte 2017 Livio Felluga Brazzano di Cormòns (Gorizia)
Etna Bianco Arcurìa 2013 Graci – Castiglione di Sicilia (Catania)

Miglior vino rosato
degustazione Maurizio Saggion
Cerasuolo d’Abruzzo 2019 Valentini – Loreto Aprutino (Pescara)
Colline Novaresi Nebbiolo Rosato Il Mimo 2019 Antichi Vigneti di Cantalupo Ghemme (Novara)
Valtènesi Rosato Molmenti 2016 Costaripa – Moniga del Garda (Brescia)

Miglior vino rosso
degustazione Giovanni Lai
Fiorano Rosso 2011 Tenuta di Fiorano – Roma
Cinabro 2015 Le Caniette – Ripatransone (Ascoli Piceno)
Habemus Etichetta Bianca 2017 San Giovenale – Blera (Viterbo)

Miglior vino dolce
degustazione Pietro Mercogliano
Moscato d’Asti La Stella dei Viticoltori L’Astralis 2017 Mongioia – Santo Stefano Belbo (Cuneo)
Friuli Colli Orientali Verduzzo Friulano Cràtis 2016 Scubla Ipplis di Premariacco (Udine)
Moscatello Passito 2015 Tenuta Secolo IX – Castiglione a Casauria (Pescara)

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