Palestina, Marcia del ritorno. L’assordante silenzio delle diplomazie.

muro tra gaza e israele
history 2 minuti di lettura

Israele circonda militarmente i 343 chilometri quadrati della Striscia di Gaza dove vivono imprigionati, in condizioni di miseria, due milioni di palestinesi, sempre sul baratro di una catastrofe. Una condizione aggravata dal blocco totale della Striscia messo in atto con Egitto e Israele.
Da ieri i palestinesi hanno simbolicamente iniziato la “Marcia del Ritorno“, un’iniziativa organizzata da giorni a simboleggiare il rientro in quelle terre che il 30 marzo del 1976 furono espropriate dalla polizia di Tel Aviv che uccise anche sei palestinesi.
Nelle intenzioni questa “marcia”, composta da civili disarmati comprese famiglie intere con gli israeliani a sostenere che ci siano anche i militari di Hamas, deve protrarsi fino al 15 maggio giorno dell’anniversario “Nakba“, il disastro, quando nel centinaia di migliaia di palestinesi furono cacciati o abbandonarono la Palestina durante la Guerra che portò alla fondazione, nel 1948, dello Stato d’Israele.

I soldati e i poliziotti israeliani hanno ucciso 15 palestinesi e ne hanno ferito oltre un migliaio. E non è detto che i feriti più gravi ce la faranno, vista anche la grave situazione in cui versano gli ospedali palestinesi che già sono in emergenza cronica nei giorni “normali”.
La risposta era già programmata perché le disposizioni tassative provenienti dal ministro della difesa Avigdor ‎Lieberman erano quelle che i cecchini dovevano colpire, con munizioni vere, chiunque si fosse avvicinato al muro al confine perché bisognava impedire l’invasione dei territori delle comunità ebraiche nei pressi del confine stesso.
Queste sono le uniche e crudeli risposte ai diritti di un popolo che non si possono affossare all’infinito senza pensare ad una deflagrazione dalle conseguenze non più controllabili.

Nel mentre il Consiglio di sicurezza in una riunione di emergenza di questa notte non ha fatto dichiarazioni o intrapreso azioni. Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha chiesto un’indagine indipendente su quanto accaduto e il resto dei membri del Consiglio di sicurezza si è preoccupato di invitare le parti ad una maggiore moderazione.
Ancora una volta le diplomazie fanno bella mostra della loro totale inconcludenza, quella che ha condotto al disastro tante aree nel mondo.
Pasquale Esposito

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condividi l'articolo.
Condividi la cultura.
Grazie

In this article