Ancora pandemia, tra aggiornamenti e previsioni

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Proviamo a seguire alcuni possibili sviluppi nel campo dei vaccini e delle possibili evoluzioni delle epidemie.

L’epidemia del vaiolo delle scimmie, i cui numeri sono previsti in incremento, genera occupazione, se non preoccupazione,  con la possibilità di specifiche circolari sulle vaccinazioni  che il Ministero della Sanità avrebbe già previsto, fornendo le dosi alle Regioni. I casi di vaiolo nel nostro paese raggiungono le 500 unità, con la novità dell’arruolamento tra i contagiati di altri casi al femminile, finora rari. Più critica la situazione relativa agli USA dove è stato dichiarato lo stato di Emergenza per questi contagi – circa 6000 casi – con la distribuzione di oltre un milione di dosi di vaccino. [1]

Per quanto riguarda la pandemia da Sars CoV-2, la realtà ci mostra che siamo ancora in mezzo al guado.

Circa le varianti Omicron e le sue sotto-varianti, facciamo riferimento al rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) che riporta la presenza di Omicron 5 ( BA.5) nell’81% di casi; Omicron 2 è in evidente riduzione perché soppiantata dalla variante più contagiosa.  Si verifica quanto previsto in uno schema del prof. Guido Silvestri, illustrato in un lavoro delle prime settimane dell’anno: Omicron è diverso dalla Delta che tanti guasti aveva procurato; è molto più trasmissibile, ma meno patogena ed ha una maggiore attitudine a diffondersi con l’aerosol. La variante ha inoltre una minore capacità a sviluppare polmoniti, avendo una minore capacità ad infettare le cellule polmonari. Su queste basi, lo scienziato  ipotizzava tre possibili scenari nel futuro: che Omicron restasse tale, evolvendo magari tipo un raffreddore ad alta contagiosità ma anche ad effetto rapido nel tempo; che per l’alta contagiosità risultasse comunque patogeno per i non vaccinati con causa di mortalità significativa; che potesse evolvere in forme che interessino il polmone come nel passato. I rimedi proposti erano e restano attuali: vaccinazioni; estensione dei vaccini anche ai minori, anche per coloro sotto ai 5 anni (sono in atto sperimentazioni in fase finale in questa direzione); uso di antivirali che comunque spesso restano poco utilizzati. Dal punto di vista dei vaccini sono state incrementate le attività con le dosi booster, come richiamo, per gli ultra sessantenni nel nostro paese che ha ancora scorte importanti di vaccini.

Le commissioni delle più importanti agenzie regolatorie  – Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ed enti di consulenza come il Center for Biologics Evaluation and Research’s (CBER) con la Vaccines and Related Biological Products Advisory Committee (VRBPAC) della Food and Drug Administration (FDA)- hanno indicato a fine giugno i nuovi target per i vaccini da usare a partire dal prossimo autunno.

In base a questi scenari gli scienziati seguono con attenzione gli sviluppi mutazionali del virus.
Dall’India emerge Centaurus [2],  una nuova sotto-variante accreditata come più contagiosa di 13 volte rispetto alla precedente per una maggiore capacità di legarsi al recettore ACE 2. Secondo alcuni virologi, dovrebbe diffondersi in Italia nel prossimo settembre. Su queste previsioni si ipotizzano scenari che, però, al momento non indicano situazioni di preoccupazione. Dall’ Azienda Ospedaliera di Pisa, il vicepresidente della Società italiana di microbiologia, dichiara che sapremo tra qualche giorno se Omicron BA.2.75, chiamata Centaurus, si stia davvero diffondendo nel territorio.

Per una valutazione sulla realtà, attraverso il Gimbe,  il suo presidente Nino Cartabellotta, espone gli studi della statistica pandemica, spiegando le ragioni per cui il numero dei decessi si mantiene alto, malgrado la curva dei contagi si riduca. [3]

Altre ragioni ovviamente incidono e riguardano l’immunità acquisita dalla popolazione che, a mano a mano che si allontana dall’inoculo, dopo i 3 mesi dall’ultima vaccinazione, si espone ad una minore risposta contro il contagio. Inoltre anche l’uso di antivirali non adeguato alle necessità, contribuisce a mantenere alto il numero dei decessi. Ovviamente le morti da Covid riportate in questa settimana sono relative alla diffusione virale avvenuta nelle 2/3 settimane precedenti, per questo, a fronte di contagi in discesa, si registrano decessi superiori, 1.165, contro quelli della settimana precedente che erano 1.019. Numeri ancora alti che dovrebbero indurre comunque ancora ad una certa preoccupazione.

La maggiore fragilità dei nostri anziani, aggiunge Cartabellotta, è una delle cause del prezzo elevato che paghiamo. Oltre queste considerazioni, resta evidente anche un altro aspetto che riguarda i bambini che si sono sempre ammalati meno rispetto agli adulti. Dall’Università Federico II di Napoli arriva una risposta attraverso un lavoro che sarà pubblicato su Frontiers in Pediatrics.  [3]

Per i bambini la prognosi è sempre stata più favorevole. Questa risposta è stata legata dagli scienziati napoletani all’osservazione che in questi soggetti, nel loro epitelio nasale,  vi sia una minore presenza di una molecola denominata Neuropilina 1 che, essendo molto meno attiva, non consente l’attacco facilitato del virus al recettore E’ qui, infatti, come ormai ben sappiamo, che il Sars CoV-2 si lega, con la sua proteina spike, al recettore Ace 2 della cellula e la infetta

Emidio Maria Di Loreto

[1] https://www.rainews.it/articoli/2022/08/vaiolo-delle-scimmie-gli-stati-uniti-damerica-hanno-dichiarato-lo-stato-di-emergenza-fe247d60-3e6e-445a-a1f8-cbb7d8e8305d.html
[2] https://www.ilgiornale.it/news/cronache/centaurus-quali-sono-i-punti-forza-nuovo-covid-2056404.html
[3]  https://www.ceinge.unina.it/sites/default/files/2021-07/Covid%20bambini_Teleradio-News_28.07.2021.pdf

Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi necessità sul proprio stato di salute, su modifiche della propria cura o regime alimentare, si consiglia di rivolgersi al proprio medico o dietologo.

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