Pandemia: segnali contrastanti

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Se non fosse pandemia non si avrebbero tante posizioni contrastanti. A volte le si hanno anche nelle stesse aree geografiche ma rientra nei diversi approcci o nelle angolazioni diverse dalle quali si affrontano gli effetti di agenti eziologici sconosciuti finora. E poi, passando da un emisfero all’altro, mostrano davvero condizioni diverse tali da confondere. Capita così allora che Anthony Fauci dichiari conclusa negli USA la fase critica della pandemia proprio mentre la sua vicepresidente Kamala Harris è contagiata e si registrano sviluppi della variante Omicron che saturano quelle aree così vaste e che, secondo alcune previsioni, potrebbero portare a 100 milioni i contagi autunnali.
Anche dall’altra parte del mondo, nel porto di Shangai, un mare colmo di portacontainer alla fonda non riescono ad attraccare per le norme anti-Covid. Ne derivano evidenti conseguenze per le economie del mondo e mostrano pure, un approccio detto Covid zero, che genera ancora interrogativi e convinzioni sulla sua palese inefficacia per quanto si rileva in Cina. Negli ultimi due mesi i contagi sono passati da 130 mila a un milione con anche una percezione dei cinesi di quel che accade diversa dalla realtà a causa delle norme di restrizione applicate tassativamente. [1] Ecco solo due superficiali contraddizioni di una Covid che ormai insegna che sul globo può capitare che si assumano risposte diverse neanche sforzandosi di confrontarsi o tentare una contrapposizione condivisa contro il flagello pandemico.
Le riprese dei contagi in Sudafrica, considerata la terra di origine di Omicron, possono essere considerate come la quinta ondata che trova alimento nelle nuove maggiori contagiosità delle varianti 4 e 5 che, con tempistiche diverse, si affacciano anche nella nostra penisola lasciando previsioni preoccupanti per il prossimo inverno.

In Italia, arriva quindi Omicron 4 con la sua maggiore contagiosità rispetto alle sue precedenti varianti dello stesso ceppo e si rinfocolano le preoccupazioni in previsione del prossimo autunno ed inverno mentre adesso la diffusione del contagio, anche a causa delle mutate regole, costringe gli studiosi ad essere scettici sulla robustezza delle decisioni intraprese. Fra l’altro, seppur in prestampa, viene pubblicato un lavoro che rende ulteriore verità circa le gravità delle ondate pandemiche causate dalle nuove varianti. A questo proposito la Omicron, la B 1.1.529, era segnalata come più contagiosa ma meno grave rispetto alle altre varianti che l’avevano preceduta. Nel lavoro invece viene comparato il rischio ricovero e mortalità tra le diverse ondate dal quale emergerebbe un indice di rischio analogo. Gli autori deducono che la gravità tra le varianti sia paragonabile. Ovviamente i minori ricoveri ed i minori morti non sono che riconducibili ad un diverso tasso di vaccinazione delle popolazioni [2].
Alcuni sembrano chiari nelle loro valutazioni, anzi i numeri lascerebbero pochi appigli. Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, ha diffuso grafici e report che indicano come possa essere inadeguato al contrasto della circolazione virale la decadenza dell’uso delle mascherine in ambienti chiusi o scarsamente areati ma la cosa su cui riflettere è il report della Fondazione Gimbe del 29 Aprile secondo il quale: – il “rialzo di primavera” ha causato un aumento stabile di >2 mila posti letto in area medica. Che vengono -sottratti- a pazienti con altre patologie ritardando le cure” .

ricoverati covid italia
Altro allarmante dato statistico riguarda la quarta dose che non è stata inoculata secondo numeri rassicuranti. Questa la platea dei vaccinabili sempre secondo i dati Gimbe che si avvalgono dei numeri forniti dal ministero della Salute.

Quello però verso cui bisognerà avere attenzione è l’azione degli organi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ed enti di consulenza come il Center for Biologics Evaluation and Research’s (CBER) con la Vaccines and Related Biological Products Advisory Committee (VRBPAC) della Food and Drug Administration (FDA) convocato per il 28 giugno per discutere se la composizione del ceppo SARS-CoV-2 dei vaccini Covid-19 debba essere modificata ed eventualmente indicare quali ceppi dovrebbero essere selezionati per l’autunno 2022. Il dubbio è se i quattro mesi estivi possono aiutare con l’attività virale più bassa, in modo che in autunno si possa vaccinare con un prodotto a copertura più calzante per la realtà che presumibilmente avremo.
Circa la situazione attuale siamo in un periodo di risposta carente alle quarte dosi come mostrano i dati Gimbe del 26 Aprile.

cittadini vaccinabiliBalza subito all’occhio di quanto possano essere lontani, i richiami effettuati, dal conferire quella protezione, anche solo verso i fragili e verso gli immunocompromessi, che ci si attenderebbe dopo che comunque con le vaccinazioni almeno la Covid grave abbia lasciato un momento di respiro. I dati regionali ma anche quello nazionale del 12,5% dei vaccinati sugli aventi diritto sono chiarissimi. Resterà ugualmente la necessità di dare indicazioni con una adeguata comunicazione sulla necessità di fare immediatamente la 4 dose come pure sembrerebbe ragionevole.

Un dato positivo sulla carta, perché attualmente è ancora nella fase di progettazione, riguarda l’annuncio del varo del programma per un Biotecnopolo come Hub antipandemico al quale contribuiscono tre ministeri del Governo Italiano  (Economia e Finanza,  Salute, Università e Ricerca) con partner consolidati come l’Università di Siena, CNR e Fondazione Toscana Life Sciences che, a guida del prof Rino Rappuoli, consolida il suo significato internazionale. Lo stanziamento previsto è di rispetto, trenta milioni di euro, e porta nuova linfa al progetto che vuole Siena capitale italiana per le scienze della vita. Appena dopo l’annuncio che è stato ripreso durante gli incontri in USA dal ministro Speranza con il prof. Fauci, sono stati immediatamente assicurati i rapporti di collaborazione previsti e sicuramente facilitati dalle vecchie conoscenze tra prof. Fauci e prof. Rappuoli.

Bisogna anche registrare l’aggiornamento delle statistiche che rendono più precisa l’analisi e le posizioni sulla pandemia. L’OMS – il 14 Aprile scorso – indicava in 6 milioni circa i decessi riconducibili alla Covid 19 [3], ma poi, esaminando più approfonditamente i dati, ha quasi triplicato i numeri dei decessi comprendendo anche le morti indirette ma evidentemente strettamente correlate[4]. Il numero salirebbe a 15 milioni circa se le stime comprendessero, oltre le morti direttamente riconducibili alla Covid-19, anche quelle sopravvenute per impossibilità a sottoporre a cure e trattamenti coloro che ne avevano bisogno per altre patologie. I sistemi sanitari sovraccarichi, la mancanza di posti e personale per erogare cure salvavita o di prevenzione hanno fatto sì che le stime triplicassero in valore. Questi numeri tengono anche in considerazione dei decessi non registrati per minori rischi di incidenti stradali e da infortuni sul lavoro per le misure di contenimento che ne limitavano il numero degli eventi. Gli studi organizzati dall’OMS hanno anche considerato, in round diversi nelle diverse parti del mondo, le condizioni dei rispettivi sistemi sanitari di base durante la pandemia, ottenendo ovviamente indicazioni sulle situazioni di decessi legate al reddito dei popoli ed alle regioni analizzate. Dati che avranno valore prezioso se utilizzati per analizzare come dovranno essere recuperati i servizi per rafforzarli in modo ne modulino la resilienza verso le necessità legate all’erogazione di sanità nel lungo periodo.

Una delle soluzioni in aiuto per la pandemia è stata costituita per qualche tempo da promesse di vaccini come spray nasali che avrebbero dovuto venire in soccorso, proprio attraverso la via aerea, con la possibilità di contrastare il contagio [5]. Si spera cioè in qualche spruzzo nasale che possa attivare una immunità immediatamente efficace contro il contagio. I percorsi per questa tipologia di farmaco procedono comunque a rilento per via della scarsa conoscenza del sistema che mira a conferire immunità partendo dalle mucose delle prime vie aeree. È proprio in questo distretto, dove il contagio si esplica, che può essere più facilmente contrastato se opportunamente trattato.
Attualmente si sta sperando che si concretizzi la possibilità di ottenere questi vaccini spray, ve ne sono 8 in fase di sviluppo ed alcuni arrivati agli studi clinici in fase 3.

Emidio Maria Di Loreto
Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi necessità sul proprio stato di salute, su modifiche della propria cura o regime alimentare, si consiglia di rivolgersi al proprio medico o dietologo.

[1]https://www.ilpost.it/2022/05/05/cina-zero-covid/
[2] https://www.researchsquare.com/article/rs-1601788/v1
[3] https://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=5338&area=nuovoCoronavirus&menu=vuoto
[4] https://www.who.int/news/item/05-05-2022-14.9-million-excess-deaths-were-associated-with-the-covid-19-pandemic-in-2020-and-2021
[5] https://www.lescienze.it/news/2022/05/05/news/vaccini_spray_covid-19_varianti-9329221/

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