Paolo Cognetti. Sogni di Grande Nord, regia di Dario Acocella.

Paolo Cognetti
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Lo scrittore Paolo Cognetti, vincitore del premio Strega 2017 con il libro “Le otto montagne” con l’amico viaggiatore ed illustratore Nicola Magrin compie un viaggio verso l’Alaska, alternando il camper a percorsi a piedi per assaporare appieno la potenza dei paesaggi, un’occasione per compiere un percorso che è anche letterario attraverso gli scrittori americani della Beat Generation ma che è anche un percorso alla scoperta dei luoghi ispiratori dei grandi maestri ai quali Cognetti si è ispirato come scrittore e come uomo.
Il viaggio inizia sulla tomba di Raymond Carver dove i due si recano per raccogliere con l’epigrafe l’eredità morale del maestro: “Hai ottenuto quello che volevi da questa vita, nonostante tutto? Sì. E cos’è che volevi? Potermi dire amato, sentirmi amato sulla terra“.

I miti che i due viaggiatori ripercorrono si riveleranno alla fine solo una illusione in quanto passato presente e futuro coesistono in questo momento. I luoghi lungo la strada richiamano la presenza dei grandi scrittori: il Klondike di Jack London, i laghi di trote di Ernest Hemingway, la natura selvaggia dell’anti conformista e disobbediente Henry D.Thoreau.

Paolo Cognetti e Nicola Magrin
Paolo Cognetti e Nicola Magrin. Sogni di Grande Nord

Chris McCandless è il Virgilio di Paolo Cognetti, la guida spirituale e che illumina la strada nel percorso che questi fa all’interno di se stesso.
Scrivere è raccontare un po’ di se stessi e delle proprie aspirazioni, il vero grande viaggio che l’uomo compie è quello che fa per trovare se stesso verso la propria autenticità.
Il percorso dei due viaggiatori non poteva non terminare proprio in quella che è stata l’ultima dimora di McCandless ispiratore di “Into the wild”; il magic bus che si trova nel Parco nazionale di Donali.
Il giovane allontanatosi da tutti verso una solitudine estrema alla ricerca dell’essenziale privandosi di tutto anche dell’indispensabile fino a morire di stenti ci chiede di sospendere ogni giudizio sulla sua scelta.

Cognetti percorre l’ultimo tratto di strada a piedi con fatica attraversando sentieri fangosi, somiglia molto ad un pellegrinaggio questo viaggio e non possiamo non pensare al cammino di Santiago il pellegrinaggio ed il viaggio sono entrambi verso una meta che è interiore e spirituale più che un luogo geografico. Il bus che ha ospitato McCandless’ la sua ricerca e lo ha accolto nella sua agonia finale è un luogo mistico e con Cognetti leggendo i segni lasciati dal giovane nel suo passaggio in questo mondo respiriamo la profonda connessione con il giovane intelligibile Chris.
Troppe persone vivono circostanze infelici, eppure non prendono l’iniziativa di cambiare le cose perché sono condizionati da una vita di sicurezze, conformismo e tradizionalismo. La gioia della vita deriva dai nostri incontri e dalle nuove esperienze pertanto non c’è gioia più grande di avere un orizzonte costantemente diverso, vedere ogni giorno un sole nuovo e differente“. Tratto dagli ultimi appunti di Chris McCandless

Adelaide Cacace

Paolo Cognetti Sogni di Grande Nord

Scritto da Paolo Cognetti, Dario Acocella, Francesco Favale, e diretto da Dario Acocella,
È una produzione Samarcanda Film con Feltrinelli Real Cinema e con Rai Cinema con il sostegno della Film Commission Valle d’Aosta. Sarà distribuito nei cinema italiani da Nexo Digital in collaborazione con i media partner Radio Deejay e MYmovies.it.

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