Paolo Saporiti. Le parole mai leggere per un folk di confine

Paolo Saporiti copertina
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A un anno da L’ultimo ricatto arriva il quinto disco – omonimo – di Paolo Saporiti.

Paolo Saporiti

Storie che attraversano il cuore e lacerano gli animi, musiche che traghettano liriche dolci e squarciano lo  spartito forse per entrare meglio nel nostro campo sonoro. È quanto accade in Come Hitler con quei colpi secchi che Cristiano Calcagnile assesta sulla batteria: connotazioni jazz e che, esagerando forse, mi fa tornare alla mente Elvin Jones ascoltato a fine anni ’90. Non accade solo qui e solo con la batteria perché gli arrangiamenti e le note che Xabier Iriondo (basso fuzz, mahai metak, waraku, field recordings) suona insieme al già citato Cristiano Calcagnile, a Luca D’Alberto (viola, violino e violectra), a Stefano Ferrian (sassofoni) e a Roberto Zanisi (bouzouki) conducono oltre i confini del folk la voce di Saporiti.
È tutto il disco che è attraversato da un modello di sperimentazione riuscita e che produce ambientazioni musicali mai fini a se stesse. Ho bisogno di te è un altro brano che corre tra un cantato riposante e repentini moti di rabbia sostenuti dagli acuti del sassofono e sempre con la batteria che si intromette con le sue scariche.

Le tue mani feriscono comunque, le tue mani colpiscono le parole mai leggere tra di noi, le parole che non voglio tra di noi, che non voglio ricordare”.
I testi sono ricercati, le parole entrano nei sentimenti e ne danno un senso di forza immediata. È il primo disco che il cantautore milanese scrive in italiano e ci chiediamo come mai così tardi anche perché la sua vocalità ne accompagna il senso e il significato. Come nella bella Erica. “Ho bisogno di perderti Erica, come posso riuscire ad amare se sei ancora qui“.

Un’altra intensa prova tra note arrangiate con sapienza e ricercatezza nella voce è l’ultima delle dodici canzoni P.S. .
Tu chiedimi un po’ che cosa non va, qui si parla di quando finisce questa crisi che uccide in città – canta armoniosamente e con una deviante delicatezza sulle note della dolce chitarra di In un mondo migliore. Non vi curate di noi e ascoltate!
Ciro Ardiglione

genere: folk sperimentale
Paolo Saporiti
Paolo Saporiti
etichetta: Orange Home Records
data di pubblicazione: 11 aprile 2014
brani: 12
durata:  37:05
cd: singolo

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