Pasolini oggi, di Guido Santato

Pier Paolo Pasolini murale

Ho già avuto modo di presentare ai lettori e alle lettrici di questa rivista Guido Santato: studioso e professore di italiana all'Università di Padova, autorevole esperto di , direttore fin dalla fondazione – nel 2007 – della rivista internazionale Studi pasoliniani. L'ho intervistato proprio in occasione della pubblicazione dell'ultimo volume della rivista e poi – scoperto che egli era anche autore di una intrigante monografia su Joan Baez – gli ho chiesto se avesse voluto parlarne con Mentinfuga.

Guido Santato, Pasolini oggi - copertinaPochi giorni fa, ha visto la luce una nuova fatica di Santato: un volume – dal titolo Pasolini oggi. Studi e letture – nel quale sono proposti alcuni suoi saggi (scritti tra il 2017 e il 2024) sull'opera di Pasolini. Si tratta – a conferma del respiro vasto e multimediale della produzione di (e degli approfondimenti su) Pasolini (ed anche degli interessi molteplici di Santato) – di dodici studi (tre inediti) che spaziano su molti disparati argomenti pasoliniani: la italiana e friulana, ovviamente, ma anche o la critica letteraria in relazione ad ; la tragedia Pilade e la musica nel di Pasolini; il rapporto col Giappone e le sue fortune internazionali; ma anche le connessioni del suo pensiero con le teorie della cosiddetta decrescita (più o meno felice). Insomma, un ventaglio di argomenti tra i quali risulta piuttosto difficile – per quanti siano appassionati a questo mondo ed ai suoi temi – non trovare spunti di riflessione, campi da esplorare o suggestioni da seguire.

Ho cominciato così la lettura in maniera disordinata ed ellittica, partendo (e curiosando) dall'indice dei nomi (strumento prezioso per un'edizione cartacea) e seguitando secondo le mie personali preferenze. Infine, mi sono rivolto all'autore, chiedendogli conferma di alcune impressioni e provando a sintetizzare un poco le tracce maggiori della sua ricerca.

Questo nuovo volume mostra il tuo costante impegno su Pasolini in questi ultimi anni, a testimonianza di una ininterrotta passione ed interesse. In qualche modo, però, oltre a raccogliere cose già pubblicate (ma ci sono anche tre inediti), mi sembra che tu voglia affermare soprattutto la necessità di proseguire anche per l'avvenire nello studio multimediale di Pasolini. Si tratta di un auspicio, un'esortazione o di una necessità?
Il titolo del volume, Pasolini oggi. Studi e letture, intende proprio sottolineare da un lato la permanente e straordinaria attualità del pensiero di Pasolini, dall'altro la necessità di una rinnovata e approfondita lettura della sua opera, estremamente complessa per la sua articolazione multimediale: un'opera che spazia dalla poesia alla narrativa, alla saggistica, al cinema, al teatro, alle traduzioni dei classici, al giornalismo, alla pittura. Un grande linguista come Tullio De Mauro ha sottolineato che Pasolini è il primo artista di grande livello internazionale che possa definirsi multimediale nel mondo di oggi. È fondamentale quindi sviluppare un approccio multimediale nello studio dei diversi settori in cui si articola l'opera di Pasolini.

Ben quattro dei 12 saggi del tuo libro sono dedicati alla poesia. Tre di essi poi analizzano singoli componimenti – tra cui due poesie in lingua friulana – e uno il testo centrale di Trasumanar e organizzar¸ la celebre Poesia della tradizione. Anche se il corpus pasoliniano deve essere considerato nella sua interezza (narrativa, saggistica, cinema…), mi pare di capire che tu attribuisca comunque una certa prevalenza alla poesia.
La poesia è da tempo alquanto trascurata dagli studi dedicati a Pasolini, mentre sono numerosi per contro i contributi riservati ad altri settori della sua opera, in particolare al Pasolini “corsaro” e soprattutto al cinema. Com'è noto, Pasolini nasce poeta e tutta la sua poliedrica produzione successiva va considerata nell'imprescindibile riferimento al suo universo poetico. Nel realizzare i suoi film Pasolini fa poesia in forma di cinema: fa poesia attraverso le tecniche di un nuovo e diverso sistema di segni elaborando un linguaggio iconografico assolutamente originale. Pasolini ha ribadito in più occasioni di aver girato i suoi film «come poeta». Anche dopo che l'attività cinematografica ha preso il sopravvento su quella letteraria, dietro la macchina da presa c'è sempre l'occhio del poeta. Da ciò, a mio avviso, la necessità di dedicare alla sua produzione poetica uno studio adeguato.

Pasolini è da considerarsi un “classico”? Se lo chiedessimo a qualche studente liceale, probabilmente risponderebbe di sì, accostandolo magari – per la sua presenza nelle antologie scolastiche – ad Italo Calvino. Eppure, tu dici che egli è il più anticlassico tra i grandi autori del Novecento. Ci vuoi spiegare in che termini?
In generale, credo che da un punto di vista critico sia piuttosto problematico oggi adottare la definizione di “classico” per un autore contemporaneo: lo è ancor più per Pasolini, autore “anticlassico” per eccellenza. L'etichetta di “classico” è inadeguata e inadatta a definire la fisionomia e le peculiarità di un autore come Pasolini. La sua opera multimediale si sviluppa all'insegna di incessante flusso contaminatorio. Pasolini dichiara più volte che egli lavora sempre nel segno della contaminazione e della mescolanza dei generi. A mio avviso non è possibile inquadrare Pasolini in categorie critiche tradizionali come quella di “classico”, a cui non è omologabile. Pasolini è un altro genere di autore, nuovo per molti aspetti nella storia della letteratura e della cultura italiana.

Pasolini e Dante: una relazione ed un'ispirazione continua e complessa, eppure – così traspare anche dalla lettura delle tue pagine – con molti profili di incompiutezza. Ho mal compreso?
L'ampio saggio che apre il volume è dedicato proprio alla fondamentale presenza di Dante nell'opera di Pasolini. Il modello dantesco costituisce per Pasolini un costante riferimento lungo tutta la sua esperienza di critico e di scrittore. Lo studio prende in esame la presenza della Commedia nel romanzo Ragazzi di vita, nell'abbozzo La Mortaccia, nella Divina Mimesis e nel cinema di Pasolini. La Divina Mimesis raccoglie i frammenti di un progettato rifacimento in prosa della Commedia e rappresenta l'espressione più emblematica del dantismo pasoliniano. Vengono analizzati anche i saggi danteschi attraverso i quali si sviluppa la polemica con Cesare Segre e Cesare Garboli sulle pagine di Paragone. Il modello dantesco è inoltre presente in modo significativo nel magmatico e incompiuto romanzo Petrolio, particolarmente all'interno della lunga sezione Il Merda (Visione). La Visione si articola in una fitta serie di gironi che mettono in scena una sorta di rifacimento allegorico e attualizzato dell'Inferno dantesco, configurandosi quasi come una prosecuzione della Divina Mimesis.

Guido Santato - foto

In uno dei saggi del tuo libro citi en passant uno dei tuoi incontri con Pasolini in occasione della presentazione milanese di Trasumanar e organizzar, nel 1971, quando egli lesse Poesia della tradizione. Un testo ancora formidabile e che lo stesso poeta consigliava (nel risvolto di copertina) al lettore frettoloso o poco abituato alla poesia. Franco Cordelli – nella prefazione al libro – osservava come per leggere quelle poesie occorresse prima di tutto molta pazienza. A parte la pazienza, come può affrontare la poesia di Pasolini un non addetto ai lavori?
Dalla grande stagione poetica friulana inaugurata con le Poesie a Casarsa all'Usignolo della Chiesa Cattolica, alle Ceneri di Gramsci, alla Religione del mio tempo, a Poesia in forma di rosa, a Trasumanar e organizzar la poesia di Pasolini si sviluppa attraverso una straordinaria varietà di stili e un'incessante tensione sperimentale. Nei suoi risultati espressivi maggiori – probabilmente coincidenti prima con la poesia in dialetto friulano e quindi con l'epica civile delle Ceneri di Gramsci – come in quelli meno felici o più discutibili, la poesia di Pasolini merita sempre un'attenta lettura. Credo che un non addetto ai lavori possa affrontarla con molta tranquillità, allo stesso modo in cui ci si dispone alla lettura di qualsiasi poesia. La stessa lettura di Trasumanar e organizzar – opera certamente complessa per i numerosi riferimenti all'attualità politica – non richiede a mio avviso una particolare «pazienza».

Affronti ad un certo punto un argomento molto seducente eppure scivoloso: ovvero se Pasolini possa essere considerato un precursore della cosiddetta “decrescita felice”. Cosa ci puoi dire in proposito?
Negli ultimi due decenni il pensiero di Pasolini è stato ripreso anche nell'ambito della sociologia, dell'economia e del diritto. Autorevoli economisti si sono richiamati alle polemiche contro il modello di sviluppo neocapitalistico sviluppate negli Scritti corsari, in particolare nel famoso articolo Sviluppo e progresso. Nel volume Les précurseurs de la décroissance, une anthologie, pubblicato in Italia con il titolo La decrescita prima della decrescita. Precursori e compagni di strada [1], Pasolini viene considerato da fra i precursori della “decrescita felice”. All'interno della collana “I precursori della decrescita” diretta dallo stesso Latouche è stato pubblicato il volume Pier Paolo Pasolini. L'insensata modernità di Piero Bevilacqua. Credo che Pasolini possa essere considerato un precursore della “decrescita felice” a condizione di non racchiuderne strumentalmente il pensiero entro gli schemi della stessa.

Sulla relazione di Pasolini con la musica esistono importanti studi [2]. Mi è anche capitato di ascoltare – non molto tempo fa – un accattivante e articolato lavoro radiofonico di Elisabetta Malantrucco, prodotto per Radio Rai, dal titolo Pier Paolo Pasolini. Appunti musicali [3]: un approccio originale per la sua natura multimediale, ricco di tracce e spunti. Tu dedichi un saggio molto interessante alla musica nel cinema di Pasolini. Che impressione hai tratto sul rapporto tra Pasolini e il mondo vastissimo dell'arte musicale?
Pasolini ha subìto sin dalla giovinezza il fascino della musica, che costituisce una presenza fondamentale nella sua esperienza di scrittore, di poeta e soprattutto di regista. La musica ricopre un ruolo particolarmente importante nel suo cinema sin dal primo film, Accattone, e ancor più nel Vangelo secondo Matteo. La giovanile passione per prosegue ed anzi si accresce. La colonna sonora del Vangelo secondo Matteo è certamente la più complessa e forse la più interessante del cinema di Pasolini. Alla musica del Corale dalla Passione secondo Matteo di Bach si uniscono altre musiche dello stesso Bach e di . A queste musiche, protagoniste delle parti più solenni, si alternano quella di Prokof'ev, la Missa Luba congolese, spirituals negri e canti rivoluzionari russi. Anche nei confronti della musica dunque Pasolini lavora sempre all'insegna della contaminazione, operando in questo caso una vistosa contaminazione di sacro e di profano, di musica “alta” e di musica popolare. In Medea un elemento di fondamentale rilievo è rappresentato dalla protagonista, una figura carismatica quale Maria Callas, la più grande cantante lirica del suo tempo. Pasolini non chiede però alla Callas alcun intervento vocale giungendo a sopprimere l'unica scena in cui era previsto un suo intervento: è interessato esclusivamente alle grandissime capacità di interpretazione scenica che la Callas possedeva.

Pasolini ha suscitato da tempo un interesse vasto e motivato per la sua persona e la sua opera anche fuori dai patri confini, seppure – per certi versi – egli fosse (personalmente e idealmente, almeno a me pare) assai radicato entro la cultura nazionale. Potresti tracciare una geografia – seppure sommaria – dell'interesse internazionale per Pasolini?
Particolarmente dopo la morte l'interesse nei confronti di Pasolini è cresciuto in modo straordinario anche e soprattutto fuori d'Italia. La fortuna postuma di Pasolini ha coinciso con un'autentica esplosione dell'interesse nei suoi confronti, che si manifesta prima in Francia, quindi in Inghilterra, in Germania e soprattutto negli Stati Uniti. La sua opera ha sollecitato una grande varietà di ricezioni critiche. Sono innumerevoli le traduzioni delle opere di Pasolini pubblicate nelle lingue più diverse. È sempre grande l'attenzione nei confronti del suo cinema. Pasolini è probabilmente l'autore italiano del Novecento oggi più studiato, più discusso e più tradotto nel mondo. Le rassegne bibliografiche e internazionali dedicate agli studi su Pasolini e alle traduzioni delle sue opere nei vari paesi pubblicate nella rivista Studi pasoliniani hanno svolto un importante lavoro di ricerca e di documentazione al riguardo. Sono state proposte rassegne dedicate agli studi su Pasolini pubblicati – oltre naturalmente che in Italia – in Nord America, in Francia, in Germania, in Spagna, in Svezia, in Ungheria, nella Repubblica Ceca, in Croazia, in Grecia, in Cina, in Brasile, in Giappone, nel mondo arabo e in Romania.

Paolo Sassi

Guido Santato
Pasolini oggi. Studi e letture
Roma, Carocci, 2024
234 pp., 25 €

[1] Serge Latouche, La decrescita prima della decrescita. Precursori e compagni di strada, Milano, Bollati Boringhieri, 2016.
[2] Cfr. ad esempio Roberto Calabretto, Pasolini e la musica, Pordenone, Cinemazero, 1999 oppure Claudia Calabrese, Pasolini e la musica, la musica e Pasolini. Correspondances, Treviso, Diastema, 2019.
[3] https://www.raiplaysound.it/playlist/pierpaolopasoliniappuntimusicali.

canale telegram Segui il canale TELEGRAM

-----------------------------

Newsletter Iscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condividi l'articolo.
Condividi la cultura.
Grazie

In this article