Pasquale Comegna: la fotografia e il racconto

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Immagini di luoghi, di volti e di oggetti che sanno suggerire un racconto. L’inquadratura, i tempi e gli strumenti: le fotografie di Pasquale Comegna e gli insegnamenti per chi ama costruire immagini. Una carrellata di fotografie e un insieme di notizie utili.

Se mi è permesso vi racconto una piccola storia ed un viaggio che ho fatto stando fermo in una stanza, seguendo semplicemente lo scorrere delle fotografie che Pasquale Comegna mi mostrava.
Eravamo lì, lui ed io, in una giornata ventosa che spazzava l’aria e apriva le vallate e le colline umbre, regalandoci scorci senza tempo apparente.

Il vento correva intorno a noi e conservava il segreto mistero che quelli come me, osservatori profani e davvero poco capaci di scatti fotografici, ritrovano nelle immagini che toccano e commuovono, nelle immagini di quelli che, come Comegna, sanno il fatto loro.

Immagini che aprono mondi perché spiazzano il tempo e definiscono lo spazio. Quelle immagini, quelle inquadrature, quelle scelte narrative ci dicono d’istanti sottratti al tempo e definiti nello spazio; qualcosa di fermo che rimanda al divenire; qualcosa di limitato che predica l’immensità. Forse è in virtù di questa strana contraddizione che la fotografia diventa affascinante, attraente, allusiva.

Una fotografia segue l’altra e Comegna apre le porte del mondo delle immagini: volti umani, dettagli architettonici, aperture sul paesaggio, dolci colori della natura, piccoli particolari che portano al sogno, arredamenti che narrano storie, spazi che parlano di attimi vissuti.

In altri casi ci sono percorsi organici, composti e compositi, che narrano una città e le sue bellezze, quelle impressioni, quasi passeggere, che sanno poi restituire l’essenza di un luogo. E la città riappare con altra luce e altra potenza, un miracolo accade davanti ai nostri occhi: essa è a un tempo come la conosciamo da sempre e completamente nuova, come non l’avevamo vista mai

E la mia anima di amante non ricambiato della fotografia si danna e si perde. Ammiro questo sguardo che sa sfiorare appena, senza violenza e sa gettare luce su aspetti che tutti potremmo vedere, eppure non sappiamo afferrare.

Da sempre, con semplicità, invidio, senza vergogna, questa capacità di afferrare in un’inquadratura quello che, mentre sembra passare, resta a definire un luogo o un viso, un fiore o un fiume.

Le scarne parole che accompagnano questo breve viaggio per immagini possono essere viste come un’intrusione o un’invasione rispetto all’immediatezza della visione.
Infatti esse si fermano qui invitandovi a visitare, per avere altre notizie, il sito www.pasqualecomegna.com attraverso il quale potrete anche ripercorrere le tante tappe della sua professione di fotografo e conoscere i diversi aspetti del suo percorso di ricerca e creazioni.
Nei prossimi mesi Comegna organizza fra Terni e Roma corsi fotografici che s’incentrano su due aspetti fondamentali: la preparazione teorica legata al confronto e all’analisi degli scatti realizzati e la pratica in luoghi scelti per la loro bellezza o suggestione.
Antonio Fresa

Per saperne di più
Pasquale Comegna
www.pasqualecomegna.com
comegna.pasquale@gmail.com
Roma – Amelia

 

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