Pearl Jam: salvare non è un crimine

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Non amo molto le cover ma la voce di Eddie Vedder che canta Imagine emoziona nel profondo, come spesso mi accade sempre con il front man dei Pearl Jam.

Ma ieri, alla stadio Olimpico di Roma, è stata una serata speciale per tutti coloro che sperano in un mondo meno imbarbarito di quello che si sta delineando in giro per il pianeta. La canzone è iniziata dopo che sul maxischermo è comparsa un’immagine di una ciambella di salvataggio con scritto #apriteiporti e #saveisnotacrime e con Vedder che dice «siamo via da casa e quando torneremo il nostro paese sarà cambiato. Pace».

Continuano a dare scossoni come quando nel 1991 si presentarono al mondo con Ten, uno dei capolavori del rock e del grunge, la versione aggiornata del primo che erodeva le menti e i cuori per la sua urgenza e immediatezza, i suoi ritmi esplosivi e le chitarre che sferzavano l’aria. Aveva già attaccato Trump per le sue politiche negli USA e l’aveva già fatto allo stadio Euganeo di Padova quando aveva detto in italiano: «canteremo una canzone per Trump, forse gli daremo anche un calcio nelle palle e gli rideremo in faccia. Lui sa perché».
In VS., altro capolavoro del 1993, la canzone Glorified G parla dell’uso delle armi e lo fa senza giri di parole che questo testo sarà una delle ragioni dell’allontanamento dalla band di Dave Abbruzzese che aveva confessato di aver acquistato una pistola.
Ho una pistola, anzi ne ho due
Va tutto bene, amico, perché credo in Dio
Versione glorificata di un fucile
Mi sento così virile quando sono armato
Non penso che stupido voglia dire forte
Non ho mai sparato a qualcosa di vivo

Nello stesso disco aveva detto la sua anche sul ruolo della polizia per i mezzi che usa per far rispettare la legge, soprattutto contro la gente di colore. La canzone era W.M.A. ovvero White Man American o White Male Asshole (bianco maschio stronzo) o White Male Armed (bianco maschio armato), fate voi.

Non ho visto il concerto di Roma ma era giusto approfittare per onorare questa band che oltre a Eddie Vedder vede Stone Gossard alla chitarra ritmica, Jeff Ament al basso, Matt Cameron alla batteria e Mike McCready alla chitarra solista. La loro storia è nata all’ombra dei Nirvana ma poi con i Soundgarden, e più di loro, hanno fatto il grunge. Hanno continuato sempre nella stessa direzione, ma fin dall’inizio il loro suono aveva si la forza espressiva tipica di quegli anni ma era composta avendo ben presenti espressioni musicali che affondavano le radici nell’hard-rock, nel punk, o nelle chitarre hendrixiane o, nelle ballate alla Young o ad altre sonorità favorite dalle numerose attività extra PJ dei componenti della band.
Ciro Ardiglione

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