Pegasus, un cavallo di Troia contro attivisti, giornalisti e oppositori

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Pegasus, un cavallo di Troia nei nostri cellulari per spiare attraverso mail, messaggistica, social network, microfoni, telecamere. Una sorveglianza globale nei confronti di attivisti per i diritti umani, giornalisti e oppositori. Questo cavallo di Troia è un cosiddetto spyware, il nome commerciale è “Pegasus” dell’azienda israeliana NSO Group il cui motto è “cyber intelligence for global security and stability”: sicurezza e stabilità di chi? Una vera e propria arma che il governo israeliano deve autorizzare la vendita.
La scoperta è stata fatta grazie al “Pegasus Project” al quale hanno partecipato decine di giornalisti e 17 mezzi d’informazione di 10 paesi, coordinati da Forbidden Stories e con l’assistenza tecnica di Amnesty International. Nel periodo 2016-2021 decine di migliaia di utenze sono state spiate in diversi paesi tra cui Arabia Saudita, Azerbaigian, India, Marocco, Messico e Ungheria con centinaia di giornalisti sotto controllo. L’azienda israeliana si difende dicendo che è un’arma contro terrorismo, criminalità e pedofilia ma di fatto è stata usata per scopi politici, contro gli oppositori di regimi, attivisti per i diritti umani e giornalisti a vario titolo.

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