Pennellate di colore: la pittura ricamata di Elena Marchegiani Matticari

Elena Marchegiani Matticari La nascita della Venere Sandro Botticelli
history 6 minuti di lettura

Tra le tante iniziative che animano il Festival dei Due Mondi di Spoleto, segnaliamo una mostra dedicata alla pittura ricamata, dal 25 giugno al 10 luglio, presso il Museo del Tessuto e del Costume.
Della complessa tecnica del ricamo di Elena Marchegiani Matticari, autrice delle riproduzioni di famosi quadri d’autore, della mostra e della sua organizzazione, abbiamo parlato con Mara Quadraccia, presidente della sezione Unitre di Amelia, tra i promotori dell’iniziativa.

Pennellate di colore la pittura ricamata di Elena Marchegiani Matticari

Presentazione della Mostra Pennellate di colore: la pittura ricamata di Elena
Marchegiani Matticari. Foto Roberto Pileri

Pennellate di colore: la pittura ricamata di Elena Marchegiani Matticari è la mostra che resterà aperta fino al dieci luglio nelle sale del Museo del Tessuto e del Costume di Spoleto, nell’ambito del programma del Festival dei Due Mondi. Quindici opere, realizzate da Elena Marchegiani Matticari, con una complessa tecnica di ricamo e che hanno come soggetti famosi quadri di grandi artisti quali Degas, Van Gogh, Corot, Segantini, Gauguin e altri.
Quella di Elena si propone come la storia di una donna con un’esistenza complicata, come tante altre, forse; la sua volontà di continuare a usare i propri fili per intrecciare la propria esistenza e quella dei suoi figli, l’ha portata, nel tempo, a confrontarsi con le opere d’arte che l’avevano affascinata: questa una delle possibili trame per la vita di Elena Marchegiani Matticari.
Elena emerge come una figura di donna a un tempo antica e moderna: antica, come la sua arte del ricamo; moderna, in quella sua volontà di lasciare il segno.
Questa donna che ha passato la sua vita a Narni (1914 -2004), ha lasciato poi ai suoi figli e amici le sue opere ispirate ai quadri di grandi pittori.
Un lavoro duro, complesso, una sorta di sfida per lei che del ricamo aveva fatto la sua arma di sopravvivenza: trasformare quella maestria in arte, riproducendo i colori, le forme e i movimenti che grandi artisti avevano saputo creare.
Non un semplice copiare, quello di Elena, perché lei doveva fare i conti con un materiale diverso, con una tecnica diversa, con una creazione che segue un linguaggio del tutto differente rispetto all’originale.
Non ci sono tavolozze, pennelli o olii in questi quadri; s’intravede invece il lento e delicato lavorio della mano che, passando e attraversando, crea e genera colore e calore.
Quindici opere, quelle esposte presso il Museo, che testimoniano di un percorso artistico sempre più ampio e consapevole.
Un’opera è, invece, esposta in Via dei Duchi presso lo Showroom Tasselli Cashmere, un’azienda da sempre aperta alla collaborazione con gli artisti.

Elena Marchegiani Matticari
Elena Marchegiani Matticari. Sandro Botticelli – La  nascita di Venere.
Foto Roberto Pileri

Alla base delle opere esposte, c’è una complessa tecnica che, partendo da opere d’arte note anche al grande pubblico, le riproduce con il ricamo, gestendo una gamma cromatica di non facile restituzione.
Quale origine hanno le opere realizzate da Elena Marchegiani Matticari?
Penso che le parole che le hanno voluto dedicare i figli e i nipoti, siano le più eloquenti e vere, per descrivere una personalità così poliedrica come quella di Elena Marchegiani Matticari, l’artista che ha realizzato le opere esposte: “Come molti artisti non sapeva di esserlo. Aveva un talento. L’ha espresso. È stata ricamatrice, madre, nonna, donna, artista”.
Elena Marchegiani Matticari nacque nel 1914, e apprese l’arte del ricamo dalle suore di S.Alò di Narni; con la sua arte e la sua totale dedizione riuscì a crescere i suoi tre figli, da moderna madre “single”, quando ancora non si parlava di divorzio.
Terminata la necessità di ricamare per avere un reddito e far andare avanti la famiglia, applicò la sua arte alla riproduzione di opere di grandi pittori: Degas, Gauguin, Corot, Van Gogh, Renoir, Botticelli, e fino ai Futuristi.

Elena Marchegiani Matticari Degan

Elena Marchegiani Matticari. Degas, Balletto – La stella.
Foto Roberto Pileri

Il fascino di queste opere è anche legato, nella dialettica fra tradizione e tecnica, all’amore per il lavoro manuale e per la cura del particolare. Come avete scelto le opere da esporre? C’è qualche aneddoto legato a esse?
Le opere presentate qui a Spoleto sono una selezione delle quasi quaranta riproduzioni di cui Elena Marchegiani Matticari ha fatto dono ai suoi tre figli e a pochi carissimi amici.
Sono il suo delicato testamento di sensibilità, umiltà e pazienza. Partendo dal disegno del soggetto scelto, riusciva a riprodurre le diverse sfumature di colore, attraverso la tecnica del punto rasato, con fili colorati, sovrapposti l’uno all’altro, come “ pennellate di cotone”, appunto.
Infine, sotto il nome dell’autore dell’opera d’arte che aveva usato come modello, metteva sempre il proprio nome.
Sono stata colpita, in particolare, dalle parole che il nipote Paolo ha scritto per il catalogo della mostra: ”Elena suturava le cicatrici degli abiti e lo faceva così bene che spesso le riusciva difficile riconoscere quella guarigione miracolosaElena rammendava, rammendava da sempre, tanto che finì per farlo persino della sua stessa esistenza. Poi un giorno incontrò un vecchio di nome Van Gogh che le prestò i suoi quadri. Perché non provarci? E se gli aghi sostituissero i pennelli, e i fili, le sfumature dei colori a olio?

Lei è presidente della sezione dell’Unitre di Amelia. Com’è nata l’idea di coinvolgere tanti soggetti nella realizzazione della mostra e quale iter avete seguito?
Tutto è nato dal progetto F.I.L.I., un progetto finanziato dalla Regione Umbria in base alla legge a favore dell’invecchiamento attivo.
Abbiamo iniziato un percorso di ricerca del patrimonio culturale legato all’antica arte del ricamo, e abbiamo allestito una prima mostra, “Da Mani di Fata”, al Museo Archeologico di Amelia, in novembre.
In questa prima esposizione, accanto ai corredi riemersi dalle cassapanche, abbiamo presentato una prima selezione delle opere di Elena, che avevo avuto modo di vedere in occasione di una mostra a lei dedicata, presso il Museo di Narni a Palazzo Eroli.
L’idea di una mostra a Spoleto si è sviluppata grazie all’incontro con due appassionate ed esperte di tessuto e di ricamo, Elisabetta Gnignera e Giuliana Nagni che hanno creduto subito nella validità della proposta.
Anche i familiari di Elena Marchegiani Matticari, che sono proprietari delle opere, hanno accettato con entusiasmo la proposta.
In seguito, abbiamo coinvolto tutti coloro che hanno permesso la realizzazione dell’evento nel luogo più idoneo: il Museo del Tessuto e del Costume.
La mostra è stata, infatti, realizzata con il supporto dei Comuni di Spoleto, Narni e Amelia, dell’Unitre Nazionale e di quelle di Spoleto e di Amelia, di Art’è; dell’associazione SATOR e di Tasselli Cachemire.

Il Festival di Spoleto è davvero una vetrina internazionale. Ci sono altri eventi legati alla mostra o prossime iniziative da seguire?
Si, su proposta della dottoressa Cosso, responsabile dell’ufficio cultura del comune di Spoleto, si pensa già a un prolungamento della mostra oltre la chiusura del Festival con organizzazione di eventi e laboratori.
Antonio Fresa

 

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condividi l'articolo.
Condividi la cultura.
Grazie

In this article