Peter Perrett, Humanworld

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Ai più il nome di Peter Perrett non dirà niente, per chi è cresciuto con il punk e la new wave il suo nome è legato ad una delle band fondamentali di quel periodo The Only Ones.

Un po’ di storia non guasta, Peter fonda i The Only Ones nel 1976 e nel 1978 con la moglie Zena come manager concepisce il primo disco della band, ne seguiranno solo altri due ma tutti fondamentali per capire il punk e il post punk. “Another Girl, Another Planet” presente nel primo disco, è stato il loro maggior successo, John Peel la inserì nella sua classifica delle canzoni dell’anno, il testo parla di Amore droghe e morte, e si regge sulla voce di Perrett e sugli assoli di John Perry,
La giornalista rock Nina Antonia scrisse. “If there was only one song in the universe and it was Another Girl, Another Planet, I would still have all I ever wanted”.

Inserita in varie colonne sonore non servì a dare il successo alla band che si sciolse dopo il terzo disco dal 1980 si persero le tracce di Peter fino al 1994 quando pubblicò un EP con una nuova band, The One, ma gli abusi di droga e alcool lo riportarono nell’oblio.
È un miracolo che Perrett riesca a sopravvivere fino al 2007 quando in seguito all’uso da parte della Vodafone di “Another Girl, Another Planet” la band si ricompone e cerca di sfruttare il momento di notorietà, seguono numerosi live soprattutto in Giappone ma non si riesce ad arrivare ad un nuovo disco.
Nel 2017 riemerge dal baratro e fa il suo debutto solista, aiutato dai figli “How The West Was Won” è un album che parla ancora di Amore e morte ma anche di resurrezione, «Non sono ancora morto, per ora Il rock’n’roll è tornato a possedermi».
Capolavoro!!!

Ora a soli due anni ci riprova con “Humanworld” a 68 anni non si può chiedere a Perrett di fare la rivoluzione, fa quello che sa fare bene: sporco rock’n’roll ancora aiutato dai suoi figli Jamie e Peter Jr (chitarra e basso, rispettivamente) i testi sono diventati più politici ed ironici forse dovuti all’attuale momento inglese, ma la musica resta sempre un mix perfetto di punk pop e chitarre psych.
Le varie dipendenze sembrava avessero distrutto per sempre una carriera, la sua voce impassibile continua a ricordare Lou Reed, Humanworld è un’opera senza compromessi di una persona conscia delle sue debolezze che ha fatto scelte sbagliate, un perdente ma con la consapevolezza che si rialzerà sempre.
Se il rock non è morto è merito di persone come lui.

Cesare de Stefano

 

genere: punk
Peter Perrett
Humanworld
etichetta: Domino
data di uscita: 7 giugno 2019
brani: 12
durata: 00:35:18
album: singolo

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