Piano Colao. Idee e azioni con alla base l’ideologia di mercato

piano colao rilancio paese
history 8 minuti di lettura

La mia contrarietà era ed è all’origine. Perché non bisognava affidare all’ennesimo top manager, in questo caso Vittorio Colao e alla sua task force, una sfida epocale che è sostanzialmente politica. Perché si trattava dell’ennesima congrega di tecnici che sarebbero andati a sovrapporsi con gli altri. Una scelta in linea con il ritorno al punto di partenza e cioè con quelle scelte che appartengono all’ideologia di mercato e del profitto.

Iniziative per il rilancio 2020-2022“, questo il titolo del documento della sua task force che come recita il documento stesso è un “Comitato di esperti in materia economica e sociale”, composta da tecnici economici (7 su 16) un tributarista, un giuslavorista, tre alti dirigenti della pubblica amministrazione, ma nessuno che rappresentasse i diritti delle persone o che avesse una consolidata visione delle problematiche ambientali. Almeno le donne sono la metà del gruppo di lavoro.

Come è composto il documento? [1]

L’elenco è diviso in sei capitoli: Impresa e lavoro; Infrastrutture e ambiente; Turismo, Arte e Cultura; Pubblica Amministrazione; Istruzione, Ricerca e Competenze; Individui e Famiglie.
Sono più di cento le iniziative suggerite e per ognuna di esse, come si fa nei piani marketing e in questo caso non è sempre un male, trovate l’impostazione, il contesto, le azioni specifiche, il finanziamento (“principalmente pubblico”, “principalmente privato” e “no funding” cioè non occorrono fondi) e i tempi che vanno dall’attuazione immediata, alla finalizzazione e ala strutturazione.

Cosa dice il documento? Alcuni dettagli.

In piena coerenza con quello che dicevamo qui sopra il primo capitolo o la prima sezione, se volete, è “Impresa e Lavoro, motore dell’economia”. Ma qualcuno degli esperti ha spiegato che nell’articolo 1 della Costituzione italiana il lavoro viene prima di tutto? L’impresa non è nemmeno nominata nell’articolo. Ma non è tanto questo quanto la prima indicazione che compare nel documento che mostra la coerenza con il pensiero unico che recita è da “Escludere il “contagio Covid-19” dalla responsabilità penale del datore di lavoro per le imprese non sanitarie” che poi continua con “neutralizzare fiscalmente, in modo temporaneo, il costo di interventi organizzativi (ad es. turnazione, straordinari) conseguenti all’adozione dei protocolli di sicurezza e al recupero della produzione perduta per il fermo, per non penalizzare la competitività dell’impresa e i redditi dei lavoratori”.
Il documento prosegue, sempre relativamente al capitolo Impresa e Lavoro con ad esempio:

  • Le indicazioni per il lavoro agile (smart working) sia nel privato che nella Pubblica Amministrazione
  • Consentire (in deroga temporanea a Decreto Dignità) il rinnovo dei contratti a tempo determinato in scadenza almeno per tutto il 2020
  • Modificare il decreto liquidità che permetta il sostegno finanziario anche alle imprese con esposizioni UTP (inadempienze probabili, ndr) che presentano possibilità concrete di risanamento
  • Disincentivare, ove possibile, il ricorso alle procedure concorsuali (concordati preventivi e fallimenti) per evitare il conseguente blocco ex lege del pagamento ai fornitori e la conseguente sottrazione di liquidità e risorse al sistema.
  • Sospendere per il 2020 i vincoli del d.lgs. 175/2016 (TU in materia di società a partecipazione pubblica) al ripianamento delle perdite delle imprese pubbliche (e del trasporto pubblico in particolare) ed evitare il ricorso al concordato preventivo e all’amministrazione straordinaria (che impedirebbe il pagamento dei fornitori e rallenterebbe l’esecuzione degli investimenti)
  • Favorire l’emersione attraverso opportunità di Voluntary Disclosure ai fini della regolarizzazione, prevedendo un meccanismo di sanatoria e incentivazione riducendo contribuzione cuneo fiscale, nonché sanzioni in caso di falsa dichiarazione o mancato perfezionamento delle procedure di emersione
  •  Emersione e regolarizzazione del contante derivante da redditi non dichiarati
  • Passaggio a pagamenti elettronici
  • Sostegno a Start-up innovative
  • Incentivare la riqualificazione della forza lavoro e dei disoccupati finanziata attraverso fondi specializzati
  • Sostenere le imprese sociali (comprese le cooperative sociali) attraverso (i) la piena attuazione della Riforma del Terzo Settore, in particolare della parte relativa alle agevolazioni fiscali; (ii) il sostegno all’accesso e alla diffusione di strumenti di finanza sociale italiani e europei; (iii) la facilitazione di processi aggregazione per tutti gli enti non profit

A proposito della seconda parte del documento “Infrastrutture e Ambiente, volano del rilancio” scrivono, tra l’altro, di “identificare chiaramente le infrastrutture di interesse strategico e creare un presidio di esecuzione che garantisca la rimozione di ostacoli alla loro realizzazione”. E si comincia, tanto per essere coerenti con quanto già spiegato, con “occorre pensare concretamente ad un superamento del Codice dei Contratti in vigore, su cui vi sono ampi giudizi critici. La complessiva riscrittura del codice è il luogo naturale per imprimere direzioni nette, pur in un complessivo bilanciamento di principi/ interessi (ad esempio, polo della legalità vs. polo dell’efficienza) […]. Parimenti, norme speciali o emergenziali e commissariamenti non danno risultati positivi concreti se non in casi condizionati da alti livelli di pressione sociale (due esempi: Expo2015 e Ponte di Genova)”. E poi tra le altre proposte:

  • Sburocratizzare i processi con la PA, formalizzando tramite ricevuta telematica la formazione del silenzio-assenso e vietando la richiesta di documenti specifici (da parte della PA) laddove l’autocertificazione è accettabile
  • Negoziare un’estensione delle concessioni equilibrata e condizionata ad un piano di investimenti espliciti e vincolanti (ad es., nei settori autostrade, gas, geotermico e idroelettrico), coerenti con le macro-direttive del Green Deal europeo
  • Piano fibra nazionale e cablaggio delle PA
  • Sviluppo reti 5G con l’adeguamento dei “livelli di emissione elettromagnetica in Italia ai valori europei, oggi circa 3 volte più alti e radicalmente inferiori ai livelli di soglia di rischio, per accelerare lo sviluppo delle reti 5G. Escludere opponibilità locale se protocolli nazionali sono rispettati
  • Concedere voucher per sostenere l’accesso alla banda larga delle fasce meno abbienti della popolazione
  • Efficienza e transizione energetica e Tecnologie energetiche innovative
  • Economia circolare d’impresa, Gestione rifiuti e acque reflue
  • Incentivare interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria delle infrastrutture idriche (adduzione e trasporto), anche attraverso la rivisitazione del sistema normativo e tariffario e la revisione del meccanismo di governance del settore. Finanziare interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria per lo sfruttamento dei bacini idrici, per valorizzarne l’utilizzo in agricoltura e per la transizione energetica
  • Definire un piano di investimento finalizzato ad aumentare e preservare le aree verdi, il territorio e gli ecosistemi nazionali – ad es., finanziando la bonifica dei siti inquinati, e incoraggiando le imprese a quantificare nei loro bilanci e reporting non-finanziario il capitale naturale che gestiscono e i servizi ecosistemici di cui beneficiano;
  • Contrastare il consumo di suolo e il conseguente dissesto idrogeologico
  • Incentivare il rinnovo del parco mezzi del Trasporto Pubblico Locale (TPL) verso mezzi a basso impatto (es. ibrido, elettrico, biocombustibile, …). Incentivare il rinnovo dei mezzi pesanti privati con soluzioni meno inquinanti. Pianificare investimenti e finanziamenti a favore della Ciclabilità, incentivando la creazione dell’infrastruttura ciclistica e incoraggiandone l’utilizzo.
  • Edilizia Abitativa: sostenere un piano di investimenti finalizzato a potenziare un’offerta abitativa economicamente accessibile, socialmente funzionale ed ecosostenibile, attraverso la messa a disposizione di immobili e spazi pubblici inutilizzati da sviluppare con fondi pubblico-privati da offrire sul mercato a prezzi calmierati (ad es., Modello del Comune di Milano); edilizia sociale: investire nell’ammodernamento dell’edilizia sociale, con particolare attenzione alle infrastrutture scolastiche e socio-sanitarie, anche ricorrendo all’emissione di social impact bond come forma di finanziamento misto pubblico-privato (ad es., fondi ex Voluntary Disclosure).

Seguono gli altri capitoli per i quali rimandiamo al testo completo.

Le critiche al Piano Colao

Quello che ci interessa è segnalare le criticità espresse da più parti a cominciare da Cottarelli, direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici dell’università Cattolica di Milano, che ha espresso perplessità su una proposta (pag. 17 del documento) in un’intervista a La Stampa quando dice “la regolarizzazione di altri valori e dei capitali detenuti illegalmente all’estero. Non lo si chiama ‘condono‘, preferendo il più elegante ‘Voluntary disclosure, ma quello è: il solito premio dato a chi ha evaso le tasse e il solito incentivo a non pagarle in futuro“ [2].

Una critica “sistemica” è espressa da Giulio Marcon, Deputato indipendente per Sinistra ecologia e libertà e scrittore, quando scrive: “È deludente perché manca di coraggio e visione di un paese diverso, limitandosi alla rassegna di misure micro ed eterogenee non raccordate in un disegno strategico. Mancano le priorità. Che tra i sei settori-chiave del piano non ci sia la parola welfare, sostituita da individui e famiglie, è grave. E non c’è la parola salute. […]. È lacunoso perché manca la riflessione e la proposta su intere direttrici fondamentali dello sviluppo del nostro paese: il welfare, il servizio sanitario pubblico, l’istruzione. Non che manchino proposte specifiche condivisibili, tutte sezionate e dettagliate, ma manca il quadro di fondo, un’indicazione di cambio rotta -ad esempio […]. Manca la politica industriale: come al solito la fanno da padrone gli sgravi fiscali e la deregolamentazione. Manca la politica fiscale, la giustizia fiscale, la lotta all’evasione se non per una parte -condivisibile- di proposte indirizzare all’uso del contante. Manca la cancellazione dei SAD [Sussidi ambientalmente dannosi, ndr]. Ci sono molte spruzzate di sostenibilità e di green, ma manca il Green Deal come disegno di fondo per il ripensamento del nostro sistema produttivo e dei consumi” [3].

Anche l’economista Marta Fana ha una critica generale che esprime rispondendo ad un’intervista su Radiocittà fujiko dichiara che “il piano è dettagliato su cosa fare a favore delle imprese, mentre diventa fumo negli occhi quando si parla di lavoro, di welfare o di sanità. È tutto impostato sulla digitalizzazione della pubblica amministrazione, quando nei mesi scorsi il problema drammatico è che mancavano i posti letto negli ospedali” e poi “non c’è un numero, non c’è un appiglio”. A proposito dei Beni culturali e Turismo a proposito dei musei spiega che il piano chiede di “attirare capitali esteri per dare vita anche a musei privati quando è proprio la privatizzazione di questo comparto che ha prodotto la dismissione, la non manutenzione, l’aumento dei prezzi” [4].

Roberto Ciccarelli apre il suo articolo che riporta le critiche da varie parti sociali e politiche con un attacco alla filosofia che c’è anche dietro la parte relativa alla scuola e alla ricerca: “Invece di rimettere in discussione il decennale sistema della valutazione che ha aggravato le diseguaglianze e le sperequazioni territoriali tra gli atenei e le scuole, il piano perfeziona sia la «riforma» Gelmini che la «Buona scuola» di Renzi. Nel pieno del movimento «Priorità alla scuola» che chiede la riapertura e un ripensamento della scuola entro settembre si torna invece a parlare la lingua definita da Paulo Freire «pedagogia bancaria» dei crediti e dei debiti, quella delle teorie del “capitale umano” al posto dei saperi e delle conoscenze critiche e contestuali. È un tuffo nel passato della scuola delle «tre I» di berlusconiana memoria: «internet, inglese, impresa»” [5].
Ciro Ardiglione

[1] https://static.gedidigital.it/repubblica/pdf/2020/cronaca/schede-lavoro.pdf
[2] “Piano Colao, Cottarelli: «Perplesso dalla proposta del condono fiscale. Premio a evasori, capitali rientrati oggi escono domani»”, https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/06/10/piano-colao-cottarelli-perplesso-dalla-proposta-del-condono-fiscale-premio-a-evasori-capitali-rientrati-oggi-escono-domani/4744249/, 10 giugno 2020
[3] Giulio Marcon, “Colao: un piano deludente per il post-epidemia”, https://sbilanciamoci.info/colao-un-piano-deludente-per-il-post-epidemia/, 9 Giugno 2020
[4] Alessandro Canella, “Piano Colao, il compitino sciatto e padronale della task force”, https://www.radiocittafujiko.it/piano-colao-il-compitino-sciatto-e-padronale-della-task-force/, 9 giugno 2020
[5] Roberto Ciccarelli, “«Piano Colao», le ricette liberiste portano allo scontro su scuola, università, impresa”, https://ilmanifesto.it/piano-colao-le-ricette-liberiste-portano-allo-scontro-su-scuola-universita-impresa/, 9 giugno 2020

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condivi l'articolo.
Condivi la cultura.
Grazie

Temi relativi all’articolo: