Picnic at Hanging Rock: dal sovrannaturale al giallo

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Nuova serie tv in arrivo, ma niente di particolarmente originale. Si tratta di una rivisitazione molto patinata della storia delle allieve e della loro insegnante, sparite durante un “Picninc a Hanging Rock”, che nel 1967 l’australiana Joan Lindsay aveva raccontato nel suo primo romanzo e che nel 1975 l’altrettanto australiano Peter Weir aveva adattato per il cinema.

Che non ci si aspetti le atmosfere rarefatte o la fotografia così straordinariamente accecata dalla luce o dall’opulenza della natura; che non si cerchino tracce del misticismo simbolico del film che se da una parte affievoliva l’aura di mistero dovuta alla sparizione, dall’altra ampliava lo spazio e il senso di fugacità dell’esistenza di fronte alla potenza della natura, punto importante anche nel romanzo.

Hanging Rock, area sacra in cui il soprannaturale è elemento fondante del luogo, tanto che gli aborigeni si rifiutano di scalarne le pendici, nella serie televisiva perde la sua rilevanza. A conti fatti la scelta pare obbligata, perché raccontare in 6 puntate di 50 minuti ciascuna la storia pur gravida di elementi trascendenti o divini, di una montagna “magica” che inghiottisce 3 ragazze, appare più come un’estenuante maratona visiva che un piacevole momento di svago prima di affrontare il sonno notturno.

I produttori di Amazon Studios e delle australiane Fremantle Media Australia e Screen Australia, hanno quindi ritenuto imprescindibile rileggere la storia attraverso una visione in stile XXI secolo: ed ecco quindi la trasformazione da mistero ai limiti del soprannaturale a un più abbordabile giallo poliziesco con accenti vagamente occulti; effetti speciali se non francamente “speciosi”; e una radicale trasformazione del ruolo dei personaggi che, se nel film come nel romanzo erano funzionali all’evento della sparizione, che a sua volta disvelava il messaggio più profondo della forza sotterranea ed oscura della natura, nella revisione televisiva diventano gli unici protagonisti.

Personaggi pieni di segreti, ed eventualmente nefandi, ai fini del nutrimento di una sceneggiatura decisa, sin dalle prime immagini, a guardare unicamente al mistery: in questo modo il banale sogno di Mrs Appleyard – una gita in barca con il defunto marito resa angosciosa dalla sua inattitudine all’acqua – si trasforma in un incubo di vittoriana memoria in cui la direttrice del collegio interpretata dalla credibilissima Nathalie Dormer, si ritrova semi-nuda davanti ad un consesso giudicante di cittadini malevoli e vestitissimi; il gentile e biondo saluto con la mano di Miranda alla sua insegnante francese prima di avventurarsi nella foresta, diviene una insolente e del tutto oziosa linguaccia; lo stormo di pappagalli che vola via spaventato dal rumore del cancello di legno aperto per accedere alla zona del picnic, si tramuta in un paio di cavalieri in stile cowboy che passano minacciosi accanto alla convoglio delle ragazze. Per proseguire con tutte le microstorie, ahimé spesso assai pietose, create per ognuna delle protagoniste.

Il risultato è un prodotto molto elaborato esteticamente e all’inizio anche piuttosto piacevole da guardare, sempre che ci si astenga dalle aspettative create da letture o visioni precedenti; ma già dal secondo episodio tutto quell’estetismo ed effettismo rischia di sfinire il Giobbe più paziente. L’elemento mistico-trascendente si trasforma in qualche minaccioso brusio naturale o vibrato terracqueo; la regia invece si dispone in una pletora di costumi particolarmente ricercati, dialoghi piuttosto artefatti e scene talmente sofisticate da voler sembrare dei quadri. Per finire con un esagerato uso del ralenti: ipertrofico omaggio, forse, all’eterea ma ben più suggestiva estetica del suo precedente cinematografico.
V.Ch

in onda su Sky Atlantic
genere: drammatico, giallo
Picnic at Hanging Rock
dal romanzo di Joan Lindsay
paese: Australia – 2018
puntate: 6 da 60′

regia: Michael Rymer, Larysa Kondracki, Amanda Brotchie
sceneggiatura: Beatrix Christian, Alice Addison
montaggio: Geoff Hitchins, Anne Carter
musiche: Cezary Skubiszewski
interpreti e personaggi
Natalie Dormer: Hester Appleyard
Lily Sullivan: Miranda Reid
Lola Bessis: Dianne de Poitiers
Harrison Gilbertson: Michael Fitzhubert
Samara Weaving: Irma Leopold
Madeleine Madden: Marion Quade
Inez Curro: Sara Waybourne
Ruby Rees: Edith Horton
Yael Stone: Dora Lumley
Philip Quast: Arthur Appleyard

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