Pietro Santucci, guida di montagna in Abruzzo

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Forma perfetta, sguardo ed occhi che diffondono la saggezza di chi ha esperienze che vanno oltre il mezzo secolo di vita impiegato per lo più a promuovere la Natura della sua terra in Abruzzo.

Pietro Santucci
Foto Gabriele Boh Vallera

Pietro Santucci è iscritto al Collegio delle Guide di montagna in Abruzzo e lo abbiamo incontrato, insieme all’amico Gabriele, con l’intento di essere accompagnati in una escursione adatta alla sostenibilità attuale della nostra forma fisica. È noto soprattutto tra gli escursionisti del Parco Nazionale D’Abruzzo Lazio e Molise (PNALM) e dagli ambientalisti attivi sul web per aver catturato e condiviso immagini naturalistiche uniche.

Camino acceso in un bar del suo paese di 300 abitanti, qualche anziano ai pochi tavoli intenti a raccontare, altri impegnati nella partitella a carte pomeridiana. Un quadro che concilia con l’ambiente di questi luoghi dove ancora l’anziano è rispettato ed è sinonimo di esperienza. Un rispetto magari interessato per chi verrà dopo, anche per carpirne i segreti sulla longevità tipica delle popolazioni del Parco ed oggetto di studio attuale. Probabilmente lo sdijuno [1], l’abbondante pasto salato di metà mattina della tradizione abruzzese al quale si attribuisce gran significato connesso, non ne è l’unica ragione ma una delle numerose componenti sane che sono proprie di chi vive il Parco. Questi aspetti, però, saranno meglio trattati in altra circostanza.

In quel bar con una bevanda calda, Pietro ci racconterà tanto delle sue esperienze. Avremmo voluto parlare passeggiando tra quei luoghi affascinanti, ma il tempo uggioso non lo consigliava e forse non ve n’è stato bisogno perché la sintonia con l’interlocutore è immediata.
Alla chiacchierata giungiamo dopo aver visionato i materiali apparsi sulle principali testate giornalistiche, con la Repubblica la più assidua nel pubblicare, dopo foto apparse su National Geografic, interviste Rai, video su You tube.
Ci colpisce la sua affermazione di “non essere un fotografo”, ma una guida. Ne prendiamo atto senza però che si allontani da noi l’idea che ogni sua foto o filmato trasmettono emozioni ottenute sicuramente attraverso attese competenti, conoscenza dei luoghi, delle condizioni di luce, del meteo più giusto.
Pietro ci dice che il tutto nasce dalla passione e da una sorta di imprinting che la natura di Civitella Alfedena ha voluto trasferirgli e che lui ha fatto sua. Non vi sono altre spiegazioni altrimenti. Sicuramente hanno influito l’educazione, ricevuta da mamma insegnante e papà impiegato, sull’importanza di una coscienza ambientale adeguata pur non avendo potuto contare su credenziali proprie di chi proviene da attività legate ad esperienze agro-pastorali.

Trekking Monte Rosa. Foto Pietro Santucci

Il suo interesse naturalista nasceva per esigenza propria, del resto inizialmente lo sviluppo turistico e le attività connesse dei luoghi in cui ci troviamo non era ancora manifesto. È dall’esperienza sul campo, dalla considerazione dell’immensa occasione che offre lo spettacolo mutevole della natura, ma sempre possessore di fascino irresistibile, che parte il suo lavoro.
Avverte il bisogno di trasferire ai suoi ospiti quello di cui egli stesso è affascinato. Avverte la necessità di esercitare la passione e le competenze maturate su quei luoghi, ricchi di selvatici e ambienti particolari, per poter svolgere un’attività che, nella bellezza e nella esistenza salubre, possa conferire anche reddito. Fonda quindi inizialmente con alcuni amici, nel 1989, ”La Betulla Gastronomia e Natura” [2] con l’intento di commercializzare prodotti tipici ed abbinare a questo l’attività in un turismo che, dopo un decollo non immediato, è diventato un modello imitato e riproposto. Si trattava di quelle iniziative che combinassero escursioni a degustazioni, eventi musicali e teatrali a workshop per un’offerta culturale sempre più ampia. Il successo è sancito da presenze sempre molto nutrite che, più che dalla diffusione web, ottiene dal passaparola di chi ne ha usufruito la garanzia dell’esito positivo. Altre iniziative come la tre giorni di trekking con i muli tra gli scenari della camosciara, rifugi montani, avvistamenti di fauna e foreste vetuste ma anche l’inaugurazione di un “cammino” su più giorni denominato “La via dei lupi” che ripercorre i luoghi dove è possibile l’avvistamento del predatore (da Tivoli a Civitella Alfedena dopo aver attraversato i Monti Simbruini, La riserva Zompo lo Schioppo).

Uno scatto nel Parco. Foto Pietro Santucci

Tutto questo dinamismo trova ragion d’essere nel piacere che prova nel trasferire a chi ha uguali interessi, ma non vive a contatto con l’ambiente naturale, ma abita in altri luoghi. Da questo parte la gran sintonia che Pietro instaura con i suoi ospiti. Lo si capisce senza necessità di troppe spiegazioni quando manifesta l’orgoglio di aver intessuto relazioni divenute amicizie in modo profondo e duraturo, come capita tra gente di montagna. Un ricordo su tutte quella con  lo scomparso Antonio, inizialmente semplice escursionista, e poi “miglior amico“. Del resto anche una esperienza di guida per una escursione diventa ricca di significati che il tempo non scalfirà ma vorrà solo riproporre in un numero di volte mai sufficiente a saziare. Esempio di come la Natura possa fungere da mediatore della bellezza, quella reale e quella dei sentimenti che inorgogliscono chi ne è fruitore. Bellezza perpetuata dalle immagini che nascono dal binomio con le ottiche, macchina da presa e binocolo (per Pietro, ci precisa, sempre Nikon), quali compagni inscindibili in una attività divenuta di successo. Per lui che arriva da studi da perito elettronico, ma che è guida fin nel midollo e nell’animo, è normale attendersi in ogni escursione la migliore esperienza consentita per quella stagione.

Fotogramma del video “Il lupo il cervo ed il cerbiatto”, 29 Maggio 2015. Pietro Santucci

Aspetteranno i suoi ospiti le cime del monte Meta sempre ricche di selvatici, le zone rigogliose di ramno di cui gli orsi si cibano in estate e garantiscono incontri, le radure che i branchi di cervi hanno eletto ad arene di lotta per le contese sugli harem e le rocce a picco sulle quali i giovani camosci danzano coreografie nei momenti in cui hanno acquisito massima sintonia con le alture in cui sono nati. Non mancano le contemplazioni delle rosse colorazioni autunnali degli aceri e le tonalità tra il gialloverde mutevole delle faggete vetuste di cui è ricchissimo il Parco. Tutti quadri di un “impressionismo en plein air” che offre agli ospiti che lo cercano in continuazione, anche durante la nostra chiacchierata. Non potrebbe essere diversamente dopo che alcuni di loro hanno assistito alla carica simultanea di diverse decine di cervi [3] sul Monte Meta, oppure all’improvvisa caccia di un lupo verso un cerbiatto con la vincente difesa di mamma cerva [4)] oppure del branco di cervi nella neve scesa copiosa su Civitella Alfedena.

Inverno 2012. Foto Pietro Santucci

Mano a mano che la chiacchierata si avvia alla conclusione ci accorgiamo di quanto sia trasparente il privilegio mostrato dall’interlocutore di occuparsi con professionalità della sua passione. Siamo stati al cospetto di chi è innamorato di quello che fa, ne è consapevole ed avverte un ruolo di ambasciatore delle bellezze della sua terra che cerca di trasferire ai suoi interlocutori e che insiste anche su di noi. Sappiamo che l’incantesimo terminerà alla conclusione della chiacchierata per noi o del week end oppure della semplice escursione per i suoi ospiti. Da quel momento si resta in attesa della volta successiva.
Emidio Maria Di Loreto

[1] http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/alimentazione/2019/05/16/ricerca-promuove-lo-sdijuno-il-pranzo-abruzzese-delle-11_ef704abd-d6d0-4104-a09a-dd85c44ce48d.html
[2] La Betulla, Quality Food &Trekking https://www.labetullaonline.com/ pagina facebook “Trekking ed escursioni nel Parco Nazionale d’Abruzzo”.
[3] Video Settembre 2019 Centinaia di cervi sul monte Meta https://www.youtube.com/watch?v=zpnfw_HRGmU
[4] Video Il lupo il cervo ed il cerbiatto; 29 Maggio 2015 https://www.youtube.com/watch?v=G3qjdfgyd5Y

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