Pinda Kida: Alta Moda con gli occhi del sociale

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Call To Love mi ha lasciata incantata. Per poter capire meglio cosa sia accaduto ho avuto il privilegio di rivolgere alcune domande alla protagonista Pinda Kida.

Pinda Kida al lavoro

Buongiorno Pinda, piacere. Sono stata a “Call To love”, domenica scorsa, complimenti c’era una bellissima energia.
Ringrazia, si siede, è elegantissima, slanciata, sorridente e parla un italiano perfetto. Una giovane donna, bellissima.

La moda è una guerra silenziosa per vincere i pregiudizi. Ho vestito ragazze down, ne sono fiera; attraverso i tessuti, la bellezza e la sicurezza, i valori veri che sfilano in passerella, ho vestito tante diversità.
Vladimir Luxuria, per citare qualcuno di conosciuto.
Sono una ragazza del Mali, affetta da sclerosi multipla, e sono bellissima.
Lo dice con un sorriso di sfida e di vitalità. Mi sembra dietro questa affermazione ci sia qualcosa di importante e le chiedo: Cosa intendi per bellissima?
Che non mi manca nulla, lavoro con ciò che è in mio potere. La moda è lo strumento per valorizzare l’essere umano. E’ un abbraccio, una passeggiata di allegria nell’umanità in tutte le sue forme. Chiunque voglia “giocare alla passerella” può farlo. “Call To Love” è un contesto in cui può sfilare la nonna con la nipote di 16 anni, tutti si possono esprimere. Viviamo un tempo e un’epoca in cui ci si dimentica dell’essere umano.

La sfilata di Pinda Kida
Pinda Kida alla Call To lLve

Parli perfettamente l’italiano
Oggi che ho 31 anni è un valore, quando avevo 20 anni e cercavo lavoro, il primo colloquio telefonico era entusiastico e seguiva la convocazione di persona. All’incontro mi sentivo dire “ma sei nera…” “non ho parlato con te, non eri tu al telefono.

Come vivi la tua disabilità a Roma?
Mi sono accorta, improvvisamente, delle barriere architettoniche; prima “non ci facevo caso”. Roma è la mia città, la sua storia millenaria che rende complesso adeguare le strutture di accesso, i servizi, qualcosa credo si possa comunque fare, per i non vedenti, per chi si sposta in carrozzina, per il rispetto di tutte le condizioni. Mia sorella Ami è guida turistica, anche lei ora è diventata attenta… 
Quando mi sono ammalata ho pensato sono donna, sono malata e sono nera: parto da qui. Cosa posso fare? Raccontare la mia malattia, essere testimone che la vita non è finita, è cambiata, ma è sempre vita, degna. Presento il libro “Una farfalla di nome Pinda” a mia cura e della fotografa Adriana Miani, nelle scuole, nei circoli letterari, così posso condividere l’esperienza di convivere con questa condizione. Da portatrice di sclerosi multipla ho delle responsabilità: creare la cultura della speranza e della conoscenza della malattia, di come si può vivere.

Alla Call To Love: al centro Pinda Kida

Pinda è volontaria dell’AISM, Associazione Italiana Sclerosi Multipla, ha contatti con moltissime persone, molti giovani che le scrivono, soprattutto dai piccoli centri, per chiederle “la sclerosi si attacca con un bacio?”.
Ecco, aggiunge, ti rendi conto? Pensano sia una malattia “pervertita”. Riesco comunque a tenerla a bada, e ho deciso che non berrò mai più un caffè in piedi. Corriamo tutti per andare chissà dove… Quando sono costretta a rimanere 5, 6 ore a letto per le cure, mi dedico a disegnare, a immaginare i modelli, le maniche, il collo, i colori, la stoffa che sceglierò, a lavorare con la bellezza. Le mie creazioni non sono abiti, sono pezzi unici, sono una storia raccontata. Questo mi ispira.
La parte divertente della malattia è stato il comportamento della mia famiglia: mia fratello piccolo tolse la Sim al telefono perché non voleva sapere quando sarei morta. In ospedale avevo con me le trousse, mi truccavo e sfilavo. Mi sentivo una “star”, anche per come mi trattava e mi rispettava il personale medico del Sant’Andrea. Mia sorella Amila “Chef” mi portava i piatti gourmet. 7 fratelli, vicini a me, ognuno a suo modo. Un esercito di affetto.
Alla domanda dei miei fratelli “Perché ti sei ammalata tu?” La mia risposta è stata “Perché sono la più forte”.

Pinda Kida è la quarta di sette figli. Come i chakra, il quarto è al centro, è il chakra del cuore.
Pinda è spiazzante, ha deciso di vivere, e di mettersi al servizio dell’arte della bellezza. Ha deciso di vestire la natura umana in tutte le sue forme.
Questa è la cura.

Stefania Ratini

Pinda Kida sarà al
World Fashion
sfilata collettiva di stilisti internazionali
26 Gennaio 2020 – ore 18:00
Palazzo Brancaccio – Roma

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