Plastic Man, Don’t Look At The Moon. Un esordio carico di garage, punk, psych e pop

history 2 minuti di lettura

Dodici brani brevi e veloci come si addice allo stile della musica composta dal trio. Un esordio riuscito e la cui creatività nel miscelare la tradizione degli anni Sessanta/Settanta e la modernità del garage e di certe sonorità rock d’oltre Manica possono dare lustro al futuro dei Plastic Man. La band fiorentina nasce nel 2012 e dopo un Ep e una lunga serie di concerti, compresa una tournée in Francia, il 9 marzo ha pubblicato Don’t Look At The Moon con l’etichetta Black Candy. Raffaele Lampronti (chitarra, voce), Diletta Casanova (basso), e Leonardo Innocenti (percussioni) che ha recentemente ha preso il posto di Fabio Ricciolo (Go!Zilla) ne sono i componenti.

L’elemento più significativo della loro musica è sicuramente la psichedelia con un nume tutelare a sovrintendere: Syd Barrett. Quell’ombra campeggia bellamente nel brano Needle Point dove chitarra e basso sono rette da una voluminosa batteria, sempre in primissimo piano, a dettare il ritmo anche nelle sue deviazioni. Echi simili li ritroviamo nella successiva e più lineare  Paroxetine. Get up and go.
Uno capitoli migliori arriva con Rolling Machine dove le note psichedeliche sposano il punk, chitarre snervanti e batteria a pestare senza interruzione per le ballate disarticolate sotto il palco dei loro concerti. Il mondo sonoro muta con il festante rock di Tom’s Tree che si forma intorno a struttura melodiche, ma senza allentarne le cadenze di basso batteria e chitarra. La provenineza della Casanova da una formazione punk non è un caso e si fa notare.
Alla modernità appartiene l’iniziale North Polar Land dove un’accattivante basso e una possente batteria aprono il brano e alle successive distorsioni per sostenerne i ritornelli. L’accoppiata batteria basso non è da meno in Sun Is Going Mad, un altro passaggio che coagula effetti acidi a battute sonore da rock britannico dei nostri tempi.  Esempi di quella commistione tra vintage e  spartiti di queste ultime annate, tra beat, psichedelia, pop, garage, punk e rock.
Non vi curate di noi e ascoltate.
Ciro Ardiglione

genere: rock
Plastic Man
Don’t Look At The Moon
etichetta: Black Candy
data di pubblicazione: 9 marzo 2015
brani: 12
durata: 30:40
cd: singolo

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condivi l'articolo.
Condivi la cultura.
Grazie

Temi relativi all’articolo: