Plastica monouso: il Parlamento europeo al voto.

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Il Parlamento europeo, domani 24 ottobre, voterà in plenaria la relazione della Commissione Europea sulla nuova direttiva relativa alla plastica monouso affinché l’”era della plastica”, come la definisce il relatore stesso, faccia meno danni di quanti non ne stia facendo all’ambiente e all’umanità.Nel documento “Motivazione” della Commissione se ne possono leggere testualmente le azioni da porre in essere suggerite dalla Commissione stessa:

  • vietare a livello dell’Unione i prodotti di plastica monouso, quando esistono alternative. I prodotti interessati sono nove: le posate (forchette, coltelli, cucchiai, bacchette) e i piatti, i bastoncini cotonati, le cannucce, i mescolatori per bevande e le aste dei palloncini (articolo 5);
  • lasciare agli Stati membri la scelta degli strumenti per ridurre significativamente il consumo di prodotti di plastica monouso per i quali è in corso lo sviluppo di alternative: contenitori per alimenti e tazze per bevande (articolo 4). La validità di questo approccio è stata dimostrata dal divieto programmato delle borse di plastica in materiale leggero con un spessore pari o inferiore a 50 micron;
  • provvedere a che entro il 2025 almeno il 90 % delle bottiglie per bevande sia avviato alla raccolta differenziata (articolo 9);
  • estendere il regime di responsabilità del produttore (articolo 8) a tutte le categorie di prodotti che rientrano nell’ambito di applicazione, ad esclusione degli assorbenti e dei tamponi igienici e degli applicatori per tamponi. La responsabilità estesa coprirà i costi della raccolta, della rimozione dei rifiuti e delle misure di sensibilizzazione del pubblico (articolo 10);
  • prevedere requisiti di marcatura/etichettatura per tre categorie di prodotti: assorbenti e tamponi igienici, salviette umidificate e palloncini (articolo 7).

Inoltre, si legge ancora che «la Commissione stima che la direttiva tornerà a vantaggio sia dell’ambiente che dell’economia. Essa consentirebbe di evitare danni all’ambiente per 22 miliardi di EUR di qui al 2030 e permetterebbe ai consumatori di risparmiare sino a 6,5 miliardi di EUR(6), con un costo di adeguamento per i produttori valutato in 3,2 miliardi di EUR. Solo lo scenario minimalista (opzione 2a), che si limiterebbe ad azioni volontarie da parte dell’industria e a campagne d’informazione, farebbe perdere posti di lavoro. Viceversa, con gli altri scenari previsti, più favorevoli all’innovazione, potrebbero essere creati dai 30.000 ai 50.000 posti di lavoro» [1].

Ai Parlamenti nazionali spetterà il compito di ridurre, è solo una richiesta, entro il 2025, il consumo di altri articoli monouso di cui non si hanno soluzioni alternative concrete come le confezioni per dolci, frutta e verdura, gelati, hamburger e sandwich. Sempre i singoli paesi avranno il compito di garantire, entro il 2030, la raccolta di almeno il 50% degli attrezzi da pesca persi o abbandonati contenenti plastica.

Il voto non sarà così sicuro perché la lobby della plastica non starà a guardare, come dimostra la lettera – che Il Fatto Quotidiano ha potuto visionare – indirizzata ai ministri europei dai «vertici delle multinazionali Coca-Cola, Danone, Nestlé e PepsiCo chiedendo un dietrofront sulla misura relativa ai tappi delle bottiglie di plastica [..]. Una norma vincolante e obbligatoria che, se approvata, prevedrà l’addio alle bottiglie così come le acquistiamo oggi, con il tappo separato e staccabile. Dovrà invece essere attaccato al contenitore in plastica» [2].

I dati che Greenpeace Italia ha raccolto in sette spiagge italiane mostrano come circa l’80 percento della plastica trovata è riconducibile a marchi come Ferrero, Nestlé, Haribo, Unilever, Coca Cola, San Benedetto.
La direzione giusta è quella di non pensare al riciclo, ma alla riduzione drastica della produzione e del consumo della plastica.

Tornando alla Relazione, per comprenderne la sua forza cogente dovremo aspettare la sua approvazione definitiva, dopo il 24 ottobre il testo tornerà per un ulteriore esame alla Commissione europea e poi al Consiglio, per vedere quali sanzioni e responsabilità civili e penali verranno decise sia a livello europeo che di singoli Stati.

Pasquale Esposito

[1] http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+REPORT+A8-2018-0317+0+DOC+XML+V0//IT#title2
[2] Luisiana Gaita, “Plastica, le multinazionali contro il tappo attaccato alle bottiglie: lettera ai ministri Ue da Coca-Cola, Danone, Nestlé e Pepsi”, https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/10/19/plastica-le-multinazionali-contro-il-tappo-attaccato-alle-bottiglie-lettera-ai-ministri-ue-da-coca-cola-danone-nestle-e-pepsi/4705331/, 19 ottobre 2018

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