Polonia. I giovani e un casting elettorale mettono a rischio la rielezione del premier Tusk

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Dopo mesi  di indiscussa leadership nei sondaggi l’attuale premier polacco Donald Tusk sta vedendo vacillare le sue certezze per le elezioni parlamentari del 9 ottobre prossimo. Nell’aprile scorso la Piattaforma civica (PO) – il partito di presidente Tusk – era già sceso dal 43% di marzo al 39%, mentre quello del suo avversario diretto Jaroslaw Kaczyinski ragiungeva il 27% salendo dal 24% di marzo [1].
Il sondaggio fatto dall’ Istituto Polacco Homo Homoni in questi giorni ha ulteriormente assottigliato il margine tra i due principali partiti, infatti le intenzioni di voto danno al 33,1% Piattaforma civica e al 28,1% Legge e Giustizia (PiS). Considerando la tradizionale bassa affluenza e una percentuale a doppia cifra di indecisi si capisce come sia tutto più fluido.
Le condizioni per una vittoria sembravano esserci. La Polonia ha visto una crescita economica anche in questi anni di crisi: il PIL è salito dell’11% tra il 2007 e il 2010. L’anno passato la crescita del 3,8% e nel 2009, unico caso in Europa, l’aumento è stato dell’1,8%. Tra le ragioni il miglioramento delle infrastrutture e del mercato del lavoro che hanno accresciuto la competitività e lo sfruttamento degli stanziamenti UE per la Polonia che ammontano a 81,2 miliardi di euro per il periodo 2007-2013. Polonia e Turchia sono i paesi individuati dal FMI come i principali Paesi europei per capacità di attrazione degli investimenti esteri. E le previsioni per il 2011 restano ancora positive.
Varsavia ha accresciuto il suo prestigio a livello internazionale con l’abbandono dell’euroscetticismo (condito dall’appiattimento sulle posizioni di Gerge Bush) dei gemelli Kaczyinski con l’arrivo alla presidenza del Parlamento europeo del polacco Jerzy Buzek e con il semestre alla presidenza dell’Unione europea.
Il premier Tusk per la sua rielezione punta sulla continuità di una crescita economica i cui capisaldi restano la conoscenza e l’innovazione e punta a consolidare e favorire, ancor di più, l’apertura di Varsavia all’Europa anche se, in questo momento storico, i sentimenti sono altri in più parti del vecchio continente e che quindi potrebbe rilevarsi deleteria per il premier.
Il voto dei giovani, fondamentale per la vittoria del 2007, potrebbe determinare la sconfitta del PO. Nelle campagne il PiS avanza grazie ad una strategia elettorale come partito contro le istituzioni che hanno lasciato quei giovani senza lavoro (la disoccupazione in Polonia è ancora del 13% circa). In città il partito che sembra spopolare, in questo ultimi tempi, e che potrebbe creare problemi per la formazione della coalizione di governo  è il Movimento di Palikot (RP) accreditato di un 7%. Il suo leader Janusz Palikot con lo slogan “Polonia moderna” affascina i giovani con posizioni anti-clericali e anti-conservatrici, <<include la liberalizzazione delle droghe leggere, meno restrizioni all’aborto e la fine dell’educazione cattolica nelle scuole pubbliche: tutti temi su cui PO arranca, frenato dalle radici cattolico-laburiste di Solidarnosc e dall’ancoraggio nel PPE europeo, oltre che dalla sua base elettorale sempre più anziana>> [2].

Polovia. Varsavia, Istituto della cultura. 2011. Foto Pier Francesco Orsi

Tra le ultime novità che stanno impensierendo il premier c’è anche la recente e riuscita campagna pubblicitaria di Jaroslaw Kaczyinski che oltre a favorire candidate giovani le ha scelte anche molto belle. Sette attraenti giovani donne una per ogni circoscrizione elettorale che appaiono tutte insieme nelle pubblicità. Tra loro anche Sylwia Lugowska, diventata per la somiglianza all’attrice “l’Angelina Jolie del PiS”, ha spiegato che <<abbiamo semplicemente voluto rompere il vecchio stereotipo secondo cui attorno a Jaroslaw Kaczynski girano solo vecchi funzionari>> [3].
Alle elezioni parlamentari del 9 ottobre (sistema proporzionale con sbarramento al 5%) si presentano altri partiti e tra questi quelli che potrebbero superare la soglia troviamo la formazione di centro, con base elettorale principalmente nelle campagne, Partito popolare (PSL) che potrebbe appoggiare sia il PO che il PiS  nella formazione del governo. Poi troviamo l’Alleanza democratica di sinistra (SLD), nata dall’ex partito comunista dei lavoratori (POUP), capeggiata da Grzegorz Napieralski e accreditata di un 8%. Vorrebbero un idee ed energia nuove per una “vita migliore” partendo dall’aumento del salario minimo.
Pasquale Esposito

[1] i dati sono indicati in Carla Tonini, “La Polonia alla prova dell’Europa”, east, giugno 2011, pag. 46
[2] Davide Denti, “ELEZIONI POLONIA /1: Tusk verso la vittoria, ma attenti a Palikot”, Eastjournal.net, 3 ottobre 2011
[3] n-ost, “Kaczynski, da scapolo a playboy: basterà per vincere le elezioni?”, www.cafbabel.it, 5 ottobre 2011. Traduzione: ilaria barazzuol

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