Polonia: vietato abortire anche se il feto ha gravi malformazioni

Polonia Varsavia
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Che la Polonia fosse governato da una destra che fa a pezzi i diritti non era una novità dell’altro ieri, ma questa nuova decisione sull’aborto supera i limiti della decenza anche perché svela l’arretratezza del quadro normativo polacco. Lo possiamo capire dalle parole, riprese dal Corriere, della presidente della Corte costituzionale, Julia Przylebska che ha spiegato l’incompatibilità della norma dell’aborto anche in caso di gravi malformazioni del feto con quella che tutela «il diritto alla vita». A questo punto l’aborto resta possibile solo nei casi, e sono un’esigua minoranza, di pericolo per la salute e la vita della madre, stupro o incesto. Di fatto non esiste una il diritto all’autodeterminazione della donna. Lo stesso Corriere ricorda che «la Polonia ha anche sequestrato ovuli ed embrioni delle donne non sposate che si erano rivolte alle sue cliniche per la fertilità, dopo aver vietato loro l’accesso alla fecondazione medicalmente assistita». Siamo in piena violazione dei diritti umani.

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