Pop elettronico, hip hop e femminismo. Dalla Svezia il trio femminile OLD.

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Constance, Nina e Johanna non moriranno giovani perché portano con sé leggiadria e leggerezza e le loro voci portano armonia. Con il nome OLD  hanno appena pubblicato Old Ladies Die Young un EP composto di quattro brani per un “divertente progetto di pop elettronico“, con momenti trap quando si innervano tracce di hip hop. Un progetto che “unisce femminismo, arte e melodie“.
Le abbiamo raggiunte via mail per farci raccontare della loro musica dei testi e del processo creativo alla base delle loro partiture.

All’ascolto dei quattro brani l’elemento di raccordo mi sembra essere principalmente la melodia che li attraversa. Che ne pensate di questa interpretazione? E l’uso dei cori va in questa direzione o rappresenta “semplicemente” la vostra cifra stilistica?
Mentre scriviamo le nostre canzoni creiamo una bolla, o un universo se preferisci, dove ci autorizziamo a dire di sì più o meno a tutto. Diamo sempre un benvenuto, piuttosto che un rifiuto. Le nostre canzoni sono state finora piuttosto eclettiche. Ad eccezione  del fatto che, come dici tu, ci piace cantare in armonia e sembriamo preferire le melodie forti. Probabilmente è così che funziona il nostro cervello.

Un altro elemento che mi sembra cogliere è quello di certi rimandi spaziali e temporali, da quelli settecenteschi di In Utero a quelli dell’estremo oriente che si può ascoltare in qualche momento di Sandy Dentures. A cosa è dovuta la vostra scelta?
Riguardo a In Utero, abbiamo voluto che alcune parti (sticket, vet  inte vad det heter på eng) avessero un suono di tipo medievale, con una combinazione di voci e arpa, perché volevamo rendere la canzone senza tempo, creare una sensazione di esistenzialismo visto che il testo riguarda la vita e la morte, un’esperienza che vive chiunque e in qualsiasi epoca.

Veniamo ai testi. Il femminismo ha un ruolo nelle vostre composizioni. Potreste spiegarne il motivo? L’impegno fa parte del valore sociale che le canzoni dovrebbero avere?
Il femminismo ha chiaramente un ruolo nella vita di tutte noi: probabilmente  è per questo motivo che ha anche un ruolo nella nostra musica. È una grande opportunità quella di far ascoltare la propria voce ma è anche una grande responsabilità.  L’impegno ha certamente la sua importanza, anche se non abbiamo mai discusso di quanto sia realmente importante per le nostre canzoni.  I testi si sono più o meno creati dalle discussioni tra noi e poi, andando avanti, ci rendiamo conto del loro messaggio. La canzone sulla dentiera di Sandy  per esempio, è stata scritta dopo una conversazione casuale su facebook su una persona immaginaria costretta ad avere una dentiera invece dei suoi denti veri, che non ha mai capito cosa non andava nei suoi denti veri perchè nessuno glielo ha detto.

Sono sempre interessato al processo creativo dei brani. Prima  la musica e poi i testi o viceversa? Ci sono ruoli ben precisi tra di voi? Il “ruolo” delle studio di registrazione?
Partiamo sempre con una idea lirica. Parliamo molto tra noi creando scenari  partendo da“e se succedesse così”, basati su  qualcosa che è realmente accaduto alla fine di una festa o andando al supermercato. Abbiamo iniziato ad ascoltare le nostre conversazioni come se potessero sempre darci idee per delle canzoni: così come per le discussioni su facebook, email o come già detto, parlando l’una con l’altra. Questo è normalmente il modo in cui ci ispiriamo e che poi inseriamo in un ritornello. Anche un sogno personale può essere fonte di ispirazione per scrivere o registrare qualcosa. Probabilmente abbiamo almeno un’idea per una canzone ogni volta che usciamo di casa. Possiamo effettivamente avere dei ruoli definiti di “chi fa cosa”, ma non per la parte che consideriamo la più importante, ovvero la scrittura. Per questa parte dobbiamo solo divertirci o piangere, cercare di individuare ciò che è significativo per la nostra vita quotidiana.

Per chiudere vorrei sapere quando nascete e in che circostanze. L’indirizzo musicale era già chiara dalla fondazione o sono intervenuti altri fattori che l’hanno fatto evolvere? Le madri della vostra musica ne avete e se si, chi sono? La vostra vita quotidiana oltre la musica da cosa è composta?
Quando ci siamo incontrate eravamo annoiate. Sicuramente non avevamo alcuna musica in mente; in realtà non eravamo neppure sicure di voler fare musica: tutto è iniziato come una società segreta, nella soffitta dello Studio Möllan, dove poi abbiamo finito per fare le nostre registrazioni. Siamo influenzate dalla stazione radio “Lugna Favoriter” (una stazione di musica rLove e Relax) di Stoccolma, e ci piacciono le opere di Marta Wainwrights. Nel nostro quotidiano raccogliamo conoscenza e coraggio e poi lasciamo uscire tutto fuori per creare una bella storia. Tanto per riassumere.

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