Poveri insegnanti

scuola lavagna
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È notizia di oggi.
L’ONU dichiara che il Decreto sicurezza bis viola i diritti umani, e invita il governo italiano a ritirare le direttive di Salvini contro la Mare Jonio, e di bloccare il provvedimento che multa le ONG.

Contemporaneamente un’insegnante di Palermo, Rosa Maria Dell’Aria viene sospesa per quindici giorni dall’insegnamento con stipendio dimezzato.
L’accusa: omessa vigilanza. Colpevole secondo gli uffici regionali di aver lasciato che i suoi alunni esprimessero con una presentazione Powerpoint i medesimi concetti espressi dall’ONU.

Poveri insegnanti.
I quindici giorni passeranno. Rosa Maria tornerà in classe. Il rumore sul suo caso si affievolirà fino a spegnersi. Ma la cicatrice rimarrà. Rimarrà per ogni insegnante che entrerà in classe.
Rimarranno domande inevase:
Il pensiero, in quanto pensiero, ed espressione di una coscienza critica, è sempre lecito? Ci sono pensieri più leciti di altri? Ci sono pensieri che non debbono essere pensati, e se affiorano devono essere ricacciati indietro? Se questi pensieri affiorano, io come insegnante devo far sì che i miei alunni li ricaccino indietro? Pena la gogna mediatica, il licenziamento?

Poveri insegnanti.
A che cosa sono stati ridotti dalla classe politica tutta. Tutta perché quello di Palermo è solo l’ultimo atto di una politica di discredito che continua a togliere risorse ala scuola.

Poveri insegnanti.
Svolgono la loro professione in classi fatiscenti, soggette a crolli e intemperie.
Minacciati e picchiati dai genitori se osano riprendere i loro pargoli. Minacciati dallo Stato se svolgono il loro lavoro di far maturare le coscienze.

Poveri insegnanti.
Sottopagati. Spesso unica e ultima presenza dello Stato in territori dove lo Stato non c’é.
Poveri insegnanti

Gianfranco Falcone

https://www.disaccordi.it/

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