Povertà e le disuguaglianze sono una scelta di classe

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Uno dei nodi da sciogliere in Italia e nel mondo e nelle relazioni tra gli stati è quello della giustizia sociale ed economica. Le eccessive disuguaglianze generano conflitti interni ed esterni oltre a provocare dolori profondi. Ma le classi dominanti vanno per la loro strada da decenni a questa parte continuando a rapinare ricchezze.

L’ultimo Rapporto della ONG OxfamBene pubblico o ricchezza privata?“, dimostra che i 3,8 miliardi di individui più poveri al mondo hanno visto perdere 11% dei loro averi, mentre i 1.900 miliardari della lista Forbes del 2017 hanno accresciuto la loro ricchezza dell’1,2%. In cima alla lista c’è il capo di Amazon, Jeff Bezos che a metà marzo possedeva un patrimonio di 112 miliardi di dollari.
Ricordiamo sempre che 3,4 miliardi di persone sulla Terra vivono ancora con meno di 5,50 dollari al giorno. E ricordiamo pure 10 mila persone al giorno muoiono per il costo delle cure troppo elevate. –

La diseguaglianza nella ricchezza è anche di genere perché gli uomini posseggono il 50% in più delle donne. È stato calcolato da Oxfam che il lavoro svolto dalle donne nel mondo, nella cura della famiglia e che non viene retribuito, se venisse dato in appalto svilupperebbe un fatturato pari 43 volte quello della multinazionale del web Apple.

Non è che in Italia le cose vanno molto diversamente: il 5% più ricco ha lo stesso patrimonio del 90% più povero. Sempre da noi il 5% dei più ricchi detiene la stessa quota di ricchezza posseduta dal 90% degli italiani più poveri.

Una delle cause di queste enormi, quanto incomprensibili, disuguaglianze che sembra diventata sistemica, sono i sistemi fiscali che da tempo avvantaggiano i più ricchi. Senza voler considerare i movimenti di denaro che spariscono nei paradisi fiscali che guarda caso non si riescono a debellare, l’aliquota massima dell’imposta sui redditi è crollata, nei paesi ricchi, dal 62% nel 1970 al 38% nel 2013. Un meccanismo simile a quello degli individui funziona anche per le aziende per cui le 90 più grandi corporation, dal 2000, l’aliquota è diminuita dal 34% al 24%.
Se l’1% dei ricchi pagasse lo 0,5% in più di imposte sul patrimonio, si potrebbero mandare a scuola 262 milioni di bambini e salvare la vita a 100 milioni di persone nei prossimi 10 anni”.
E questa è politica di classe. Aggiungiamo noi.
Pasquale Esposito

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