Pozzecco: da coach della Dinamo in finale scudetto

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Le temperature estive tardano a manifestarsi mentre quelle del basket si impennano grazie alla favola della Dinamo Sassari di Pozzecco ed al fallimento di risultati della Armani Milano.

La storia della Dinamo è una di quelle che ti catturano, ed è quel che ci vuole in un movimento in declino di popolarità rispetto alle migliori stagioni. In attesa dei Mondiali di Cina, vi manchiamo da 13 anni, i play off scudetto, la notizia del permanere della pallacanestro a Torino e le 22 vittorie tutte di fila di Gianmarco Pozzecco le eleggiamo a buon auspicio.
Per la verità ci auguriamo anche che da questi segni ne scaturiscano altri che sconvolgano le credenze ormai dilaganti sugli stranieri migliori dei nostri ragazzi. A tal proposito Pianigiani che lascia a zero punti e zero responsabilità il povero Simone Fontecchio nei play off scudetto è proprio emblematica indicazione.
Di contro il neoallenatore di successo, The Original Pozz, valorizza i suoi Achille PolonaraStefano Gentile, quello erroneamente considerato con meno caratura dei due figli di Nando, e Marco Spissu su tutti. Cambia i connotati alla Polisportiva Dinamo a lui affidata in corso d’opera. Si badi bene, non utilizza i tre citati per riempire i tabellini, trova soluzioni vincenti che hanno la simultanea presenza dei tre sul parquet. Ne responsabilizza il ruolo affidando al play sassarese la conduzione del gioco quando nel IV quarto si è nella condizione di incidere sul match; ottiene ora da Stefano Gentile, ora da Achille Polonara (Pupazzo 33), prestazioni che significano vincere in Europa e giocare per lo scudetto. Inoltre il play sassarese, che alle superiori inanellava note di biasimo dalla sua insegnante di italiano, era con la testa solo sul basket, adesso può contare del tifo della stessa insegnante in tribuna.

Il presidente Stefano Sardara, evidentemente dalle visioni lungimiranti, aveva eradicato, a Febbraio, Pozzecco dalla “noia” di Formentera per calarlo nelle tensioni, a lui più congeniali, delle palestre dedicate al basket. Questa volta il folletto del parquet di un tempo, fortificatosi anche alle prime esperienze da capo allenatore tra Varese e Capo D’orlando passando per la sponda Fortitudo Bologna, lascia soavemente volare in finale la Dinamo Sassari dopo aver anche regolato la prima in classifica per roster, bilancio e caratura dei personaggi.

Andiamo oltre. Troviamo Torino che non perde la pallacanestro grazie al passaggio del titolo di Cagliari, altra società di Stefano Sardara. Se poi in questo caso si decidesse di affidare all’esperienza e al talento di Peppe Poeta la guida del gioco, in A2 si partirà con un diverso accredito per il campionato.

L’Armani Milano avviata finalmente verso una rifondazione dopo i suoi risultati imbarazzanti: triplete negativo tra Eurolega, Coppa Italia e Scudetto 2019. Quasi non bastasse lo spettro del doping nell’ultim’ora [1] che ipotizza Christian Burns, ala dell’Olimpia e della nazionale, positivo ad un metabolita dell’anabolizzante Clostebol dopo la gara del 12 Maggio contro Trieste. Inoltre il suo blasonato allenatore Pianigiani, con ancora un anno di contratto, maldestramente “giustifica” gli insuccessi appellandosi agli infortuni. L’Armani, in verità, ha sempre contato sui bilanci più corposi, sui giovani talenti Italiani non valorizzati, anzi consumati, e su panchine chilometriche e di qualità superiore a quella dei quintetti titolari delle altre squadre.

In un momento difficile per il movimento, come pure per il Paese, troviamo che, nei playoff appena iniziati, il sindaco di Brescia espone pubblicamente il dito medio al giocatore senegalese di Cremona. Ottiene per questo con le evidenti azioni di biasimo generale, di togliere alla squadra della sua città tutta l’attenzione guadagnata per il basket apprezzabile che da tempo sta esibendo.

La parte piacevole della medaglia invece propone il rientro di Bullo Bulleri nel basket di serie A con un ruolo nello staff tecnico per la Scandone Avellino nella speranza che possa portare quella stessa ventata di entusiasmo che Pozzecco ha garantito nell’isola e nel continente.

Il 3 a 0 con il quale Sassari ha regolato Milano la costringe adesso ad attendere che Cremona e Venezia stabiliscano chi proseguirà per la finale. Era iniziata benissimo per Venezia che espugnava Cremona ma le successive due vittorie di quest’ultima le permettono di avere due match point a disposizione. Il primo dei due lo porta a casa Venezia per cui da questa sera si torna in parità.
La gara è stata però inimmaginabile. Scontata inizialmente con più venti per De Raffaele salito poi anche a 26 con i ragazzi di Meo Sacchetti in preda ad un atteggiamento imbarazzante. Quasi avessero deciso che…. siccome è troppo caldo meglio andare in gara 5. Poi calo fisiologico di Venezia e una inattesa e veemente reazione di Cremona che per due volte torna vicinissima al riaggancio fino all’ultima con il tiro del pareggio sul meno 2 di Drew Crowford che non entra. Termina 78 a 75 per i lagunari e tutto rimandato a gara 5 prevista Venerdì 7 Giugno.

Se passasse la Cremona di Meo Sacchetti per la finale, i romantici del basket vedrebbero concretizzare i loro desideri. Si sfiderebbero la miglior storia della Dinamo del passato con l’entusiasmo ritrovato dall’attuale gruppo affidato a Gianmarco Pozzecco. Due storie di successo diverse ma dai contenuti paralleli entusiasmanti, che hanno visto in questo campionato coach Meo Sacchetti, nel doppio ruolo di guida della nazionale maggiore e di Cremona, conquistare il titolo di miglior coach dell’anno. Chissà se Pozzecco non fosse arrivato tardi con questi risultati a chi sarebbe andata la nomination assegnata a Sacchetti? Indubbiamente il coach nazionale ha il merito anche lui di aver valorizzato i giovani talenti italiani rispetto alle società più blasonate. Ne sono esempi attuali il bravo ragazzo a 360° Giampaolo Ricci, risorsa della Nazionale e laurea prestigiosa in Matematica da conseguire a Bologna, il bolognese Giulio Gazzotti, Michele Ruzzier appartenente a quella classe 1993 degli Abbass e Della Valle che sta proponendo soluzioni molteplici al coach della Nazionale. Oltre ai giovani talenti nazionali alla Vanoli Cremona il merito di aver riproposto un presunto vecchietto come Travis Diener che si è rivelato, come se non avesse mai smesso di essere competitivo, un giocatore senza il quale Cremona non sarebbe dove è adesso, malgrado possa contare su Saunders, Mathiang, Stojanovic e Crawford.

In attesa di sapere chi affronterà la Dinamo in finale, a Sassari si assapora per bene fino in fondo il sentore gradevole della vittoria, con il suo condottiero alla guida di una squadra per la prima volta nei play-off da vincente comunque, dopo aver snaturato la sua nota indole di fenomeno ribelle da giocatore, per trasformarla in sana esuberanza e consapevolezza nei propri mezzi nei giocatori che adesso è chiamato a guidare. Ottiene da loro rispetto vicendevole e complicità che compatta un gruppo che si apprezza totalmente e che riscopre autostima. Il clima esuberante sembra non avere confini. Ogni momento è utile a cementare il gruppo sia nelle sfide da tre da oltre la metà del campo, sia in quelle sicuramente improponibili nelle quali The Original Pozz non si sottrae malgrado debba sfidare il velocista Tortu nei corridoi di un hotel. Sicuramente se la finale dovesse essere vs Cremona, l’abbraccio avvolgente di Gianmarco Pozzecco a Meo Sacchetti ne rappresenterà lo scatto simbolo bene augurante per gli impegni cinesi che ci attendono. Se poi il viso del giovane coach dovesse essere senza barba e conservare negli occhi la luminosità post Armani allora vorrebbe significare che sull’isola…
Emidio Di Loreto

[1] https://www.repubblica.it/sport/basket/2019/06/05/news/basket_olimpia_milano_burns_positivo_ad_un_anabolizzante-228033260/

VENEZIA-CREMONA 78-75
(30-10, 49-31, 60-50)

Venezia: Haynes 10, Stone 3, Bramos 5, Tonut 17, Daye 11, De Nicolao 3, Vidmar 7, Biligha ne, Giuri ne, Mazzola 3, Cerella, Watt 19. Allenatore: De Raffaele.
Cremona: Saunders 10, Sanguinetti 2, Gazzotti, Diener 2, Ricci 11, Ruzzier 14, Mathiang 22, Crawford 2, Aldridge 6, Stojanovic 6. Allenatore: Sacchetti.

Arbitri: Paternicò; Rossi; Baldini.

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