Rugby. Quando old si fa gold

rugby stadio
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Grazie al grande impegno de “i veci” veneti, l’8 maggio scorso si è svolto a Rovigo il “9° Torneo Internazionale old rugby città di Rovigo”. Di per se non sarebbe una notizia degna di cronaca, ma la presenza di 24 squadre non agonistiche, provenienti da diverse regioni d’Italia [1], composte da giocatori over 35 va raccontata.

Non è semplice, se non c’è passione, organizzare partite su tre campi da gioco ed un terzo tempo faraonico che coinvolge oltre 600 atleti. Canuti, ma seriamente affamati di cibo e assetati di divertimento (e di birra). All’interno di un ex zuccherificio, ristrutturato in perfetto stile post industriale, il terzo tempo si è svolto attraverso infiniti brindisi, gavettoni improvvisati, cantate a squarcia gola tra Nomadi e Renato Zero, trenini oba oba, regali eno-gastronomici tra squadre, il tutto rigorosamente livellato da stupefacenti decibel prodotti da alticci commensali.

Insomma, una vera festa. Una celebrazione sacro-profana della liturgia del rugby, che tra il rispetto per la tradizione e la voglia di festeggiare rende accessibile a tutti il divertimento ed il godimento alla conclusione di una partita.

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Rovigo. Stadio Mario Battaglini, maggio 2010.
Foto Federico Bolle

Giovani, adulti, vecchi e bambini. E’ certamente questa l’attuale magia che coinvolge il rugby, al di là dell’atto sportivo puro e semplice di uomini che si trovano a calpestare il terreno per la prima volta o a rivivere emozioni in uno dei templi del rugby italiano. Coniugare gioco e sano coinvolgimento senza rischi per familiari ed amici comincia ad essere un valore enorme sia per chi pratica il rugby sia per coloro che lo frequentano di riflesso.

Alla pratica sportiva si è aggiunta la solidarietà come spesso accade fuori e dentro il campo: una “riffa”, per non dimenticare, con in palio salami ed altre leccornie per aiutare i fratelli del rugby aquilano.

Tra una portata e l’altra grande intermezzo a sorpresa con la presenza dei ragazzi del Rovigo Top Ten che hanno fatto il loro ingresso trionfale, acclamati dal pubblico per i risultati eccellenti nel campionato in corso. In quel momento si comprende quanto si è avanti con l’età, perché finché ci si confronta con i coetanei è un conto, paragonarsi a questi super eroi è tutt’altro. Ma va bene così.

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Rovigo. Stadio Mario Battaglini, maggio 2010.
Foto Federico Bolle

 

A Rovigo nessuno è vincitore formale del torneo, nessuna classifica finale, nessun risultato di partita negli annali. E’ una vittoria di tutti. Un torneo dove le uniche ruvidezze le riserva il campo, nei limiti del regolamento e sotto la stretta sorveglianza di arbitri puntuali e gentili.

Viene da dire che l’oro che luccica nel movimento del rugby old brilla dentro e fuori dal campo di gioco. Se questo benessere si trasmetterà di generazione in generazione sarà un bene per tutti. E speriamo diventi un esempio da imitare.

Zobi La Touche

[1] Squadre partecipanti edizione 2010: Anzio, Brescia, Crema, Civitacastellana, , Prato, Torino, Cecchina, , Roma Villa Pamphili, Genova, Imola, Mirano, Triari Roma, Padova “I Petrarchi”, Vicenza, Firenze, Cecina, Monfalcone, Monza, Pagnacco, Iesi, Rovigo, Cologno Monzese, Verona.

Le Regole del 9° Torneo Internazionale old rugby città di Rovigo – 2010

  1. L’età minima è 35 anni alla data in cui si gioca.
  2. Si applicano le regole normali del rugby con queste eccezioni:• la mischia si effettua senza spinta; la squadra che introduce vince lapalla.• Le partite sono più brevi: La durata viene concordata per ognipartita/torneo.• I giocatori di mischia e di touche restano fermi fino a quando il mediano non ha la palla
    • Le sostituzioni sono sempre possibili ed effettuabili.
    • I capitani sono responsabili del comportamento dei rispettivi giocatori. Il gioco troppo duro non è ammesso o scusato. La salvaguardia delle (vecchie) ossa e essenziale.
    • La palla può essere calciata solo dall’area dei 22 metri però non è ammesso che questa sia stata precedentemente passata da un compagno che si trovava oltre la linea dei 22.
    • Tutta la mischia deve partecipare alla touche.
    • Non si applica la regola dei 20 metri, ovvero l’obbligo di un giocatore di passare la palla quando ha già corso per 20 metri con la palla in mano.
    • I raggruppamenti non possono essere fatti crollare appositamente2 – Il colore dei calzoncini determina l’età dei giocatori.
    I colori sono: bianco = oltre 40 anni; blu = oltre 50 anni; neri = oltre 59 anni; rossi = oltre 64 anni; oro = oltre 69 anni; viola = oltre 70 anni.
  3. I capitani dovranno informare i propri giocatori in merito a modalità particolari di gioco.
    In particolare: Golden Oldies Rugby è giocato in modo non competitivo. I festivals non sono tornei e il punteggio non ha significato. Non vi sono vincitori nel Golden Oldies Rugby e il gioco viene fatto per divertirsi. Per questo motivo i premi vengono dati non tenendo conto delle qualità atletiche dei partecipanti. Lo spirito del gioco è fraternità e divertimento.• Per ciò che concerne i placcaggi ogni giocatore dovrà tenere conto del colore dei calzoncini allo scopo di evitare danni all’avversario. Giocatoricon i calzoncini rossi potranno essere fermati abbracciandoli, con calzoncini oro se ne impedirà l’avanzare facendo muro, con calzoncini viola nessun impedimento dovrà essere fatto al giocatore che avanza con la palla.
    Ogni azione contraria allo spirito del gioco sarà punita. Un secondo fallo di questo tipo sarà punito con l’espulsione.
    L’arbitro dovrà chiedere ai capitani se intendono introdurre norme o cautele particolari.
    Visto che si gioca prevalentemente in primavera è obbligatorio l’uso di scarpe con bulloni di gomma

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