Quel meraviglioso momento mattutino

Roma Appia antica
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Sono a Roma per una serie di interviste. Mi fermerò per qualche giorno.
L’ospitalità di Pasquale e Patrizia è stata calorosa. I rigatoni all’amatriciana da Panella superlativi.
Ho anche conosciuto Teresa, donna colta e accogliente.
Ero e sono fiero di me.
Ho un reportage da fare. La città è accogliente e ho superato le mie paure.
Ho lasciato il ventre caldo, protettivo di Milano e sono in viaggio.
Adesso sono in albergo. Non importa quale. Ha pregi e inconvenienti di molti hotel.
Le suppellettili sono troppo basse e io non riesco a usarle al meglio.
Consapevole delle difficoltà che avrei incontrato ho fatto arrivare alzawater e deambulatore.
Ero orgoglioso della mia inventiva, della previdenza e capacità di progettazione sfoggiate.
Senonché…

Senonché i morsetti dell’alzawater si soni spaccati, per cui adesso è adagiato sulla ceramica della toilette, inservibile e minaccioso.
Immaginate che per dedicarvi a quel meraviglioso momento mattutino, in cui tutti ci sentiamo migliori e ben disposti verso il mondo, dobbiate sedervi su una disco di ceramica appoggiato sulla ceramica lucida e scivolosa della tazza del cesso. Il tutto senza usare le mani e dimenticandovi delle gambe.

Mi sembra la barzelletta di Pierino:
Guarda mamma senza mani.
Guarda mamma senza braccia.
Guarda mamma senza gambe…
Beh sappiamo come è andata a finire la storia.
Povero Pierino.

La situazione a questo punto è persino buffa.
È da quindici giorni che studio per fare delle domande sensate al prossimo intervistato. Per non apparire troppo scemo. Salvo poi, come spesso accade, fargliene di opposte perché le emozioni e i pensieri del momento portano altrove.
Le domande le ho. Ma non ho un alzawater.
Vi assicuro, questo è un problema.

Per cui oggi la mia giornata a Roma sarà dedicata alla ricerca del magico oggetto del desiderio.
Non si tratta del Sacro Graal. Quasi.
Vi sfido a meditare di prima mattina mettendo ceramica su ceramica, e stando in precario o nullo equilibrio tentare la sorte.
Comunque, tornando al mio viaggio a Roma c’è una cosa che mi conforta.
Se sono in grado di affrontare e risolvere problemi come quello dell’alzawater a me chi mi ferma?
Non sarà mica una città come Roma a intimorirmi?
Non sarà mica l’alto livello della persona da intervistare a mettermi in ansia?
Beh, un po’ sì.
Ma comunque cercherò un alzawater.
Gianfranco Falcone

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