Antonio Manzini: Ah l’amore l’amore

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Ancora un’indagine per Rocco Schiavone nel freddo di Aosta. Rocco è in ospedale: una ferita, un’operazione e l’asportazione di un rene. La vicenda si muove tra corridoi, camere operatorie, luoghi in cui si può entrare per portare la cura o la morte, l’amore o la vendetta, la solidarietà o l’egoismo.

Il tempo scorre anche per il vicequestore Rocco Schiavone, ormai da troppo tempo stabilmente ad Aosta.
I fantasmi del passato sono sempre gli stessi e gli fanno visita da vivi o da morti: qualcuno che veglia su di lui e qualcuno che torna puntualmente a parlare con lui.

Citazione1
Rocco neanche si voltò, sguardo fisso sui tetti delle case che spuntavano dal cortile interno dell’ospedale e dalla strada. Anche oggi l’uomo era lì, riparato sotto l’ombrello. Fumava, questo lo poteva notare, ma erano due giorni che stanziava all’angolo vicino al ferramenta.

Il tempo scorre in ospedale tra un’insonnia senza nome e il difficile rapporto con il vicino di stanza. Rocco sa essere burbero e gentile, come ormai sanno gli appassionati lettori di Antonio Manzini. E anche in questa storia sa modulare tutta la gamma delle sue reazioni a tratti incomprensibili.
Non è stata un’operazione da poco, e perdere un rene, in seguito alla ferita riportata durante un conflitto a fuoco, sicuramente non aiuta ad affrontare gli anni che passano.

Citazione 2
Il vicequestore non si aspettava che l’ufficio del primario fosse una stanzetta di pochi metri quadrati dove a malapena entravano una scrivania e una sola sedia. Un computer obsoleto stava in bilico su una pila di libri di medicina. Sui muri nessun attestato, nessun cedimento alla vanità.

In quello stesso ospedale, un ricco imprenditore muore nel corso di un’operazione chirurgica. La notizia è ghiotta per i giornali e si pensa a un tragico errore compiuto dai medici.
Eppure c’è qualcosa che non quadra e che alimenta le ricerche che Rocco compie in un ospedale in cui si muove come un leone in gabbia. All’esterno deve fidarsi dei suoi uomini e dei loro racconti e riscontri. Le impressioni cambiano e il dubbio diventa certezza: è necessario cercare ancora.

Citazione 3
Troppe coincidenze, la storia puzzava a centinaia di chilometri. Se i pezzi del caso Sirchia sembravano piano piano andare al loro posto quelli del suo passato erano più incasinati di un caleidoscopio. Non ci arrivava, non capiva, troppe piste, troppe tracce, troppi anni e soprattutto troppi morti.
A partire da Marina.

Quello che Rocco ancora non sa e che per motivi differenti, per strade diverse, la vita privata dei suoi uomini si arricchisce di nuovi problemi o di nuove speranze. C’è chi ha troppe donne e non riesce più a gestirle; c’è chi ama una sola donna e non sa farsi avanti; c’è, infine, chi credeva di aver vinto i suoi vizi che sono, invece, pronti a riconquistarlo.

Citazione 4
Il cortile era adornato di piante e di luci che spandevano un chiarore giallastro sui muri di pietra grigi. Sandra cominciò a sorridere agli invitati, poi fece un segno a Rocco che si era perso a guardare le costruzioni all’interno del maniero.

Il resto della storia lo lasciamo alla scoperta del lettore. L’unico passaggio che cerchiamo di serbare per noi è una domanda intorno alle ferite – fisiche e morali – del vicequestore Rocco Schiavone: qualcosa si muove, dentro di lui e intorno a lui, eppure non sappiamo se i dolori del suo passato potranno mai guarire davvero. Ci sarà mai davvero “una medicina” per l’anima del vicequestore?
Antonio Fresa

Antonio Manzini
Ah l’amore l’amore
Sellerio, 2020
Pagine 340; € 15,00

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