Bruno Morchio: Uno sporco lavoro

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Bacci Pagano svela una parte del suo passato e racconta i suoi esordi come investigatore privato. Vecchi amici che emergono dal passato e costringono a fare i conti con il tempo che è volato via, lasciando ferite mai chiuse e qualche dolce rimpianto.

la copertina del romanzo di Bruno Morchio Uno sporco lavoroL’esperienza e i ricordi si sedimentano; i volti, i luoghi e le atmosfere si allungano come ombre di un’altra età e di un altro luogo.
Negli occhi di una donna – sarà il lettore a comprendere l’importanza del legame – Bacci Pagano scopre la necessità di fare i conti con il passato e ci regala il racconto degli anni in cui, uscito dal carcere dopo una complessa vicenda legata al terrorismo, si avvia a essere uno strano investigatore privato.
C’è dolcezza e c’è violenza in questo sentirsi costretto a guardare indietro; c’è una malinconia perduta e c’è la rabbia per come le cose si sono svolte. C’è la consapevolezza che si può davvero credere di aver vissuto tante vite, anche se a ben vedere tutte le nostre scelte hanno un legame a tratti quasi impalpabile.

Citazione 1
Mentre sistemo la sedia vicino al letto e mi accomodo, Maria mi scruta, tra guardinga e ingorda, e un sorriso lento sfuma sulle sue labbra. Lo sguardo concentrato, quegli occhi verdi che ricordano i fondali luminosi delle nostre cale costiere, mi fruga alla ricerca di qualcosa che non riesco ad afferrare. Nella sua tensione non c’è nulla di sentimentale, non insegue alcun amore smarrito di remote gioventù, eppure sento che è mossa dal timore che qualcosa si sia perso o non sia mai esistito. Mi accorgo che le sue mani tremano.

Bacci Pagano è l’investigatore genovese creato da Bruno Morchio e che abbiamo trovato al centro di vicende spesso torbide che ci hanno costretto anche a fare i conti con i lati oscuri della storia del nostro paese e con il difficile equilibrio di una giovane democrazia come la nostra.
Bacci Pagano è un investigatore molto particolare, con un preciso mondo di regole interiori che segnano, nella sua anima e nei suoi gesti, il limite estremo tra l’essere un volgare mercenario o un investigatore privato che sta svolgendo il suo compito.
E così Bacci Pagano è una complessità che sa svelarsi, a tratti, con semplicità estrema: una ricchezza di riflessioni politiche che confinano con l’indifferenza; un attaccamento alla vita quasi incomprensibile e solo in piccoli tratti cinico; una sensibilità esagerata che sa esplodere in violenza o si smussa in amori senza limiti.
Insomma un personaggio che costringe il lettore a una passione totale e con qualche sorpresa. Di certo non ci fa annoiare e sa guidarci nella sua Genova, nei dintorni, in cucina o nella musica.

Citazione 2
Mi sfuggì un fischio di ammirazione. Un manager di punta delle partecipazioni statali, sponsorizzato dai socialisti ma con solidi ancoraggi nei corridoi vaticani. Un tecnico che i media chiamavano “l’Ingegnere” e che si era fatto strada procacciando laute commesse nei settori dell’elettronica e della telematica legati all’industria di guerra. Cinquantenne sempre abbronzato, sportivo e fascinoso, aveva fatto parlare di sé anche per la burrascosa relazione con la moglie, un’ex attrice più giovane di vent’anni che gli aveva dato un figlio.

La vicenda è di tanti anni prima. La proposta ricevuta – fare da guardia del corpo alla famiglia di un ricco imprenditore in vacanza sulla costa ligure – è allettante e quasi strana per uno scalcinato investigatore come Bacci Pagano.
Il compenso è molto elevato e aiuterebbe non poco Bacci a ripartire dopo traversie di tutti i tipi.
Il mondo che si svela, una volta varcato il cancello di quella che si svelerà essere una sorta di dorata prigione, è molto diverso dalle attese.
Le apparenze, quelle che in primo piano portano la ricchezza, la ricercatezza del vestire, del mangiare e del bere, coprono una realtà in cui l’ombra più forte è quella del fallimento, del compromesso, della sottomissione.
I personaggi che partecipano alla vicenda celano aspetti inquietanti che li rendono fragili o diabolicamente potenti, esposti al ricatto e alla vendetta.
Non vi sveliamo le loro caratteristiche per non limitare le vostre scoperte; osserviamo che Bacci, con il passare del tempo, si renderà conto che il mondo è sempre più marcio e sempre più pronto a comprare tutto e tutti. Ci sono illusioni nelle sue parole? Ci sono sogni nelle sue riflessioni? In fin dei conti, seguendo i suoi percorsi, in ballo c’è il rispetto per la propria storia e per la propria vita.

Citazione 3
Quelle parole mi riportarono indietro, a quello che era stata la mia esistenza negli ultimi anni, e fecero schiumare un conato di rabbia appena stemperato dallo sguardo intenerito della donna, lasciandomi un retrogusto di amarezza. La saggia Carla sembrava avermi letto dentro alla prima occhiata. Mentre mi accendevo il tabacco mi domandai se la sua fosse perspicacia o se le mie ferite risultassero visibili di primo acchito, quasi che la mia persona emanasse negatività come un cattivo odore.

La ricchezza non mette al riparo dal dolore e dalla paura. Bacci Pagano si muove con il suo stile tra una doppia catena d’intrighi: il primo livello porta alla politica, agli affari internazionali, alla corruzione, alla sete di potere e così via; il secondo livello getta una luce sinistra e non meno corrotta sugli amori, sugli affetti, sulle relazioni, anche su quelle che dovrebbero essere più immediate e naturali come l’amore fra la madre e un figlio.
Bacci Pagano riesce a costruire un rapporto quasi di amore con una giovane donna; s’incontrano così perché costretti ad aver cura di altri che sembrano amarsi e non lo sanno fare; si amano un poco perché ancora credono che l’amore possa contare.
Nel sole e nella bellezza del mare, Bruno Morchio costruisce pagine amare intrise di passaggi dolci e bellissimi.
Alla fine la violenza del mondo non lascerà crescere l’amore, ma non potrà cancellare la trama delicata del ricordo e il gioco profondo dei lineamenti che passano di generazione in generazione. E, infine, Bacci potrà sorridere ancora e credere che valga sempre la pena di conservare una giusta dose d’umanità.

Citazione 4
Il fantasma portava una camicia color vinaccia e s’era allontanato d’una decina di metri, procedendo verso piazza Banchi. Mi gettai all’inseguimento tra la folla, urtai una signora ben piantata che mi mandò al diavolo nonostante le scuse ed ero sul punto di raggiungerlo, il braccio proteso e la mano stava per afferrare la manica, quando alle spalle mi arrivò una specie di treno in corsa, qualcosa che mi travolse e mi fece vedere tutto nero, come se qualcuno avesse spento la luce.

Antonio Fresa

Bruno Morchio
Uno sporco lavoro
La calda estate del giovane Bacci Pagano
Garzanti, 2018
€ 17,60, pagine 270

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