Chiara Ingrao: Migrante per sempre

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Migrante per sempre è una lunga storia che segue i cambiamenti del nostro paese: una terra che ha visto partire milioni di persone in cerca di un futuro migliore e che è diventata terra d’approdo per chi insegue una speranza. La storia di Lina, questa è la protagonista del romanzo di Chiara Ingrao, ci aiuta a riflettere sul nostro passato e sul nostro futuro.

Citazione 1
Per questo, lu papà se ne salì sulle colline di notte per entrare alla Francia con il compare di nascosto ammucciuni, e dopo un po’ dalla Francia se ne partì un’altra volta, e passò il confine della Germania. Perché alla Germania il lavoro lo trovano tutti, e non è sottoterra nel fuoco esterno, come le miniere del Belgio; è lavoro buono di fare le strade e le case e le macchine, e tutte le cose stroppiate dalla guerra, che i germanesi non le sanno rifare.

Il paese – una piccola realtà della Sicilia – si svuota e gli uomini partono alla ricerca di un lavoro.
Francia, Belgio e Germania sono le mete inseguite in maniera legale o clandestina. Siamo a pochi anni dalla fine del secondo conflitto mondiale, e le braccia da lavoro italiane sono utili per far ripartire l’Europa.
Le strade, le piazze del paese siciliano si fanno silenziose e pochi maschi restano a presidiare la piazza e il bar.
Alcuni, molto pochi, portano con sé la famiglia, le mogli e i figli.
Nella famiglia di Lina, anche la madre parte con un coraggio disperato per inseguire per i propri figli un poco di benessere. I nonni restano, come un’ancora di salvezza e quella madre, che riappare puntuale nel periodo delle vacanze, è sempre più lontana ed estranea.
I pianti che invadono la notte nelle stradine silenziose raccontano di separazioni che non si potranno colmare.

Citazione 2
Esitò, incerta se offendersi o inorgoglirsi. Cosa voleva dire la mamà, che lei non si metteva vergogna? Zia Marianna diceva cose terribili, delle femmine coi tacchi e il rossetto che non si mettono vergogna di niente. Ma Lina non aveva i tacchi, e manco il rossetto. E la mamà aveva già mandato Agatina e poi Gianna, a chiamare lu papà e loro non c’erano riuscite. Allora forse era una cosa buona, se Lina era una che non si metteva vergogna.

Lina è dura e decisa; quel distacco originario le ha portato dolore, ma le ha anche insegnato a essere autonoma e convinta nelle situazioni più nere. Lina sa affrontare le situazioni di cui tutti hanno paura; Lina sa farsi coraggio e trovare le parole giuste per placare l’ira e indirizzarla verso una giustizia che sembra svanire. Lina vorrebbe studiare, andare avanti nella vita, ma il suo futuro è già deciso e quella madre lontana ha pianificato il futuro della sua famiglia nella buia terra della Foresta Nera. In Germania, pur tra mille difficoltà, sarà più facile avere un futuro e una speranza. E anche Lina è costretta a partire.

Citazione 3
In tanti mesi non era mai successo, che qualcuna in reparto le rivolgesse la parola per prima. A parte Teresa, che non c’era più, le altre italiane era già tanto se si degnavano di salutare, e se ne stavano sempre lì a spettegolare fra loro. Quanto alle tedesche, cosa poteva capire Lina, anche se le avessero detto qualcosa? Evitava perfino di guardarle, per sfuggire al rischio di domande incomprensibili.

La trama di questo romanzo di Chiara Ingrao è legata alla storia, alla vita e agli incontri di Lina che non smetterà mai di cercare un legame con gli altri e con la speranza. Un romanzo che attraversa la storia del nostro paese e, soprattutto, delle donne che vivono nel nostro paese. Lina non smetterà mai di essere migrante e non smetterà mai di guardare in faccia la drammatica esperienza di tante donne, italiane e non, chiamate a combattere per avere un lavoro e una speranza per sé e per i propri figli.

Citazione 4
Quelle telefonate senza pudore, mentre lei spolverava, entrava e usciva dalla stanza, lavava i vetri. La signora la sua casa la sa gestire, la signora sa come vanno lavati i bicchieri perché non vengano opachi, e come vanno asciugati con lo strofinaccio giusto, che non lascia pelucchi sul cristallo; mentre per i vetri delle finestre non c’è strofinaccio che tenga, bisogna usare la carta di giornale, e basta. La signora sa, la signora insegna, la signora è una donna onesta che paga il giusto. E la donna quella paga deve guadagnarsela tutta, deve imparare a fare le cose per bene.

Lina non smetterà mai di essere migrante perché è costretta ogni giorno e a ogni tappa della sua vita a fare i conti con le speranze spezzate, con i sogni interrotti, con le soddisfazioni negate, con il disprezzo senza redenzione.
Lina, però, saprà trovare una sorta di rivincita rimanendo fedele a se stessa e ai suoi principi che la portano a prendere a cuore le vicende degli altri.
Intorno alla sua persona, pur tra mille tristi necessità, si andrà costruendo una rete fatta di rispetto e di stima degli altri, quelli che vedono, sempre e comunque, in lei una donna in grado di battersi per i diritti di tutti.

Citazione 5
Sale sull’autobus, dà un’occhiata intorno: qui è pieno di pulisci-culi, pensa. Di filippine e di congolesi, di capoverdiane e di ucraine, di moldave, di somale…che altro mestiere vuoi che facciano, con quelle facce e con quei passaporti? Le colf, le baby-sitter, le badanti. Le abitanti silenziose dei territori impervi dove la vita comincia o si avvicina alla fine, custodi fedeli del segreto di Dorian Gray: lo specchio oscuro in cui nessuno mai vorrebbe guardare, per non incontrare il volto del proprio futuro.

Nelle ultime pagine, ritmate da una narrazione serrata e dolce insieme, Lina tornerà alle sue radici e agli alberi della sua terra per ritrovare, infine, quella madre che sembrava perduta per sempre.

Chiara Ingrao
Migrante per sempre
Baldini+Castoldi, 2019
€ 20,00; pagine 404

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