La scoperta della luna con Luigi Lo Cascio

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Bisogna amare la poesia e tollerare le zanzare per poter godere appieno un recital che Luigi Lo Cascio la sera del 9 luglio ha portato in scena sul tema della luna, anzi più propriamente vista la vastità del tema, sulla luna vista dai poeti siciliani e con un’unica guest star continentale: Giacomo Leopardi, che non poteva mancare essendo la luna amica delle intime solitudini.

L’attore aveva visto annullare ben due spettacoli al Teatro Franco Parenti di Milano: “Dracula” con Sergio Rubini e “II sistema periodico” di Primo Levi, ma come lui stesso ha raccontato quando è stato chiamato da Andrè Ruth Shammah che gli ha chiesto di partecipare a questa stagione estiva straordinaria “en plain air” e lo ha interrogato su cosa avesse intenzione di portare sul palco non ha avuto dubbi che il tema della luna fosse adatto all’occasione: con la fine della quarantena e l’isolamento domestico ciascuno ha avuto la sensazione di vedere le cose per la prima volta, il nostro stupore è stato simile a quello di molti personaggi raccontati da Lo Cascio.

L’attore ha accolto con entusiasmo l’idea di salire sul palco della meravigliosa location dei “Giardini misteriosi” che consente di godere all’aperto in piena sicurezza di una stagione teatrale estiva di un anno che rimarrà per molti versi memorabile anche per la creatività che ha richiesto al teatro per reinventarsi modalità nuove pur di riannodare il nodo con il pubblico che si era improvvisamente spezzato a marzo nel cuore della stagione teatrale.

I soli autori della regione Sicilia che hanno scelto la luna come tema dei loro scritti hanno offerto a Lo Cascio numerosissimi testi ai quali attingere, la scelta è ricaduta su Lucio Piccolo, Giuseppe Bonaviri, Vincenzo Consolo, Gesualdo Bufalino, ma è la novella “Ciaula scopre la luna” dell’immortale Pirandello che tocca i cuori e allora ci sembra di vederlo il giovane minatore, sfruttato e deriso perché rimasto con la mente di un bambino nonostante i trent’anni che esce dalla miniera e scopre la luna che lo stupisce e lo stordisce.

A Giacomo Leopardi, che siciliano non era, Luigi Lo Cascio dedica il finale di questo recital a tema e precisamente a “La sera del dì di festa” ed è questo il testo che forse più di tutti smuove i ricordi di scuola degli spettatori e svela attraverso la voce dell’attore la bellezza di una poesia straordinaria che suggerisce a ciascuno quanto malinconico sia lo scorrere del tempo.
Dolce e chiara è la notte e senza vento,
E queta sovra i tetti e in mezzo agli orti
Posa la luna, e di lontan rivela
Serena ogni montagna… ”     Giacomo Leopardi

Adelaide Cacace

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